Rubrica — Mostre

Due passi alla Gucci Garden Galleria

Foto di Miriam Curatolo

In Piazza della Signoria 10 a Firenze, il racconto del modo in cui la Maison ha interpretato e definito la moda maschile nel corso degli anni


I turisti sono improvvisamente diminuiti per una crisi internazionale? L'occasione giusta per i fiorentini per riappropriarsi della città, anche dei luoghi più centrali e abitualmente affollati. Come la Gucci Garden Galleria, aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 21:30, in Piazza della Signoria 10.

Le stanze accolgono nuove narrazioni per mettere in scena il vocabolario Gucci e condurci in un territorio ipnotico, pieno di meraviglie. Un luogo reale e immaginario, la traduzione di una visione che si estende attraverso il primo e il secondo piano della Gucci Garden Galleria di Firenze, piena di storia, oggetti, aneddoti e geografie. Una serie di stanze si sviluppa da una storia che inizia nel 1921 ad oggi: Détournement, Bagology, Cosmorama, Ouroboros, Cosmic Colors e Jardin d'Hiver sono i nomi delle nuove sale curate da Maria Luisa Frisa. Gucci Garden Galleria è anche un laboratorio in cui diversi elementi hanno costruito nel tempo la mitologia Gucci e dove le cose vengono continuamente modellate e trasformate, come lo studio di un alchimista. L'archivio della Maison si trasforma in materiale vivo e incandescente sotto lo sguardo inclusivo del direttore creativo Alessandro Michele che proietta i suoi pezzi con interpretazioni inedite.

Il Maschile – Androgynous Mind, Eclectic Body è il titolo della nuova mostra al Gucci Garden. Curata da Alessandro Michele e Maria Luisa Frisa, la mostra esplora il concetto di mascolinità secondo la Maison attraverso abiti, oggetti, accessori, immagini, libri, riviste e filmati che mettono in scena un universo maschile eccentrico, formale e seducente. I capi in esposizione, tra i quali una camicia di seta rossa con fiocco sul colletto, presentata nella prima sfilata uomo Autunno Inverno 2015 di Alessandro Michele, veicolano l’idea di mascolinità dei direttori creativi Gucci dagli anni Sessanta a oggi.

Redazione Nove da Firenze