Ecco il Piano industriale della Cevital

Domani assemblea informativa a Piombino. Esuberi Ntv: sciopero e presidio a Firenze. Venerdì 10 aprile convegno sul contratto a tutele crescenti e la disciplina dei licenziamenti


ROMA- Si è svolta oggi a Roma al Mise la riunione tra Cevital, enti locali e sindacati per il futuro della Lucchini di Piombino. Il passaggio di proprietà tra la Lucchini e Cevital è previsto agli inizi di giugno, al termine della gestione commissariale. Per il vecchio altoforno e la cokeria è in programma lo smantellamento e la sua sostituzione con due forni elettrici. Il primo inizierà a funzionare nel 2016 e a produrre acciaio nel 2017 con una produzione che dovrebbe raggiungere le 430.000 tonnellate annue. Il secondo dovrebbe entrare in funzione nel 2018 portando la produzione a 2 milioni di tonnellate annue. Ma dal giugno prossimo saranno subito riattivati i tre laminatoi in grado di dare lavoro a molti degli attuali addetti. Nei prossimi giorni il Governo e Cevital approfondiranno la questione del costo dell'energia e riprenderà la trattativa sindacale. Cevital ha illustrato il suo piano di investimenti e fornito le garanzie finanziarie per sostenere l'intera operazione, parlando del coinvolgimento di altri soggetti internazionali interessati alla logistica portuale e ad ulteriori investimenti sulle banchine. All'incontro hanno partecipato il presidente Rossi l'assessore regionale alle attività produttive, Gianfranco Simoncini, il sindaco di Piombino, Massimo Giuliani, il presidente dell'autorità portuale Luciano Guerrieri, il vice ministro allo sviluppo economico Claudio De Vincenti, il sottosegretario al lavoro Teresa Bellanova. Cevital era rappresentata dal presidente Issad Rebrab e dal rappresentante di Cevital in Italia, Farid Tidjani.

“Oggi per Piombino è un giorno importante. Cevital ci ha presentato le linee guida del suo piano industriale. Le prospettive di sviluppo e di recupero della piena occupazione ci sono tutte. La Regione farà fino in fondo la sua parte per seguirne l'applicazione e il rispetto dei tempi e degli impegni. E' stato delineato un percorso che dovrà portare entro i prossimi due o tre anni a tornare a produrre acciaio fino a 2 milioni di tonnellate l'anno. La siderurgia rimarrà a Piombino, che vedrà ampliate le sue potenzialità nel settore della logistica e in quello alimentare, una scelta capace di produrre a regime oltre mille posti di lavoro in più”. E' questo il primo commento del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, al termine dell'incontro che ha avuto questo pomeriggio con i vertici di Cevital a Roma presso il Ministero dello sviluppo economico. “Per gli altri – aggiunge il presidente Rossi – dopo un primo periodo di cassa integrazione, è previsto il graduale riassorbimento, dopo un'apposita fase di formazione, per provvedere allo smantellamento del vecchio altoforno. Del resto non appena l'area sarà liberata e bonificata potranno iniziare le operazioni per realizzare lì il polo agroalimentare e la piattaforma logistica”. “L'impegno delle istituzioni – è la conclusione del presidente Rossi – ed una lotta sindacale responsabile stanno dando i propri frutti, rispondendo positivamente ai timori di una perdita di posti di lavoro. Avremo una fase di transizione, ma alla fine sono convinto che il saldo occupazionale per Piombino sarà positivo”.


"Sul Piano industriale di Cevital il Mise e la Regione esprimono giudizio positivo, anche se restano da approfondire i dettagli -ribattono da Cgil Toscana, Cgil Livorno e Fiom provinciale- La prossima settimana si riapre il tavolo di trattativa tra Cevital e sindacati sui dettagli del Piano industriale, tempi e strumenti di accompagnamento al lavoro. Mise e Ministero del Lavoro metteranno a disposizione gli strumenti necessari per il percorso di accompagnamento del Piano industriale sia futuro che di passaggio, con risorse finanziarie e di snellimento burocratico. Il Ministero si sta attivando con gli altri Ministeri per valutare la possibilità di prorogare la solidarietà da parte dell'amministrazione straordinaria e poi agganciarla con quella di Cevital; per quanto riguarda il protocollo bonifiche, smantellamento vecchi impianti e costruzione dei nuovi, Cevital si impegna a privilegiare le imprese e i lavoratori del territorio. Domani si svolgerà l'assemblea informativa in Piazza Gramsci e, a seguire il tavolo operativo delle trattative, si effettueranno le assemblee dei lavoratori. Al tavolo di trattativa i sindacati, come anticipato, confermano l'obbiettivo della salvaguardia occupazionale dei lavoratori Lucchini e indotto".


Più risorse per le imprese che assumono nelle aree della Toscana dove la crisi ha colpito più duro. Lo ha stabilito la giunta che, all'interno del bando per gli incentivi all'occupazione rifinanziato per circa 5 milioni di euro per il 2015, ha inserito una riserva di 1,5 milioni di euro che potranno essere richiesti come contributo dalle imprese insediate nei territori di Piombino, con i Comuni del polo siderurgico di Campiglia Marittima, San Vincenzo, Sassetta e Suvereto; Livorno, con i Comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo; Massa Carrara, con tutti i Comuni compresi nella Provincia. "Entro il prossimo maggio uscirà il bando e imprese o datori di lavoro potranno fare domanda - assicura l'assessore alle attività produttive credito e lavoro Gianfranco Simoncini – in particolare per le tre aree di crisi abbiamo previsto 500 mila euro per ciascuna area, che andranno a finanziare incentivi alle assunzioni, attività di outplacement e riqualificazione dei lavoratori legati a riconversione industriale e ristrutturazioni aziendali. E' una decisione che si inserisce nel quadro degli interventi pensati per rilanciare lo sviluppo nei territori dove la crisi ha acuito fattori di debolezza sttutturali e che, per questo sono da tempo oggetto di particolari attenzioni da parte della Regione". Il bando prevede, grazie a 5 milioni di risorse del Por Fse 2014-2020, contributi per chi assume lavoratori disoccupati, persone che hanno perduto il lavoro in prossimità della pensione, disabili e svantaggiati, donne disoccupate con più di 30 anni, laureati e dottori di ricerca. E' importante sottolineare che il bando avrà valore retroattivo, vale a dire che potranno essere richiesti contributi per assunzioni fatte a partire dal 1 gennaio 2015. "Contrastare la disoccupazione – spiega l'assessore alle attività produttive credito e lavoro Gianfranco Simoncini - favorire l'ingresso dei giovani, delle donne, dei soggetti più fragili dal punto di vista sociale nel mercato del lavoro sono e devono continuare ad essere le nostre priorità. La crisi non è ancora finita e per questo non possiamo rinunciare a mettere in campo strumenti che, anche negli anni più difficili, hanno dimostrato la loro efficacia e che oggi contiamo possano servire ad accompagnare l'uscita dal tunnel e a favorire la ripresa. L'impegno e la sfida per i prossimi anni, sono infatti quello di premere a fondo l'acceleratore sui fattori dello sviluppo, dando continuità e potenziando tutti gli strumenti a sostegno dell'innovazione e degli investimenti delle imprese. Una sfida imp ortante che, senza agire in parallelo sulla tenuta sociale, come abbiamo fatto fino ad oggi e continueremo a fare, risulterebbe impossibile".

Presidio e volantinaggio anche a Firenze, domani mattina, venerdì 10 aprile, dalle 10.30 alle 12.30, davanti alla stazione di Santa Maria Novella (lato piazza Adua) dei lavoratori di Ntv, in occasione dello sciopero nazionale indetto unitariamente dai sindacati di categoria contro i pesantissimi tagli di organico (246 dipendenti su 952: un quarto dell’organico complessivo) annunciati dall’azienda. In Toscana sono 35 i lavoratori Ntv, tra personale di bordo e di terra, tutti giovani tra i 25 e i 35 anni. Ed anche loro sono a rischio esubero.I sindacati contestano il piano aziendale di tagli draconiani dell’azienda, “tanto più grave –dice il segretario generale della Fit-Cisl toscana, Stefano Boni- perché Ntv ha appena ottenuto 53 milioni di euro di sgravi dallo Stato (tra sconti per l’uso delle linee AV e benefit ambientali). Non può, subito dopo, licenziare 246 persone, secondo il vecchio sistema italico per cui i profitti vanno ai privati e le perdite si nazionalizzano.”“Per anni NTV ha fatto credere a noi dipendenti che eravamo indispensabili all’azienda -è scritto nel volantino che verrà distribuito ai viaggiatori durante il presidio-. Noi ci abbiamo creduto e tutti i giorni abbiamo operato per darti il miglior servizio possibile, sopperendo alle numerose mancanze ed errori di gestione dell’azienda, con entusiasmo, abnegazione, spirito di sacrificio. Da un giorno all’altro hanno deciso che 246 dipendenti non servono più e vanno messi in mobilità.” In particolare il personale di stazione passerà da 165 a 83 e il personale di bordo da 346 a 242.“Questo –continua il volantino- significherà, come annunciato nei piani aziendali, forte riduzione dell’assistenza al binario”, di tutta l’assistenza “che non sia direttamente connesso alla vendita” e “della ristorazione a bordo, dove ci saranno solo distributori automatici. Sul treno ci sarà solo il capotreno e (forse) un operatore, che faranno quello che possono. Verosimilmente ci sarà da attendere in coda per fruire dei servizi previsti. Ce ne scusiamo fin d’ora.”


Venerdì 10 aprile 2015, il Circolo "Vie Nuove", con il Patrocinio della "Regione Toscana" , ospita dalle 15.00 alle 19.00 il convegno "Introduzione al JOBS ACT: il contratto a tutele crescenti e la disciplina dei licenziamenti" un convegno dedicato allo studio della legge 10 dicembre 2014 n.183 cd. Jobs Act e del decreto legislativo del 4 marzo 2015 n. 23; che ripercorre i lavori parlamentari, analizza le norme della legge delega ed esamina la nuova disciplina del rapporto di lavoro a tempo indeterminato.Interverranno tra gli altri l'Avv. Danilo Conte del Foro di Firenze, il Prof. Riccardo Del Punta, ordinario di Diritto del lavoro dell’Università di Firenze; On. David Ermini, Deputato Parlamento italiano ; l' Avv. Guido Ferradini del Foro di Firenze; Dott.ssa Francesca Giovani, responsabile per le politiche del lavoro della Regione Toscana; Fausto Nisticò, Giudice della sezione lavoro della Corte di appello di Firenze, e Avv. Antonio Sapia, del Foro di Firenze.

Redazione Nove da Firenze