Elezioni regionali 2015: Giovanni Lamioni

Il candidato presidente risponde alle nostre domande


Giovanni Lamioni nasce a Cana nel 1963, frazione del comune di Roccalbegna. Sposato con Cinzia, ha due figli, Viola e Francesco. Ha conseguito la laurea in Scienze Politiche presso l'Università di Firenze e ha fondato nel 1992 la Cooperativa Atlante, operante nel settore del restauro archeologico ed agenzia formativa accreditata presso la Regione Toscana.
E' stato Presidente della Camera di Commercio di Grosseto, Vice Presidente di Unioncamere Nazionale e Consigliere di Assocamere Estero e anche Presidente provinciale di Confartigianato Grosseto, componente del Comitato di Indirizzo "Ente Fondazione Cassa di Risparmio" e Consigliere Centrale della Società Dante Alighieri. 

Nel 2011 è stato nominato Cavaliere della Repubblica. Nel 2013 è stato insignito del Grifone d'Oro, il massimo riconoscimento che la città di Grosseto ogni anno attribuisce ai concittadini meritevoli di aver dato lustro alla vita del territorio.

Sanità, dalla riorganizzazione all'efficientamento. Cosa accadrà? "Una Riforma, quella proposta da Rossi, sbagliata sia nel metodo che nel merito: i Comuni sono spremuti come limoni e cade sulla testa del personale medico e infermieristico dichiarando di voler ridurre i costi quando lui si è reso corresponsabile del buco della Asl di Massa di 420 milioni di euro. Avremo cittadini di serie A e di serie B. Per ridurre le liste di attesa bisogna cambiare il rapporto tra Sanità pubblica e privata: oggi nella sanità privata si spende il 15% in meno del pubblico solo che le strutture pubbliche vengono accreditate ad eseguire esami anche se hanno deficit, mentre il privato non viene accreditato. Altro modo potrebbe essere la gestione diversa della intramoenia (prestazioni erogate al di fuori dell'orario di lavoro) assegnando liste di attesa anche ai medici fuori orario".

Lavoro e Formazione, cosa accadrà ai Centri per l'Impiego? "I Centri aspettano il disoccupato e non incrociano veramente la domanda con l'offerta. A Grosseto abbiamo sperimentato un modello con un Consorzio interamente pubblico tra Provincia e Camera di Commercio dove gli operatori visitavano a domicilio le imprese per verificare la presenza di posti di lavoro, perché se si aspetta solo il disoccupato si valuta solo la competenza di chi cerca e non si verifica chi o cosa c'è da poter offrire".

La Tav è strategica? ". Se la Regione vuole treni decorosi e veloci deve però investire risorse maggiori, altrimenti le Ferrovie seguendo una logica aziendale, penalizzeranno sempre le tratte minori. In Maremma c'è un treno dall'Argentario a Firenze che si chiama "Freccia" ed impiega per coprire il tragitto 3 ore e mezza.. una Freccia". 

Gestore unico su Gomma? "Il costo graverà per il 30% sui biglietti per 11 anni, una strategia pericolosa. Non si ottimizzano i costi passando da una concezione municipale all'area vasta. Il rischio è che il trasporto faccia la fine dell'acqua. Il Gestore internazionale non si occuperà più delle tratte interne e si penalizzeranno le aree marginali".

Aeroporto, quale futuro per i voli toscani? "Non si possono avere tanti aeroporti, meglio averne pochi strategici, ci è stato detto questo nel corso degli anni. Adesso avremo Pisa, Firenze e Bologna nel giro di pochi chilometri. Realizzando la terza pista a Pisa e velocizzando la tratta ferroviaria tra Firenze e Pisa si poteva fare il ceck-in a Firenze e poi andare in treno al Galilei, ed i toscani avrebbero impiegato meno di quanto impiega un romano per arrivare a Fiumicino o Ciampino. Non esistono più grandi città con Aeroporti vicini dove gli aerei passano sopra i tetti. Nel giro di pochi anni a Prato si avrà una città di serie B e Pisa sarà uno scalo da Serie C".

Sul Turismo siamo andati meglio?"Enrico Rossi vuole annacquare le specificità sotto uno stesso marchio. Il marchio Toscana è il terzo più conosciuto al mondo dopo Coca Cola e Ferrari, ma poi abbiamo la Versilia e la Costa degli Etruschi e tanto altro.. Rossi ha chiuso le APT ed ha aperto il carrozzone di Toscana Promozione, che non serve a nulla. La Regione deve fare gestione marketing, ma poi in ogni territorio provinciale pubblico e privato assieme dovrebbero appoggiarsi alla Camera di Commercio territoriale per rilanciare il proprio prodotto".

Dissesto idrogeologico, come si protegge il territorio? "Dobbiamo intervenire sul rischio idrogeologico come fosse una infrastruttura. Occorre lavorare sulla prevenzione. Soprattutto dovremmo occuparci delle reti idriche fluviali minori per evitare quello che è successo in Lunigiana o in Maremma".

Antonio Lenoci