Dipendenti comunali, 1 su 4 lavora ancora da casa

L'assessore Martini: “Oltre il 75% dei dipendenti comunali lavorano in presenza”. Il responsabile del personale ha fatto punto sulla Fase 4 del lavoro agile rispondendo al question time della consigliera Dardano


Oltre il 75% dei dipendenti comunali lavora in presenza. Il dato è stato comunicato oggi in consiglio comunale dall'assessore al personale Alessandro Martini che ha risposto a un question time della capogruppo della lista Nardella Mimma Dardano sullo smart working.

L’assessore ha fatto il punto sulla situazione attuale, ovvero la fase 4 attuata a partire dal 15 settembre, per quanto riguarda l’organizzazione degli uffici. “Si tratta di un ulteriore passo verso la progressiva riapertura di tutti gli uffici pubblici e il rientro in sicurezza dei propri dipendenti come previsto dal Decreto Rilancio”. In dettaglio i dipendenti appartenenti a profili professionali “non compatibili con il lavoro agile” svolgono la propria prestazione lavorativa solo in presenza; i dipendenti appartenenti ai profili compatibili possono invece svolgere lavoro agile come da disposizioni nazionali, nello specifico al massimo per due giorni la settimana. I soggetti fragili possono svolgere lavoro agile continuativo come da normativa vigente. L’assessore Martini ha aggiunto che sempre il Decreto Rilancio prevede fino al 31 dicembre 2020 l’applicazione del lavoro agile al 50% del personale con la finalità di adeguare l’operatività degli uffici pubblici alle esigenze dei cittadini e delle imprese.

L’Amministrazione è inoltre al lavoro sul POLA, piano organizzazione lavoro agile, che individuerà le modalità attuative del lavoro agile. Obiettivo prioritario prevedere che almeno il 60% dei dipendenti impegnati in attività “smartizzabili” possa avvalersi di questa modalità. “L’adozione del piano ci consentirà di aumentare la platea dei beneficiari, che in caso contrario sarebbe in pratica dimezzata” ha sottolineato l’assessore Martini che ha aggiunto: “la definizione del POLA sarà preceduta dal confronto con le organizzazioni sindacali e per questo ho già chiesto di individuare un gruppo ristretto di rappresentanti con il quale avviare un dialogo operativo”.

“Lo smart working è una modalità di lavoro che l’emergenza sanitaria ci ha fatto conoscere meglio e approfondire. – ha fatto presente Dardano – Il question time ha consentito di fare un punto doveroso su cosa è stato fatto finora e come si può strutturare al meglio questa procedura in vista della cosiddetta fase 4. Credo che si debba riuscire a essere pronti a iniziare a parlare di smart working in relazione alla sostenibilità, sfruttando le opportunità che questo tipo di prestazione consente e garantendo nel contempo un servizio sempre adeguato e efficiente, superando criticità e evitando disagi alla cittadinanza". 

Redazione Nove da Firenze