Crollo a Genova, ricerche in corso: vittime toscane tra le macerie del viadotto

Le squadre di ricerca continuano a scavare nei pressi del Polcevera, sotto le macerie del ponte Morandi


Tra le vittime anche toscani: un giovane medico di Firenze residente a Pisa era in auto con la ragazza di origini siciliane, anche lei medico, anche due ragazzi di Arezzo di poco più di 20 anni transitavano sul viadotto al momento del crollo. “Sono vicina alla famiglia fiorentina colpita dal dramma di Genova ed a loro disposizione per ogni supporto. Faremo partire rapidamente un monitoraggio dello stato delle strade del territorio provinciale con tutti gli enti interessati, per la loro messa in sicurezza e per l’adozione dei provvedimenti necessari a garantire una circolazione sicura" sono le parole di Laura Lega, Prefetto di Firenze. 

"Di fronte a Genova niente potrà essere come prima. Basta polemiche mentre si cerca ancora i corpi. I tecnici trovino le cause della tragedia. E poi un programma di manutenzione, adeguamenti e nuove opere ove necessarie. No al governo dei comitati d’affari e dei comitati dei no" è l'intervento del presidente toscano Enrico Rossi. 

Le immagini in diretta da Genova ad opera dei Vigili del Fuoco. 

Il ministro Danilo Toninelli, a Genova con il presidente Conte ed i vicepremier Di Maio e Salvini "Sono passate nemmeno 24 ore dalla tragedia che ha colpito Genova, e come tutti noi ho ancora negli occhi quelle terribili immagini del crollo del ponte Morandi. Oggi sarò tra le macerie macchiate di sangue e provo rabbia perché in un Paese civile non si può morire per un ponte che crolla. Lo voglio ribadire con ancora più forza: chi ha colpe per questa tragedia ingiustificabile dovrà essere punito. Alle società che gestiscono le nostre autostrade sborsiamo i pedaggi più cari d’Europa mentre loro pagano concessioni a prezzi vergognosi. Incassano miliardi, versando in tasse pochi milioni e non fanno neanche la manutenzione che sarebbe necessaria a ponti e assi viari. I vertici di Autostrade per l’Italia devono dimettersi prima di tutto. E visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l’eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro. Se non sono capaci di gestire le nostre Autostrade, lo farà lo Stato. Contemporaneamente a questi atti doverosi, dobbiamo badare a ricostruire e manutenere, seppure con il pensiero sempre rivolto alle vittime e alle loro famiglie. Per quanto riguarda Genova, verrà usato il Fondo Emergenze della Protezione civile per ripristinare la viabilità ordinaria, prendendo in considerazione anche la possibilità di prolungare fino a Voltri la 'Strada a mare'. Per la ricostruzione del ponte Morandi, che voglio sottolineare necessitava di manutenzione da decenni, verranno poi utilizzate le risorse del Piano economico e finanziario di Autostrade, da discutere eventualmente a settembre, e altre risorse non impegnate e prese da due fondi dedicati in parte a interventi infrastrutturali. Quindi, il nostro impegno continuerà ad essere quello di investire soldi per la cura e la ristrutturazione dell'esistente. Ci sarà un vero e proprio piano Marshall per la messa in sicurezza delle nostre infrastrutture, molte delle quali sono state costruite negli anni '60 e '70. Penso sia nostro dovere usare i soldi pubblici per la manutenzione di queste arterie vitali del nostro Paese, invece di sprecarli in mastodontiche opere inutili. Un progetto su cui punto molto è quello per un monitoraggio attraverso semplici sensori che verificano la stabilità di infrastrutture e viadotti. Un sistema tecnologico che ci permetta di dire: mai più stragi come quella di Genova. A chi invece sta speculando su questa tragedia voglio dire: è impensabile, oltre che ignobile, collegare il crollo del ponte Morandi alla messa in discussione della realizzazione della Gronda di Genova, su cui è in corso un’analisi costi-benefici. Si tratta di un’opera che non costituisce una soluzione sostitutiva rispetto al viadotto sull’A10. E che comunque sarebbe pronta nel 2029. Ora basta sciacallaggio, noi vogliamo le grandi opere utili. E pensiamo soprattutto a rendere sicura questa nostra malridotta Italia".

Dalla tarda mattinata di ieri, circa 400 vigili del fuoco con 100 automezzi sono impegnati nell’opera di soccorso a seguito del crollo di una parte del viadotto Morandi. Al lavoro anche personale esperto in ricerca sotto le macerie (USAR) e in tecniche di derivazione speleo alpino fluviale (SAF), a cui si sommano i nuclei cinofili di diversi comandi.

16 sono le persone tratte in salvo dalle squadre che da quasi 24 ore stanno operando incessantemente per prestare soccorso ai feriti, per individuare ed aiutare chi è ancora sotto le macerie del ponte e per estrarre i corpi delle vittime che, al momento, sono oltre 30.

A potenziare il dispositivo di soccorso tecnico urgente dei Vigili del fuoco della Liguria, sono state mobilitate le sezioni operative di: Piemonte, Lombardia, Toscana, Veneto ed Emilia Romagna.

Redazione Nove da Firenze