Difesa dal rischio idraulico: manca ancora consapevolezza

Fratoni: "Servono progetti cantierabili". Ruspe al lavoro a Incisa. Presto altri 268 mila euro di opere per la sicurezza dell'abitato di Figline. Nuovi impegni per rischio esondazioni a Sagginale


FIRENZE– Progettare l'assetto idrogeologico significa dare corso subito a interventi cantierabili quindi interventi con progetti esecutivi, e significa consapevolezza. Una consapevolezza duplice: che la sicurezza idraulica al 100% non esiste ma esiste una modalità di gestione del rischio che presuppone l'aumento della resilienza. Sono in estrema sintesi i concetti del programma che la Regione Toscana sta mettendo in pratica nel contrasto al rischio idrogeologico e che venerdì ha illustrato l'assessore regionale all'ambiente e alla difesa del suolo Federica Fratoni aprendo i lavori della giornata organizzata insieme al Italiasicura e il Ministero dell'ambiente "Progettare l'assetto idrogeologico".

"E' una grande scommessa ma credo la Toscana stia facendo la sua parte – ha detto Fratoni – Abbiamo dato il via a un grande cambiamento culturale perché finanziamo progetti cantierabili, quindi non preliminari: ciò significa che vogliamo avere tempi certi di realizzazione per aumentare il grado di sicurezza idraulica, un percorso sfidante e impegnativo in cui la Toscana segna davvero il passo".

Fratoni ha ripercorso le tappe che hanno portato la Regione a questi punto. In una fase in cui i cambiamenti climatici ci hanno abituati a fenomeni che sono straordinari nell'entità ma non nella ricorrenza, in una fase di profonda trasformazione istituzionale, la Regione ha investito molto sul piano della difesa idrogeologica mettendo in campo già dal 2012 una riordino dei Consorzi riducendoli e dando loro competenze definite.

Droni per la messa in sicurezza dell'Arno in un tratto di 9 chilometri per la difesa idraulica della zona compresa nei tratti ricadenti nei Comuni di Figline e Incisa Valdarno, San Giovanni Valdarno e Reggello. Ammonta a 500mila euro, il 70% finanziato dalla Regione e il 30% dal Consorzio, l'intervento di manutenzione straordinaria del fiume che il Consorzio sta realizzando grazie all'accordo sulle opere idrauliche di terza categoria.

Soddisfatto il presidente Paolo Tamburini: “Siamo molto orgogliosi in quanto con questo intervento intendiamo rispondere con tempestività alla sicurezza del territorio. Il Consorzio dimostra la propria capacità progettuale e operativa nella gestione delle opere idrauliche dei grandi fiumi. Ricordo che questo primo lotto di lavori in corrispondenza dell'abitato di Figline, considerata l'urgenza, è stato realizzato dal Consorzio in conduzione diretta con le proprie maestranze ed in collaborazione con quelle delle Unioni dei Comuni del Casentino e del Pratomagno con le quali il nostro ente ha stretti e proficui rapporti istituzionali”. Inoltre, “questo intervento - continua il presidente - siamo certi che consentirà anche maggiore fruibilità dell'ambiente in particolare da un punto di vista turistico”.

Anche la sindaca di Figline e Incisa Valdarno, Giulia Mugnai, è soddisfatta di questo intervento: “Più volte abbiamo sollecitato un intervento consistente per la ripulitura dell’alveo dell’Arno, quindi ringraziamo Regione e Consorzio per un intervento da 500mila euro che mette in maggior sicurezza un tratto importante come quello valdarnese. E tutti sappiamo quanto il nostro territorio sia impegnato nella sicurezza idraulica attraverso vari interventi sul reticolo minore, ma soprattutto con la realizzazione di un sistema di casse di espansione che garantirà anche Firenze”.

L'intervento, per la cui progettazione sono stati impiegati anche i droni, prevede la manutenzione della vegetazione che si è sviluppata nell’alveo dell'Arno, in modo da assicurare una corretta regimazione delle acque. In particolare verrà effettuato un “taglio selettivo” della vegetazione arborea sulle sponde e un “taglio raso” con rimozione delle ceppaie. Ad essere interessato dai lavori è il tratto di fiume compreso fra la traversa Enel, subito a valle dell’abitato di San Giovanni Valdarno, e l’immissione in destra idraulica del torrente Chiesimone, 3 chilometri circa a valle del ponte di Figline, in corrispondenza della zona industriale. L’intero tratto dell'intervento copre una lunghezza di circa 9 chilometri di alveo e attraversa i Comuni di San Giovanni, Incisa – Figline e Reggello. “L’intervento -continua Tamburini - mira ad eliminare lo stato di pericolosità idraulica per cose e persone dato dalla presenza di alberi morti e instabili o in alveo che possono creare grave intralcio al regolare scorrimento delle acque del fiume. Con i lavori, oltre a consentire un regolare flusso dell'acqua, si evita il pericoloso accumulo di materiale a ridosso dei numerosi ponti presenti nel tratto e si ripristina il paesaggio fluviale. L’intervento permetterà inoltre di fruire delle fasce fluviali, favorendone l’accessibilità anche mediante la creazione e il ripristino anche di piste di servizio”.

Studi e proposte per interventi che possano scongiurare il ripetersi di esondazioni ed emergenze come quella del Febbraio 2014, quando gran parte di Sagginale finì sott'acqua. Questo l'argomento trattato lunedì pomeriggio nel corso dell'incontro che il sindaco di Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni, l'assessore regionale alla Difesa del Suolo Federica Fratoni e il presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno Marco Bottino, coadiuvati da responsabili e dirigenti dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello e della regione, hanno avuto con i cittadini della frazione. In particolare la Regione Toscana ha presentato una bozza di progetto che potrà rappresentare un ulteriore livello di sicurezza per Sagginale e per tutte le località lungo l'asta della Sieve. In aggiunta a questo è stato confermato l'avvio dello studio, da parte del Consorzio di Bonifica e dell'Unione Montana dei Comuni del Mugello, inerente le criticità dell'area che una volta analizzate e valutate rappresenteranno il punto di partenza per la realizzazione di un progetto che possa risolverle mettendo in sicurezza la zona. Il Consorzio di Bonifica ha già previsto un impegno di spesa di circa 200mila Euro da utilizzare, oltre che per lo studio, anche per le per prime manutenzioni ordinarie e per la progettazione successiva ai risultati dell'analisi dell'area.

“La collaborazione tra l'Unione dei Comuni, la Regione e il Consorzio - afferma il sindaco Paolo Omoboni – ci ha permesso di arrivare a questi importanti risultati che rappresentano una prima risposta concreata ad un problema su cui fin da subito ci siamo impegnati. Un ringraziamento sentito all’Assessore Fratoni e al Presidente Bottino che su questa questione si stanno spendendo molto. Siamo alle fasi iniziali e continueremo a vigilare e a lavorare affinché possano essere date risposte risolutive rispetto ad un problema che riteniamo debba essere risolto”.

Redazione Nove da Firenze