Domani sciopero dei metalmeccanici anche in Toscana

Indetto il 5 novembre da Fiom, Fim e Uilm. Vedrà diversi presidi anche nella nostra regione. Braccini: "Lottiamo per la dignità dei lavoratori. Vogliamo rinnovare un contratto nazionale che metta al centro la tutela dei lavoratori più deboli e precari, vogliamo che sia riconosciuta la clausola sociale nei cambi di appalto e che venga regolamentato lo smart working"


Firenze 04.11.2020- Giovedì 5 novembre, ad un anno esatto dall'inizio delle trattative, i metalmeccanici di Firenze si mobilitano per il rinnovo del contratto nazionale Federmeccanica-Assistal, scaduto ormai da 10 mesi. In particolare lo sciopero dei metalmeccanici vuole essere una risposta a Federmeccanica e Assistal, che il 7 ottobre hanno interrotto il tavolo di trattativa, per chiedere alle associazioni imprenditoriali un cambio di passo e ottenere risposte concrete alle richieste di aumento del salario, che consentirebbe un rilancio dei consumi in un momento di emergenza del Paese e che, oltretutto, i lavoratori si aspettano da questo rinnovo contrattuale. La mobilitazione dei metalmeccanici pone al centro sei questioni fondamentali: la difesa dell’occupazione e il rilancio dell’industria metalmeccanica; l'aumento del salario, il miglioramento del welfare, dei diritti e delle tutele; la salute e la sicurezza dei lavoratori; la stabilizzazione dell’occupazione precaria e l'introduzione della clausola sociale nei cambi appalti; il riconoscimento delle competenze professionali e la contrattazione dello smart-working. Le iniziative in Toscana nell’ambito delle sciopero:

- a Firenze in piazza Santa Croce, alle ore 10.00, si terrà un flash mob dei lavoratori e delle lavoratrici, dove saremo in collegamento con le Segreterie Nazionali e piazza dell'Esquilino a Roma;

- alle 14.30 a Castelfiorentino, presso il Bar Puppino (via Galvani, 2), si terrà un'iniziativa con i metalmeccanici dell'Empolese Valdelsa a cui parteciperà il Segretario Generale Fiom Cgil Firenze Daniele Calosi a nome di Fim, Fiom Uilm territoriali;

- in contemporanea, sull'intero territorio fiorentino, ci saranno scioperi con presidi davanti ai cancelli di 4 ore (o 8 ore nelle aziende prive di rappresentanza sindacale e in quelle dove la RSU ha deciso di estendere lo sciopero all'intera giornata).

Prato: delegazione di Rsu parteciperà al Flash Mob a Firenze

Lucca: Presidio contingentato dei delegati davanti all’Associazione Industriali Piazza Bernardini, dalle ore 9 alle ore 12.

Pistoia: Presidio contingentato dei delegati davanti all’Associazione Industriali in Piazza Garibaldi, ore 14.30

Massa Carrara: presidio di una delegazione sindacale davanti la sede di Confindustria, Viale xx Settembre Carrara, alle ore 12

Livorno: manifestazione in forma statica dei delegati di fronte alla raffineria Eni, Via Aurelia Località Stagno dalle 12 alle 13.

Sciopero di 4 ore nelle restanti province di Grosseto, Siena, Pisa e Arezzo, ma ci sono, in tutta la Toscana, molte fabbriche le cui Rsu hanno deciso di proclamare sciopero per l’intera giornata.

"Siamo di fronte al tentativo di Confindustria e Federmeccanica di rendere insussistente la funzione storica fondamentale del contratto collettivo nazionale di lavoro. Il Ccnl deve difendere la parte di reddito che va ai lavoratori rispetto a quella che va ai profitti, altrimenti si rischia di far arretrare ulteriormente il potere d’acquisto dei lavoratori.Nel corso degli ultimi 20 anni vi è stato uno spostamento di oltre 100 Miliardi di Euro dal lavoro alle rendite ed ai patrimoni, creando disuguaglianze pesantissime.Il contratto nazionale deve essere autorità salariale, invece vi è la tendenza a sostituire il salario con il welfare e a non riconoscere aumenti sui minimi contrattuali.La moderazione salariale, oltre a deprimere le retribuzioni ed i consumi, ha depresso anche gli investimenti di qualità, i processi innovativi e la crescita della ricchezza nazionale.In un contesto così inedito e complesso dove stanno cambiando i connotati delle imprese in tutto il mondo, i metalmeccanici lottano per difendere l’industria e l’occupazione. Ogni giorno siamo impegnati a tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Vogliamo rinnovare un contratto nazionale che metta al centro la tutela dei lavoratori più deboli e precari, vogliamo che sia riconosciuta la clausola sociale nei cambi di appalto e che venga regolamentato lo smart working. Le crisi vengono sempre anche usate per tentare di creare più ingiustizia sociale e abbassare le tutele dei lavoratori. Nelle fabbriche, se alla base non ci fosse un contratto nazionale di lavoro che unifica i diritti dei lavoratori, ci sarebbe la rivincita della disuguaglianza e lo svilimento del lavoro. Scioperiamo per fare il contratto, per garantire ai lavoratori i loro diritti e la loro dignità" dichiara Massimo Braccini, segretario generale Fiom Cgil Toscana.

Rifondazione Comunista della Toscana dà pieno sostegno allo sciopero nazionale dei metalmeccanici: "Sciopero necessario, a sostegno della piattaforma contrattuale contro l’atteggiamento retrivo di Federmeccanica e Assistal, sorde a ogni richiesta e impegnate ad attaccare anche quanto conquistato fino ad oggi dalla lotta delle lavoratrici e lavoratori: dal no secco ad adeguamenti salariali, alla messa in discussione di numerosi altri diritti previsti nel contratto vigente! Ma l attacco senza precedenti non si ferma qua, in quanto vi è una mancanza totale di disponibilità sulle riduzioni d’orario a fronte di innovazioni tecnologiche e nella sfrontata richiesta di maggiore flessibilità della forza lavoro, in particolare su smart working, lavoro agile telelavoro. Insomma, di fronte alla necessità, che la fase Covid acuisce, di maggiori tutele, più sicurezze, una svolta di modello sociale ed economico è assolutamente irrimandabile, altro che gli appetiti di Confindustria. Federmeccanica & C non trovano di meglio che riproporre la precarietà selvaggia e la competitività al massimo ribasso di tutele, diritti, prospettive per i lavoratori. Oltre che essere devastante per chi lavora, questa prospettiva ci farà uscire ancora di più con le ossa rotte dall’attuale fase drammatica. Con la connivenza, o la acquiescenza di governo e regione toscana evidentemente, che non trovano di meglio che sponsorizzare, insieme alla privatizzazione di tutti i servizi essenziali, anche una distribuzione di prebende a chi non ha nessun interesse a puntare su produzioni compatibili con il futuro, ne sulla sorte dei propri lavoratori".

Redazione Nove da Firenze