Decreto sicurezza: pioggia di ricorsi contro l'articolo sulle richieste di residenza dei migranti

Sono già quattro le sentenze emesse dai Tribunali di Bologna, Genova e Firenze e Roma che hanno riconosciuto il diritto dei richiedenti asilo e, sempre a Firenze, e' stato respinto come inammissibile il ricorso dell'Avvocatura dello Stato a nome del ministero dell'Interno contro il verdetto dei giudici, che non è parte in causa nel processo


(DIRE) Bologna, 8 giu. - Pioggia di ricorsi in tutta Italia contro il decreto sicurezza per l'articolo che riguarda le richieste di residenza da parte dei migranti richiedenti asilo. "Saranno decine e decine", annuncia il presidente di Avvocato di strada, Antonio Mumolo, presentando il bilancio dell'associazione, la prima a ottenere una sentenza favorevole per una cittadina armena che si era vista negare l'iscrizione all'anagrafe di Bologna, proprio in base a quanto previsto dall'articolo 13 del decreto Sicurezza. Ad oggi sono quattro le sentenze (emesse dai Tribunali di Bologna, Genova e Firenze, mentre a Roma si e' pronunciato a favore di una persona con protezione umanitaria) che hanno riconosciuto il diritto dei richiedenti asilo all'ottenimento della residenza, mentre, sempre a Firenze, e' stato respinto come inammissibile il ricorso dell'Avvocatura dello Stato a nome del ministero dell'Interno contro il verdetto dei giudici, essendo il ministero non parte in causa nel processo. Il 24 giugno anche il Tribunale di Bologna si pronuncera' sul ricorso del Viminale. Intanto, il Comune, con la copertura giuridica dei pronunciamenti dei giudici, procede con l'iscrizione all'anagrafe. "Stiamo presentando ricorsi in tutta Italia, ce ne saranno sette o otto in Emilia-Romagna e molti altri nelle altre regioni. Del resto, la norma e' chiara non c'e' nessun motivo per cui un richiedente asilo non possa ottenere l'iscrizione all'anagrafe. Quella lista di magistrati colpevoli di aver emesso sentenza pro-migranti si allunghera' di molto", e' l'affondo di Mumolo.

Stiamo cercando di evitare il contenzioso di massa, anche perche' basta si pronunci un Tribunale per ogni citta'. A quel punto l'ottenimento della residenza diventa automatico, anche perche' diversamente il Comune che fa ricorso e perde, rischia di essere accusato per danno erariale", spiega il presidente di Avvocato di strada. "Ci piacerebbe che, invece, di insultare il singolo avvocato o magistrato, l'Avvocatura dello Stato si confrontasse con noi nel merito. Non esiste nessun divieto per i richiedenti asilo di richiedere la residenza. E se esistesse, sarebbe incostituzionale e violerebbe le norme europee", afferma Mumolo. "In uno Stato democratico tutti sono soggetti alla legge e possono svolgere le loro funzioni nei limiti della Costituzione", ricorda l'avvocato che si occupa della difesa dei diritti dei senza tetto. "La messa all'indice dei magistrati che si sono pronunciati contro il decreto Sicurezza e' vergognosa. Sembra un tentativo di intimidazione. Senza contare che il decreto sembra fatto per generare insicurezza e paura", riflette Mumolo. "Peraltro, il riconoscimento della residenza non e' solo una questione relativa al riconoscimento di diritti ma anche un tema di ordine pubblico. Tante piu' persone ce l'hanno, tanto piu' c'e' sicurezza", visto che chi ha la residenza e' 'tracciabile', sottolinea Paola Pizzi di Avvocato di Strada.

"Stiamo cercando di evitare il contenzioso di massa, anche perche' basta si pronunci un Tribunale per ogni citta'. A quel punto l'ottenimento della residenza diventa automatico, anche perche' diversamente il Comune che fa ricorso e perde, rischia di essere accusato per danno erariale", spiega il presidente di Avvocato di strada. "Ci piacerebbe che, invece, di insultare il singolo avvocato o magistrato, l'Avvocatura dello Stato si confrontasse con noi nel merito. Non esiste nessun divieto per i richiedenti asilo di richiedere la residenza. E se esistesse, sarebbe incostituzionale e violerebbe le norme europee", afferma Mumolo. "In uno Stato democratico tutti sono soggetti alla legge e possono svolgere le loro funzioni nei limiti della Costituzione", ricorda l'avvocato che si occupa della difesa dei diritti dei senza tetto. "La messa all'indice dei magistrati che si sono pronunciati contro il decreto Sicurezza e' vergognosa. Sembra un tentativo di intimidazione. Senza contare che il decreto sembra fatto per generare insicurezza e paura", riflette Mumolo. "Peraltro, il riconoscimento della residenza non e' solo una questione relativa al riconoscimento di diritti ma anche un tema di ordine pubblico.
Tante piu' persone ce l'hanno, tanto piu' c'e' sicurezza", visto che chi ha la residenza e' tracciabile, sottolinea Paola Pizzi di Avvocato di Strada. (Vor/ Dire)

Redazione Nove da Firenze