Dalai Lama arrivato a Pisa, nei prossimi giorni sarà a Livorno

In programma due giornate di insegnamento presso il Modigliani Forum di Livorno


Il Dalai LamaTenzin Gyatso è il nome dell'attuale guida spirituale, è arrivato a Pisa, dal Galileo Galilei ha poi raggiunto l'istituto buddista di Pomaia dove sarà ospite nei prossimi giorni mentre il 14 e 15 giugno sarà invece a Livorno. In Italia per la prima volta nel 1973 quando incontrò Papa Paolo VI in Vaticano. Il Dalai Lama incontrò Papa Giovanni Paolo II in Vaticano nel 1980, 1982, 1986, 1988 e 1990. ''Armonia tra le religioni" questo il messaggio semplice ed essenziale rivolto all'arrivo.

"Sua Santità il XIV Dalai Lama ha amorevolmente accettato l’invito di visitare l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia e di conferire insegnamenti nella città di Livorno nei giorni 14 e 15 giugno 2014" recita il comunicato dell'Istituto che ospiterà il Dalai Lama.

Ecco il programma delle due giornate presso il Modigliani Forum di Livorno:
(Gli orari sono soggetti a possibili cambiamenti. Vi preghiamo di verificare sul sito questa eventualità)

- 14 Giugno 2014 (9.30/11.30 – 13.30/15.30)
Commentario al testo “LETTERA A UN AMICO” di Nagarjuna
- 15 Giugno 2014 (9.30/11.30)
INIZIAZIONE DI AVALOKITESHVARA

- 15 Giugno 2014 (13.30/15.30)
CONFERENZA PUBBLICA
Etica compassionevole

Tutte le informazioni relative all'evento e alla vendita dei biglietti sono disponibili sul sito dedicato: www.dalailama.it

Avvisiamo gli ospiti e gli amici dell'Istituto che in seguito all'organizzazione dell'evento le normali attività dell'Istituto Lama Tzong Khapa saranno interrotte dall'1 giugno e riprenderanno il 30 di giugno. Non sarà inoltre possibile prenotare il soggiorno all'Istituto dal 30 di maggio fino al 19 di giugno.

Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, è il leader spirituale del Tibet. Nato con il nome di Dhondup Lhamo il 6 luglio 1935, da una famiglia contadina, in un piccolo borgo dell’Amdo (Tibet nord-orientale), all’età di due anni è stato riconosciuto come la reincarnazione del suo predecessore. Si ritiene che i Dalai Lama siano manifestazioni di Avalokiteshvara, il Buddha della Compassione e patrono del Tibet. Dall’età di sei fino ai ventitré anni ha ricevuto un’educazione monastica, studiando con i principali Maestri tibetani contemporanei, fino a conseguire a pieni voti il titolo di Gheshe Lharampa, equivalente a un dottorato di filosofia buddhista. Prima ancora di terminare i suoi studi, a causa del precipitare della situazione politica – con l’invasione cinese del Tibet nel 1949 – venne chiamato giovanissimo ad assumere i pieni poteri, nel 1950. Dopo aver cercato inutilmente un soluzione pacifica alla situazione, con colloqui con i principali leader cinesi, nel 1959, in seguito alla brutale repressione della rivolta di Lhasa, fu costretto a fuggire in India. Da allora, vive a Dharamsala, cittadina del nord dell’India, dove si trova anche la sede delle principali istituzioni tibetane in esilio. Da qui non ha mai cessato di adoperarsi per il bene del suo popolo, sia aiutando con ogni mezzo i profughi sia cercando di far valere – sempre tramite il dialogo e la non violenza – i diritti umani in Tibet e di preservare l’integrità della cultura e della società tibetana. Le sue richieste sono sintetizzate nel Piano di pace in cinque punti, presentato nel 1987 al Congresso degli Stati Uniti e l’anno successivo al Parlamento europeo, nel quale si propone la trasformazione di tutto il Tibet in una zona di pace, l’abbandono della politica di trasferimento di massa della popolazione cinese che minaccia l’esistenza stessa dei tibetani come popolo, il rispetto dei diritti umani fondamentali del popolo tibetano e delle libertà democratiche, il restauro e la tutela dell’ambiente naturale del Tibet con l’abbandono della produzione di armi nucleari e lo scarico delle scorie nucleari, l’inizio di seri negoziati sul futuro status del Tibet e sulle relazioni tra il popolo tibetano e quello cinese.

Redazione Nove da Firenze