"Disegniamo il futuro": la riforma del Terzo settore passa da Firenze

Oggi l’incontro promosso da Cesvot con i rappresentanti nazionali delle associazioni e il sottosegretario al welfare Luigi Bobba: “serve un welfare partecipativo e comunitario, inclusivo e più equo”. Gelli: “Il mondo del volontariato sia protagonista di questo processo”. Fondo non autosufficienza: 85 milioni a totale carico della regione. Nelle RSA gravi sofferenze senza cure adeguate. Dai risultati di un’indagine dei pensionati Cisl sulla presa in carico dei non autosufficienti molte differenze tra le zone-distretto della Toscana


FOTOGRAFIE — Firenze, 7 giugno 2014 - Il servizio civile universale, la nuova legge sull’impresa sociale, la revisione della Legge quadro sul volontariato, l’abolizione del tetto del 5 per mille, la revisione delle normative fiscali. Sono stati questi i principali temi affrontati oggi al Convitto della Calza di Firenze in occasione del convegno nazionale promosso da Cesvot: ““Disegniamo il futuro. Proposte per la riforma del Terzo settore” con la partecipazione del Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Luigi Bobba. L’incontro è stato organizzato per presentare al Governo i contributi del Terzo settore al documento “Linee guida per la riforma del Terzo settore” diffuse via Twitter dal presidente del Consiglio Matteo Renzi il 12 maggio scorso e destinate a confluire nel Disegno di Legge delega che sarà approvato dal Consiglio dei Ministri il giorno 27 giugno.

“Da anni auspichiamo una riforma – sostiene Federico Gelli, presidente di Cesvot – che si è sempre arenata nell’alternarsi degli esecutivi e non è mai stata presa seriamente in considerazione. Se vogliamo davvero essere incisivi nell’avviare un cambiamento radicale economico, sociale, culturale ed istituzionale non possiamo trascurare il Terzo settore che in Italia conta 300mila organizzazioni e quasi 5miloni di volontari. Un patrimonio che arricchisce questo Paese di diritti, di solidarietà e di intraprendenza e di partecipazione. Le centinaia di persone presenti oggi dimostrano quanto sia forte l'interesse e la volontà di essere protagonisti di questo processo”. Le linee guida si articolano, infatti, sulle richieste che da anni il Terzo settore rivendica come prioritarie: riforma del Libro I Titolo II del Codice Civile; aggiornamento della 266/91 sul Volontariato anche in riferimento ad una promozione e razionalizzazione del sistema dei Centri di Servizio per il volontariato; istituzione di un’Authority del Terzo settore; coordinamento tra la disciplina civilistica, le singole leggi speciali e la disciplina fiscale; riforma dell’impresa sociale; servizio civile nazionale universale fino ad un massimo di 100mila giovani l’anno e con la partecipazione degli stranieri; eliminazione e stabilizzazione del 5 per mille.

“Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi – ha dichiarato Bobba - ha lanciato un grande progetto di riforma e, soprattutto, una chiamata alla responsabilità del vasto mondo associativo volontario cooperativo che rappresenta uno dei talenti del Paese che continua a vivere nella operosità che molti cittadini mettono in campo per rendere migliore la vita di tutti. Serve dunque una normativa che sia innovativa e ridia ordine ad un campo piuttosto disordinato e, soprattutto, che apra nuove strade ad un soggetto no profit che diventa anche soggetto economico, di economia sociale. Un soggetto che sia capace di fare impresa sociale, che apra nuove strade di cittadinanza come la proposta di apertura sul servizio civile universale: 100 mila giovani, una grande scuola di cittadinanza e di appartenenza alla propria comunità. Il nostro impegno è anche per costruire, insieme a questa grande rete di associazioni, un welfare partecipativo e comunitario, inclusivo, più equo e attento ai cittadini più deboli, capace di guardare ai nuovi bisogni della collettività.” Oltre al presidente di Cesvot Federico Gelli ed al sottosegretario Luigi Bobba, erano presenti Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana, Pietro Barbieri portavoce Forum del Terzo settore, Fabrizio Pregliasco presidente Anpas, Roberto Trucchi presidente Confederazione nazionale delle Misericordie e Monica Poletto presidente CDO Opere Sociali.



Sfiora gli 89 milioni il Fondo 2014 per la non autosufficienza e la Regione Toscana ci tiene ad assicurare che le risorse ci sono tutte e che, nel conteggio complessivo, occorre considerare anche quelle già stanziate a inizio anno. La precisazione viene da Stefania Saccardi, vicepresidente con delega al sociale, e fa seguito ad alcune richieste di chiarimento pervenute in questi giorni da sindacati e rappresentanze sociali in seguito a una comunicazione istituzionale della stessa Regione relativa a due delibere approvate in Giunta nella seduta di martedì scorso.


Anziani, non di rado a livelli di demenza tali da non poter neppure comunicare, costretti a sopportare dolori fisici anche atroci senza adeguate terapie, praticamente in solitudine. Ecco la condizione drammatica e paradossale in cui, tranne rare eccezioni, si trovano gli ospiti delle strutture assistenziali pubbliche e private italiane. La denuncia emerge dai primi risultati di una ricerca in corso nelle RSA di quattro regioni, Lazio, Emilia Romagna, Toscana e Calabria. Ne da notizia il professor Giulio Masotti, presidente onorario della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, alla vigilia del 5° Convegno nazionale sui Centri Diurni Alzheimer che si inaugura domani a Pistoia, promosso dalla locale Fondazione Cassa di Risparmio e dall'Università di Firenze. Si tratta del primo studio del genere in Italia, frutto della collaborazione tra l’Hub Policlinico Umberto I di Roma (rete Regione Lazio per la terapia del dolore) e l’Associazione nazionale strutture per la terza età (Anaste). I dettagli nella relazione che la coordinatrice, la neurologa Rosanna Cerbo, presenteràa Pistoia. Titolo: La percezione e il riconoscimento del dolore nella demenza.


In una scala tra 0 e 1 (dove 1 rappresenta il risultato migliore),quella della Val di Cornia è la zona-distretto con la maggiore capacità di presa in carico delle persone anziane non autosufficienti, arrivando ad un punteggio di 0,76, seguita da Valdarno Inferiore (0,69), Valtiberina e Valdinievole(appaiate a 0,65), Valdichiana Aretina (0,64), zona Grossetana e zona Pratese (entrambe 0,63). Le zone meno performanti, sotto la soglia dello 0,5, sono Amiata Grossetano e Valdera (entrambe 0,48),Livornese e Valdichiana Senese (0,46). Chiudono la classifica Firenze e la zona Pisana allo 0,44, entrambe scontano l’elevata presenza di anziani soli e il maggiore deterioramento delle reti familiari e di sostegno, che determinano una pressione maggiore sul sistema del servizi.Questi alcuni dei risultati dell’attività di monitoraggio sull’attuazione della Legge regionale sulla non autosufficienza, realizzata dalla Fnp-Cisl Toscana in collaborazione con la Fondazione Zancan che è stata presentata stamani in un convegno a Firenze. Già lo scorso anno Fnp e Fondazione Zancan, all’interno di un progetto di formazione, avevano realizzato una ricerca di questo tipo; allora erano state coinvolte, in via sperimentale, soltanto 10 zone-distretto, una per ogni provincia; quest’anno il progetto ha coinvolto pressoché tutte le zone della regione.Confrontando le zone già esaminate si nota un peggioramento della situazione della zona Grossetana, che perde il primo posto scendendo da 0,8 a 0,63, mentre migliora il Valdarno, che sale al secondo posto (da 0,66 a 0,69); la Val di Cornia, prima, lo scorso anno non era stata monitorata. Si invertono tra loro ma non cambiano le posizioni di coda: agli ultimi tre posti, come un anno fa, Valdichiana Senese, Firenze e Pisa.




Oltre 50 scatti per raccontare le esperienze vissute in tanti anni di attività da undici associazioni di Prato. E’ la mostra fotografica organizzata dalla delegazione Cesvot di Pratoallestita allo spazio espositivo di via Firenzuola (Prato) fino al 10 giugno dalle 16.30 alle 19.30, in occasione di ‘TrentaVolteVolontariato – Festival della Solidarietà’. L’importanza della raccolta differenziata, l’attività del telefono azzurro, la vita quotidiana con figli portatori di handicap e il sostegno agli anziani. Sono alcune delle immagini in esposizione selezionate dalle associazioni Anteas, Ari–Associazione radioamatori italiani, Emmaus, Genitori insieme a Nendi , Italcaccia-Italpesca, La Lunga Domenica, Misericordia di Prato, Movimetno Shalom, Pratolirica, Riciclidea, WWF di Prato che hanno deciso, attraverso questa mostra, di parlare della loro storia.

Redazione Nove da Firenze