Cubo nero, arrivano i primi indagati

Falso e violazione delle norme a tutela del paesaggio i reati ipotizzati. Sabatini: "Scaricabarile, e la soluzione?"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
06 Febbraio 2026 14:46
Cubo nero, arrivano i primi indagati
ph Jacopo Bianchi Pilota certificato drone

Falso e violazione della normativa a tutela del paesaggio: sarebbero questi i reati ipotizzati dalla Procura di Firenze a carico di alcune persone coinvolte nel rilascio delle autorizzazioni per il cosiddetto "cubo nero", la struttura nata dov'era il Teatro Comunale. La notizia è stata data stamattina dal quotidiano "La Nazione"

La giustizia farà il suo corso, ma la domanda che sembra interessare di più i fiorentini è questa: quanto resterà questa struttura nel panorama di Firenze? Per sempre? Oppure il futuro riserverà qualcosa di diverso?

Intanto, in Palazzo Vecchio questo del "cubo nero" è uno degli argomenti allo stesso tempo più delicati e più importanti. Se ne parla, non poco, anche se ufficialmente è più che altro l'opposizione di centrodestra a fare sentire la propria voce.

“Finalmente, stiamo progressivamente arrivando alla resa dei conti e, nonostante i tentativi di non parlarne mai, la verità sta emergendo", dichiara il consigliere di Lista Civica Eike Schmidt Massimo Sabatini, che prosegue: "Tuttora quell’opera non ha né padri né madre: il sindaco di prima ha detto che non l’avrebbe mai fatto, quello di oggi idem e il soprintendente di allora non si ricorda nulla. Quanto volete che regga ancora questo particolare racconto? Poco!

Ho cercato di dare il mio contributo proponendo a settembre l’attività di indagine in commissione: bocciata.Sono andato allora a cercarmi tutti i documenti da solo ed ho messo in luce la mancanza del verbale di rispetto delle prescrizioni e condizioni dettate dall’autorizzazione paesaggistica.L’ho chiesto in tutte le sedi e in tutti modi: ma non mi è mai stato fornito.Anzi è stato aperto un percorso di verifica documentale che ha prodotto un inedito e gravissimo scontro istituzionale fra Comune e Sovrintendenza.Oggi tutti giocano a scaricabarile e nessuno pensa alla soluzione, soluzione che invece chiede la città e che non potrà che partire dalle modifiche necessarie sull’immobile.La mia lotta in consiglio comunale con l’assessore all’urbanistica e con i documenti della direzione comunale rappresenta il desiderio di chiarezza dei Fiorentini verso questo problema che è l’immagine di come la politica del PD ha trasfigurato Firenze.Per come la vedo io, le responsabilità sono prima politiche che tecniche e amministrative”, conclude Sabatini.

“Il cubo nero è una ferita aperta, un insulto a una città che ha costruito bellezza e ha detto un canone di estetica. Ci sono sicuramente delle responsabilità, tutte da accertare e appurare fino alla fine, sia da parte di chi ha fatto i lavori – e ha cambiato colore e altezza – sia da parte di chi avrebbe dovuto – prima, dopo e durante – controllare il cantiere e lo svolgimento dei lavori. Mi auguro che la proprietà sia adesso costretta a cambiare non solo il colore del cubo. Non si tratta infatti meramente di un problema di ‘armocromia’, come da mesi viene paventato dalla sindaca, ma è necessario soprattutto abbassare l'altezza del fabbricato di almeno un piano. L'edificio rimarrà brutto ma almeno non sarebbe più visibile da tutte le parti, così da non violare più la prospettiva storica di Firenze e il suo bellissimo skyline”.Così Eike Schmidt, consigliere e capogruppo della lista civica Eike Schmidt, già direttore degli Uffizi. 

Intervengono anche i consiglieri di Fratelli d'Italia Angela Sirello (capogruppo), Matteo Chelli, Alessandro Draghi e Giovanni Gandolfo: "“Già dalla seconda metà di agosto, la vicenda dell’ex Teatro Comunale – poi divenuta nota come caso del cosiddetto “cubo nero” – era stata posta con forza all’attenzione politica e cittadina da più voci del centrodestra.

Alla ripresa dei lavori consiliari dopo la pausa estiva, nel primo Consiglio comunale utile, il centrodestra organizzò una dimostrazione per richiamare l’attenzione dell’amministrazione su un intervento che presentava profili di rilievo non solo estetico, ma urbanistico, paesaggistico e di tutela del contesto storico.Quella iniziativa maturò anche a seguito del diniego, da parte della Presidenza e dell’amministrazione, della richiesta di prevedere uno spazio dedicato in aula affinché la Sindaca potesse riferire e chiarire l’iter e le valutazioni che avevano condotto alla realizzazione dell’opera.Sul piano degli strumenti istituzionali, alla dimostrazione politica seguì l’attivazione di accessi agli atti: Fratelli d’Italia presentò immediatamente le proprie istanze di acquisizione documentale e analoghe iniziative furono promosse anche da altri gruppi di centrodestra, tra cui la Lista Schmidt, a conferma di una sensibilità condivisa sul tema e della necessità di massima trasparenza.Oggi, alla luce degli sviluppi giudiziari riportati dalla stampa, riteniamo ancora più doveroso che l’amministrazione riferisca in Consiglio, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, ma con la responsabilità politica e amministrativa di garantire chiarezza verso i cittadini”, conclude Fdi.

"Oggi dispiace ancora di più il mancato confronto con la Sindaca al primo consiglio comunale post pausa estiva, come è stata negata la possibilità di un'attività di indagine in Commissione. La notizia di oggi attiene gli sviluppi processuali, che coinvolgono due componenti della Commissione Paesaggistica. Il problema della cubatura attiene invece gli uffici dell'Urbanistica. La Magistratura farà il suo corso, mentre noi siamo ancora orfani di un legittimo confronto politico, e non meramente documentale, sul tema per appurare responsabilità, corresponsabilità, controlli".

Queste le parole di Luca Santarelli, consigliere comunale e coordinatore del Gruppo Misto - Noi Moderati. 

 Così invece Dmitrij Palagi Consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune:

“L’Assessora Biti, a dicembre, sul caso dell'ex Teatro Comunale, ci scriveva che «la constatazione del rispetto delle prescrizioni di cui alla autorizzazione in oggetto è ancora in corso e si sta svolgendo nel contraddittorio tra le parti interessate». Servizio Edilizia privata di Palazzo Vecchio, Soprintendenza e operatore privato (cioè la Savills Investment Management) si scrivono per provare a dimostrare che tutti gli adempimenti sono stati rispettati, per quanto riguarda i vincoli legati alla paesaggistica.

Leggiamo degli avvisi di garanzia notificati per la vicenda del noto Cubo Nero, spuntanto senza che nessun livello istituzionale voglia assumersi responsabilità. Dai documenti in nostro possesso emerge poca chiarezza sui passaggi finali di verifica.

La questione non è però solo legale e normativa. Come è possibile che questa operazione sia avvenuta? La risposta è principalmente politica, perché è la politica che poi procede a legiferare.

L'Assessora Biti ha detto che è disponibile a parlare con chi non fa esposti. Secondo noi sbaglia, ma quantomeno accetti la proposta di moratoria e di sospensiva. C'è stata una stagione di vendita di pezzi di Città, dietro lo slogan - terribile - "basta buchi neri". Evitiamo che da "basta buchi neri" si arrivi a “ovunque cubi neri”?”.

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