Elezione diretta del presidente di quartiere

"Se deve rimanere così allora è meglio abolirlo"


Il Capogruppo in Consiglio comunale Jacopo Cellai col capogruppo al Q1 Alessandro Delfino e la consigliera del Q1 Roberta Pieraccioni, la consigliera del Q2 Maria Grazia Internò, la capogruppo al Q3 Gaia Serri ed il capogruppo al Q5 Guido Castelnuovo Tedesco tornano a chiedere l'elezione diretta del presidente di quartiere.

“Il quartiere così com'è non funziona – spiega il capogruppo in Palazzo vecchio Jacopo Cellai – e se deve rimanere così allora è meglio abolirlo. Le funzioni dei quartieri vanno riviste. Ai quartieri va resa una propria autonomia amministrativa. I quartieri devono poter avere un budget da gestire e poter spendere le proprie risorse. Soprattutto, i cittadini devono avere la possibilità di scegliere il presidente di quartiere così come scelgono il sindaco. Una scelta del genere aumenterebbe il confronto e dare la possibilità agli elettori di scegliere un presidente diverso dalla lista in quanto c'è la possibilità del voto disgiunto. Sarebbe un modo anche per arricchire la competizione ed arricchire la forza del quartiere”.

“Chiediamo l'adeguamento del regolamento per l'elezione dei Consigli di quartiere a quello del Consiglio comunale e quindi l'elezione diretta nei Consigli di quartiere di tutti i candidati che hanno superato il 3%. Già nel 2013 il quartiere 3 ed il quartiere 5 – sottolinea Guido Castelnuovo Tedesco – avevano votato un documento in tal senso insieme alle norme per la parità di genere. L'indebolimento della struttura quartiere iniziata con la Giunta Renzi e proseguita con la Giunta Nardella vede le circoscrizioni solo come centri politici e non come centri amministrativi della cosa pubblica. Allora occorre passare all'elezione diretta dei presidenti di quartiere in quanto i presidenti di quartiere sono diventati l'elemento di riferimento diretto con l'amministrazione comunale. Spesso, anche senza una delibera, il presidente prende autonomamente le decisioni per il quartiere allora si può passare alla modifica del regolamento e prevedere l'elezione diretta del presidente”.

“I quartieri non sono degli enti da non dover utilizzare – continua Gaia Serri – ma organi con funzioni ed ottime competenze che però non riescono ad esercitare. Ormai tutte le funzioni vengono svolte dal presidente che ha un canale diretto col Comune e con i cittadini. Ai quartieri devono essere restituiti tutte le competenze”.

“Riteniamo sia indispensabile un collegamento diretto tra il cittadino e la pubblica amministrazione. E questa – prosegue Maria Grazia Internò – non può essere svolta solo dal presidente del quartiere. L'elezione diretta del presidente del quartiere darebbe identità a questo ente”.

“I cittadini chiedono ai consiglieri di quartiere di risolvere i problemi. Spesso noi non lo possiamo fare perché non abbiamo più le competenze. Si è pensato solo ad accentrare tutto nel Comune. I cittadini vogliono, inoltre, un miglior governo – continua Alessandro Delfino – e l'elezione diretta del presidente del quartiere può andare incontro a questa esigenza”.

“Di questo argomento – conclude Roberta Pieraccioni – Forza Italia ne parla ormai dalla scorsa legislatura. Abbiamo affrontato l'argomento proprio quando i quartieri furono svuotati dei poteri durante la Giunta Renzi. A distanza di anni chiediamo di ridefinire le competenze dei quartieri”. 

Redazione Nove da Firenze