C’eravamo tanto illusi, ma la dimensione è questa. Due pianeti distanti, su uno si gioca a calcio, sull’altro boh. Mi verrebbe voglia di dire che si fanno i balocchi, che si gioca a bocce o a tressette nella Rsa. Ma alla fine, siamo onesti, nemmeno quello. La Fiorentina vista a Roma è la peggiore immagine dell’indolenza, dell’irritanza, dell’indisponenza, della vergogna, dello scandalo. Assenti, mollicci, passivi, senza testa né palle, certamente guidati anche da poca consistenza, a fronte del Grande Antipatico dall’altra parte, che però, beh, di calcio… Vittime, sì, della “vanolite”: ritmo da valium e lanciacci a casaccio il più spesso nel deserto totale, nessuna capacità nei contrasti, mai aggredire lo spazio e il tempo dell’avversario nell’uno contro uno o nelle situazioni di pericolo.
Ma viene anche un altro dubbio: se si fa il paragone uno verso uno, tra questa Roma e questa Fiorentina, per carità, il risultato è umiliante. Uno verso uno, quanti se ne salvano? D’accordo, nel naufragio complessivo anche chi avrebbe qualche minimo – e dico minimo, badate bene – di dote in più, finisce per affogare nella melma dell’indegnità.
Dice: ma tanto siamo salvi, chissenefrega. Intanto, calma con le certezze totali, ancora manca un punto, che va messo in carniere tra Genoa e Atalanta in casa e in mezzo il viaggio dai Gobbi. Che con la Dea sono ancora in bazzica per posticini europei, chi per la Coppa Dalle Grandi Orecchie chi al massimo per il Vasetto spinato, quello che la Viola ha ciccato quattro volte su quattro, quando in fondo quando un po’ prima. Dunque, non bisogna aspettarsi regali.
Certo, difficile anche pensare che la Cremonese le vinca tutte, visto come è andata questa con la Lazio. Dunque siamo salvi. Ma chissenefrega no perdio, almeno io a fare certe figure non ci sto. A sentirsi umiliati e derisi, e come fanno a non capire che sono umiliati e derisi prima di tutto da sé stessi? E come fanno a non capire che se anche Paratici & C. avessero avuto in testa di confermare qualcuno, questa non è certo la via? E non parlo solo di chi era in campo a Roma, ma anche di chi si gratta le tibie e qualche altra parte del corpo. Oddio, s’è letto che a salvezza acquisita Paratici si siederà a ragionare con Vanoli.
Io, come tanti, spero per consegnargli un assegnino supplementare della Commisso Family (ma saranno ancora loro, al timone?), ma grazie e ci vediamo magari a prendere un caffè o uno sciampagnino da qualche parte. Fine della storia, si riparte, si riparta.
A Roma s’è visto il peggio del peggio. S’è visto l’ennesimo gol preso di testa, al primo assalto sul primo corner, perché Ranieri si ostina a non imparare a marcare l’avversario, e fosse solo quello. S’è visto un atteggiamento, dei difensori ma non soltanto, alla peggiore insistenza del Prego Si Accomodi chiunque sia l’avversario, ecco già, mi spiegate perché gente come Soulé e Malen – non dico Pisilli che è nato in casa – e in ogni caso giocatori di quella levatura debbano finire alla Roma e non alla Fiorentina? O, per meglio dire, perché non ci sia nessuno capace di scovare e portare qua giocatori del genere? Tipo anche Koné, per esempio: devastanti, questi quattro. Eppure, Prego Si Accomodi.
Mai un contrasto, un raddoppio, un tentativo di portar via palla, di interrompere un filo di trama. Quanto poi a costruirla, una trama, percaritadiddio, sembra perfino proibito da qualche legge, umanna o divina, visti palloni su palloni scagliati alla bell’e meglio in avanti, dove regolarmente non ci transitava o ci pascolava nessuno perché l’avanzata di squadra pare un altro delitto atroce, da queste parti.
Sì, lo so, quegli otto minuti iniziali, e poi qualche folata di rabbia nella ripresa (ma si era già 4-0…), sì, qualche parvenza di dignità s’è pure vista. Soprattutto quando è uscito il latitante Gudmundsson – e finalmente s’ visto Braschi che alla prima ci ha provato e ha messo una sassata sul palo – e con lui Harrison, uno che corre e si danna tanto ma all’atto pratico ha l’efficacia di una pistola ad acqua. Fagiolino un po’ troppo lezioso e poco supportato, Ndour e Brescianini confusi e confusionari, soltanto Solomon a punzecchiare ma con poco costrutto. E dietro il disastro, e che volevi pretendere? Infatti, due paratone di De Gea e due legni salvifici, altrimenti stavi a leccartele anche peggio, le ferite. Senza contare la figuraccia incredibile. Ma siamo salvi, dice. Alla prossima.
ROMA: Svilar; Mancini (72’ Ghilardi), Ndicka, Hermoso (83’ Ziolkowski); Celik, Cristante, Koné (64’ El Shaarawy), Wesley; Soulé (72’ Dybala), Pisilli; Malen. (83’ Robinio Vaz) Allenatore: Gian Piero Gasperini. A disposizione: De Marzi, Gollini, Rensch, Angelino, Tsimikas, Venturino.
FIORENTINA: De Gea; Dodò, Pongracic (46’ Comuzzo), Ranieri, Gosens; Ndour, Fagioli (75’ Fabbian), Brescianini (75’ Fazzini); Harrison (46’ Parisi), Gudmundsson (46’ Braschi), Solomon. Allenatore: Paolo Vanoli. A disposizione: Lezzerini, Christensen, Rugani, Mandragora, Kouadio, Pirrò.
ARBITRO: Luca Zufferli (Udine); assistenti Rossi L. – Ceccon; quarto uff. Rapuano; Var Di Paolo – Di Bello
MARCATORI: 12’ Mancini, 17’ Wesley, 34’ Hermoso, 58’ Pisilli
NOTE: ammoniti Pongracic (F), Hermoso (R), Parisi (F), El Shaarawy (R); angoli 5-4 Fiorentina; spettatori 61.307