Decreto sicurezza: pronto il ricorso della Toscana alla Corte Costituzionale

Firenze riparte a sinistra, MDP e PaP depositano una mozione per chiedere al sindaco Nardella di disapplicare la norma sul modello di Palermo e degli altri comuni. L’assessore Gianassi: “La verità è che in otto mesi al governo la Lega non hanno fatto niente per risolvere i problemi e con questo provvedimento renderà le strade più insicure”


FIRENZE- Contro il decreto sicurezza del Governo la Regione Toscana farà ricorso alla Corte Costituzionale, con una delibera che sarà approvata nella seduta di Giunta di lunedì prossimo. Lo annuncia il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, confermando il pieno sostegno alla protesta dei sindaci, che, dice, "fanno bene a ribellarsi ad una legge disumana che mette sulla strada, allo sbando, decine di migliaia di persone che così diventano facile preda dello sfruttamento brutale e della criminalità organizzata, aumentando l'insicurezza". "Nel frattempo – sottolinea Rossi – per aiutare e assistere i migranti e tutti coloro che hanno bisogno, come fanno i volontari, i sindaci e come già facciamo noi, almeno in Toscana si avranno tutele stabilite da una legge regionale. Lo scorso 22 dicembre, infatti, io e la mia Giunta abbiamo approvato una proposta di legge - che sarà votata dal prossimo Consiglio regionale e per la quale abbiamo già previsto in bilancio 2 milioni di finanziamento - che tutela i diritti della persona umana, a prescindere dalla cittadinanza: diritti per tutti, non solo per i cittadini italiani, ad essere curati, ad avere una dimora, un'alimentazione adeguata e ad avere un'istruzione". "La materia sanitaria, assistenziale e l'istruzione – continua Rossi - sono materie concorrenti su cui le Regioni, per il titolo V della Costituzione, hanno potere di legiferare. Già nel 2010 la Corte Costituzione si era pronunciata contro il governo Berlusconi e aveva dato ragione alla Toscana su una legge analoga che riconosceva il diritto di ogni persona alla cura. Forte di quella sentenza la Giunta propone ora al Consiglio regionale una legge più estesa e precisa, l'esatto contrario di quella del Governo, che invece viola i diritti fondamentali della persona umana. Confidiamo che possa essere approvata in via definitiva per la metà di gennaio".

Il presidente Rossi è disponibile a valutare insieme ai sindaci l'esercizio previsto dalla legge La Loggia che indica la possibilità per i Comuni di richiedere attraverso il Consiglio delle Autonomie Locali che sia la Regione a farsi carico del ricorso alla Consulta in tempi più rapidi anche su materie dei comuni e su competenze dei sindaci. Rossi ha infine ricordato che già prima della conversione del decreto la Regione aveva denunciato insieme ad Anci gli effetti che questo può produrre sul territorio con 5000 persone che solo in Toscana sarebbero costrette all'irregolarità, creando problemi ai sindaci e producendo insicurezza e criticità di gestione sociale.

"Ci sono 119 mila toscani (pari a 53 mila famiglie) in condizioni di poverta' assoluta, si contano quasi 22 mila domande per ottenere una casa popolare in tutta la Regione, si registra una sanita' criticata da medici e utenti per le liste d'attesa, i tagli e i turni di lavoro massacranti. Eppure il governatore Enrico Rossi straparla del decreto sicurezza che da' piu' legalita', risorse e strumenti agli amministratori locali. Lui pensa ai clandestini, noi agli italiani" dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini, rispondendo al governatore della Toscana che ha annunciato che la sua regione fara' ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto sicurezza.

"Il DL Sicurezza e Immigrazione, meglio noto come Decreto Salvini, rappresenta una risposta forte e chiara di uno Stato che era stato gettato nel baratro dell'immigrazione clandestina e incontrollata da parte del Partito Democratico. Stiamo parlando di un PD che a livello nazionale e locale è stato protagonista di un clima di razzismo istituzionale privilegiando un’immigrazione incontrollata che ha fatto dei barconi il mezzo illegale di coloro che senza averne titolo sono approdati sul nostro territorio e hanno, per mano sempre dello stesso partito, potuto accedere alle graduatorie sia per le case popolari sia per l'accesso a qualsiasi servizio erogato dai nostri Comuni -si legge in un documento del centrodestra empolese valdelsa (Lega Salvini Premier, Forza Italia e Fratelli D'Italia)- Sempre la politica portata avanti dal PD, ha permesso a certe cooperative di lucrare con gli ormai noti 37,5€ garantendo guadagni facili, favorendo l’illegalità e costruendosi bacini di consenso sul territorio a discapito di un equilibrio sociale e culturale. Per tutti questi motivi evidenziamo senza mezzi termini il discutibile atteggiamento dei sindaci della Valdelsa che, lontani da qualsiasi coerenza avendo da decenni governato il territorio in nome dello stesso PD, mettono in discussione una legge dello Stato, cioè un provvedimento approvato dal Parlamento e controfirmato per il vaglio di costituzionalità dallo stesso Presidente della Repubblica di cui sostengono di avere incondizionata fiducia, stima e riconoscenza. Alla luce di quanto esposto, valutiamo paradossale la presa di posizione dei Sindaci PD dell'Empolese-Valdelsa per un ricorso regionale contro un provvedimento che aumenta i poteri nella gestione del territorio e investe nell’aumento delle forze dell’ordine e delle dotazioni ad esse riservate. La confusione nel PD locale è pertanto totale al punto che i Sindaci, dopo essere apparentemente scesi dal carro renziano e dopo avere anche raccolto qualche firma per la legalità(ci chiediamo dove fossero quando la Lega poco tempo fa raccolse circa 8000 firme prese ai banchini, per la Sicurezza e la giustizia certa), si ritrovano oggi a sostenere gli stessi principi e dettami di un partito che della legalità si occupa prevalentemente per quanto riguarda gli immigrati. L’obiettivo della legge è quello di ridurre i tempi e le maglie della protezione internazionale, con lo scopo di garantire solo a chi ha realmente bisogno o sia realmente perseguitato di permanere sul nostro territorio e cercare un lavoro. Non si tratta di gettare per le strade chi si trovi oggi irregolare dentro i centri di accoglienza ma si tratta di cominciare a distinguere tra chi ha dei diritti e chi no, aumentando i fondi per i rimpatri con stanziamento iniziale di circa tre milioni di euro fortificandone i centri preposti e togliendo un circolo vizioso di finanziamenti a favore di certe cooperative, vicine politicamente alla sinistra, che fino ad oggi hanno gestito i sistemi CAS e SPRAR grazie a una immigrazione selvaggia che non si è voluto chiaramente contrastare.È chiaro che una legge, oltre ad essere compresa, va anche applicata senza pregiudizi e senza sudditanze politiche che evidentemente solo Sindaci che fanno riferimento al centrodestra (Lega Salvini Premier, Forza Italia e Fratelli d'Italia), sembra siano in grado di fare."

"In consiglio comunale potremo discutere a breve una mozione, presentata dai gruppi di Firenze riparte a sinistra, MDP e PaP in cui si impegna il sindaco Nardella a sospendere l’applicazione del decreto sicurezza in materia di anagrafe e di approfondire gli aspetti giuridici con il responsabile dell’anagrafe e la segreteria generale del Comune, per comprendere se e quali violazioni potrebbero derivare dall’applicazione del testo in vigore dal punto di vista dei diritti costituzionali e dell'uguaglianza di chiunque di fronte alla legge -dichiarano consigliere e consiglieri dei gruppi Firenze riparte a sinistra, Articolo 1-Mdp e Potere al Popolo- "Con la eliminazione della protezione umanitaria si toglie l'umanità nei confronti del dramma dei migranti, e si trasforma in illegale la posizione legale di chi ha il permesso di soggiorno ottenuto per ragioni umanitarie e che alla sua scadenza non verrà riconfermato perché è stata cancellata la protezione umanitaria. L'esclusione dalla residenza prevista nel decreto ha effetti diretti sul tema dei minori, dell'accesso ai servizi comunali e pubblici, nel settore della scuola e della salute, nei confronti di persone, fino a ieri, legalmente presenti sul territorio nazionale".

"Niente di nuovo sotto il sole-afferma sarcasticamente il Senatore Manuel Vescovi, nonchè referente per la Lega per le prossime elezioni amministrative fiorentine-riferendosi alle esternazioni anti-Decreto Sicurezza del Sindaco Nardella." "D'altronde-prosegue l'esponente leghista-cosa aspettarsi di diverso dalla solita litania del Pd che, da sempre, predilige sostenere le esigenze degli immigrati, invece che occuparsi seriamente, ad esempio, dei tanti indigenti fiorentini che, diversamente da qualcun'altro, magari non riescono a consumare i tre usuali pasti quotidiani." "La differenza fra noi e loro-precisa Vescovi-è semplice e lampante: Nardella si coccola gli immigrati, mentre la Lega s'impegnerà, una volta al Governo della città, per risolvere concretamente le svariate e gravi problematiche irrisolte, che sicuramente ci lascerà come pesante eredità l'attuale amministrazione." "Insomma-conclude seccamente Manuel Vescovi-comprendiamo che il Primo cittadino di Firenze sia a caccia di pubblicità gratuita, ma restiamo comunque interdetti su questa sua disobbedienza verso il Decreto Sicurezza fortemente voluto dal Ministro Salvini, mentre è molto meno accidioso su altre questioni come Reddito di cittadinanza e Quota 100...."

“L’onorevole Vescovi, dopo aver lanciato la fake-news degli abusivi che invadono Firenze ed essere stato sbugiardato, ci prova di nuovo. E lo fa raccontando un’altra bufala, ovvero che il sindaco Dario Nardella non pensa ai fiorentini indigenti preferendo coccolare gli immigrati. Ma capiamo le difficoltà della Lega. È al governo del paese da otto mesi e non ha risolto un solo problema”. Sono queste le parole dell’assessore alla sicurezza urbana e Polizia Municipale Federico Gianassi che interviene a seguito delle dichiarazioni del parlamentare della Lega Manuel Vescovi. “La Lega sbandierava che avrebbe espulso 650 mila immigrati irregolari e invece, numeri alla mano, ha fatto meno espulsioni del governo del Pd. E aveva poi continuato raccontando che con il decreto sicurezza, per magia, i problemi sarebbero scomparsi dalle strade e invece nessun problema, come è evidente, è stato risolto”. “Scappano dalla verità perché la temono. Il sindaco Nardella insieme a tanti altri primi cittadini ha posto una questione di buon senso. Il decreto sicurezza trasformando tantissimi immigrati presenti sul territorio nazionale da regolari in irregolari e buttandoli fuori dai percorsi di accoglienza, mette in strada - senza espellerli dal territorio nazionale - persone che saranno facile preda della criminalità. Il decreto sicurezza viola i diritti fondamentali delle persone e al contempo aumenta l’insicurezza e la criminalità nelle nostre strade. Questo è il tema che ha posto il sindaco e questo è il tema di fronte al quale la Lega e Salvini non possono scappare. Sono argomenti – continua l’assessore Gianassi – sui quali sono obbligati a dare immediata risposta, iniziando a rispettare i sindaci eletti dai cittadini e ascoltando i suggerimenti di chi ogni giorno sta sul territorio a contatto con i problemi vere delle persone e non nei dorati palazzi romani prendendo lauti stipendi come fa l’onorevole Vescovi”.

Redazione Nove da Firenze