Cremazione, no a nuovi impianti in Toscana

Approvata la mozione di Marchetti (Fi): prima dI costruirli serve una pianificazione regionale che renda coerente il settore. Trend di richieste in crescita


FIRENZE– Gli iter autorizzativi di qualunque nuovo impianto crematorio in Toscana devono essere sospesi in attesa di una pianificazione regionale che renda coerente il settore. È quanto chiede la mozione presentata dal capogruppo Forza Italia, Maurizio Marchetti, approvata dal Consiglio. Emendata su proposta del Partito democratico, come illustrato dal presidente della commissione ambiente Stefano Baccelli, la mozione accoglie nel dispositivo, l’impegno alla redazione del Piano regionale di coordinamento nei prossimi dodici mesi. Nelle more del Piano, inoltre, la Giunta regionale è chiamata a “valutare una iniziativa legislativa volta a sospendere gli iter autorizzativi di nuovi impianti crematori, in attesa della pianificazione regionale”.

Dichiarazioni di voto a favore sono arrivate dal consigliere del Movimento 5 stelle Giacomo Giannarelli, che ha comunque chiesto di ricordare atti già discussi e approvati sul tema. Tra questi anche l’interrogazione presentata dalla maggioranza e firmata da Serena Spinelli (Art.1/Mdp) a gennaio scorso. “La moratoria – dice oggi Spinelli – non risolve il problema e ancora manca il regolamento di attuazione della legge (29/2004 ndr). La mozione è condivisibile ma il Consiglio ha davanti a sé il tema di un diritto legittimo che in alcuni territori non è rispettato”, spiegato la consigliera.

“L’oggettivo ritardo” ricordato da Spinelli è stato ripreso anche dal capogruppo Sì-Toscana a sinistra Tommaso Fattori che ha avvertito: “È necessario arrestare il caos crescente e aprire una riflessione anche sulla delicata questione dell’ubicazione di questi impianti”.

Sostegno al testo di Marchetti è arrivato anche dal consigliere della Lega Roberto Biasci che ha ricordato “l’interesse a costruire manifestato da molti imprenditori”.

Nella mozione si citano gli impianti crematori attivi sul territorio e in particolare quello di Arezzo (presso il cimitero Urbano), Firenze (Trespiano), Massa (Mireto, riaperto nel 2016 dopo una ristrutturazione), Pisa (presso il cimitero civico), Pistoia (cimitero principale) e Siena (Laterino). Viene inoltre rilevato il trend, in costante crescita, di richieste: da 9mila 931 cadaveri cremati nel 2013, si è passati a 10mila 376 nel 2016.

Redazione Nove da Firenze