Decreto sicurezza: Rossi invita Salvini ad un confronto pubblico

Dopo l'annuncio della Giunta regionale che farà ricorso alla Consulta contro il decreto sicurezza. Stella (FI): "Irresponsabile Rossi e Pd ideologico. Pensino ai toscani bisognosi". Il Consigliere Paolo Marcheschi (Fdi): "Sostenendo i sindaci ribelli fa chiarezza tra chi sta dalla parte degli italiani e chi no". Marchetti (FI): «E noi contro sua legge garantisci-clandestini pronti a occupare aula»


FIRENZE- "Sia io che lei dovremmo certamente fare di più per le famiglie in condizioni di povertà assoluta e per il servizio sanitario. Ma vediamo se ha il coraggio di confrontarsi in pubblico, dove vuole e quando vuole, per dimostrare ai toscani e agli italiani cosa lei e cosa io abbiamo fatto fino ad ora per sostenere le persone in difficoltà e per la sanità pubblica". Lo dice il presidente della Regione Enrico Rossi dopo le critiche del ministro dell'Interno Salvini per il ricorso della Toscana alla Consulta sul decreto sicurezza.

"La decisione della giunta regionale toscana di fare ricorso alla corte costituzionale sul DL Sicurezza mostra, ancora una volta, l'atteggiamento di irresponsabilità della sinistra sulla questione specifica. Come al solito a prevalere è l'ideologia e non la realtà dei fatti". Lo afferma il vice presidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia). "Rossi, la sinistra e il PD sono come al solito scollegati dal mondo reale - accusa Stella -. Non capiscono che un'immigrazione incontrollata è un problema grave, sia sul fronte economico che su quello della sicurezza. Pensino piuttosto ad aiutare i tanti toscani, sia giovani che anziani, bisognosi di aiuto e che spesso non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena. Il ricorso alla corte costituzionale è un gesto davvero irresponsabile".
"Evidentemente le sconfitte alle elezioni amministrative in Toscana nel 2016, nel 2017 e nel 2018, oltre alle elezioni politiche del marzo scorso, non sono bastate al PD e alla sinistra. Bene, vorrà dire che vincere alle amministrative di quest'anno e alle regionali del 2020 per il centro-destra sarà ancora più facile", conclude Stella.

"Rossi non perde occasione per dimostrare la differenza tra la Sinistra e la Destra. La nuova presa di posizione del Governatore fa chiarezza agli elettori: tra chi sta con gli italiani e chi sta invece con i clandestini, tra chi contrasta le politiche del Governo nazionale, che cercano soltanto di rimediare i problemi generati dagli esecutivi di centrosinistra, e chi cerca di disegnare un Paese differente con un'immigrazione controllata e regolata da precise leggi. Sostenere l'azione di sindaci, che si ribellano per non applicare le leggi nazionali, alimenta odio e un conflitto istituzionale di cui il Paese non ha certo bisogno.Rossi farebbe bene a pensare alle migliaia di poveri toscani" dichiara Paolo Marcheschi, consigliere regionale Fdi che annuncia le barricate contro la "Legge salva clandestini" voluta da Rossi e dal Pd che sta per approdare in Consiglio Regionale. "Vedremo chi la voterà cosi i toscani avranno più chiarezza per poter scegliere a maggio fra chi li difende e chi invece destina i soldi dei toscani al business dei clandestini".

«Il ricorso annunciato da Rossi contro il decreto sicurezza? Voglia di visibilità e smania di ricollocarsi politicamente a tutti i costi sfruttando gli stranieri come una bandiera e facendolo sulla pelle dei toscani che le sue politiche lasciano invece indietro proprio su tutti quei diritti che il governatore vuol garantire a chi toscano non è. Ma noi su questo e sulla sua proposta di legge garantisci-clandestini e affossa-toscani siamo pronti a gesti estremi, compresa l’occupazione dell’aula di Consiglio regionale»: l’attacco è del Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, e prende le mosse dal ricorso alla Consulta annunciato dal presidente della Toscana Enrico Rossi contro il decreto sicurezza del governo. «Le leggi sono tali per essere rispettate, non per fare ognuno come gli pare. Si può non condividerle, certo, ma non si può violarle», considera Marchetti. «Certo, Rossi non ha rispettato nemmeno la legge con cui il ministro Minniti del Pd, l’ex partito del governatore e oggi azionista di riferimento della sua maggioranza, aveva disposto che ogni regione si dotasse di un centro di permanenza per il rimpatrio. La Toscana si è rifiutata di attivarlo. Mi rendo dunque conto che parlare con Rossi di rispetto delle leggi è un percorso complicato». «Intanto lui però – incalza il capogruppo di Forza Italia – come pacco di Natale ai toscani ha predisposto e fatto approvare dalla giunta la proposta di legge Disposizioni per la tutela dei bisogni essenziali della persona con cui di fatto, nel nome del principio di cittadinanza sociale, garantisce agli immigrati cure, salute, istruzione, dimora, adeguata alimentazione. Proprio quei bisogni su cui quotidianamente i toscani restano indietro scivolando sul piano inclinato di politiche che non tengono conto di chi davvero è titolare di diritti, ovvero i cittadini toscani propriamente detti che restano gli unici privi di garanzie. Noi su questo non ci stiamo e io stesso intendo farmi promotore di un’opposizione anche eclatante, se necessario».

Bisogna ricordare infatti che nel bilancio 2019 approvato dal Consiglio regionale è stata previsto un aumento di 2 milioni al fondo socio sanitario per far fronte alle nuove necessità, mentre il Governo nazionale ha tagliato i 30 milioni che erano previsti per l'assistenza sanitaria agli stranieri.

Redazione Nove da Firenze