Covid, rischio lockdown in Italia?

Piovono disdette. Cursano (Confcommercio Toscana): "Servono immediate misure compensative"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
23 dicembre 2021 19:32
Covid, rischio lockdown in Italia?

“La severità dei provvedimenti attesta la gravità della situazione. E noi non possiamo che prenderne atto. Resta il fatto che per alcune attività, come per esempio le discoteche e quanti organizzano eventi e feste all’interno dei propri locali (per accedere ai quali servirà la terza dose di vaccino o, in alternativa, il tampone negativo aggiuntivo alle due dosi), questo significa il tracollo totale. Ci sono investimenti e contratti difficilmente recuperabili, che si tradurranno in un bagno di sangue economico. Per questo, la prima richiesta che ci sentiamo di avanzare ora, senza entrare nel merito di valutazioni tecniche-scientifiche che non ci competono, è quella di prevedere immediate e adeguate misure economiche compensative che possano attenuare le disastrose ricadute di questa situazione sulle imprese”.

È questo il commento del presidente di Confcommercio Toscana Aldo Cursano alle nuove misure antiCovid allo studio del Consiglio dei Ministri.

“Gli imprenditori faranno con coscienza la loro parte, come stanno facendo ormai da quasi due anni, continuando ad adottare tutte le misure necessarie a rendere locali e negozi luoghi sicuri per la salute pubblica”, prosegue Cursano. “Abbiamo purtroppo capito che per uscire dall’incubo Covid il vaccino non basta, quindi chiediamo alla Regione Toscana di intensificare il suo impegno per potenziare il sistema del contact tracing e isolare subito i casi positivi, tenendo sotto controllo le future varianti. Non possiamo permetterci di bloccare un intero Paese come è già avvenuto in passato, abbiamo tutti gli strumenti per far convivere salute e lavoro. Utilizziamoli tutti!”  

“La severità dei provvedimenti presi dal Governo alla vigilia di Natale attestano la gravità della situazione e il rischio di uno scivolamento progressivo verso un lockdown di fatto è qualcosa che ogni giorno si fa più concreto. La prima priorità è non chiudere, e al contempo sono necessarie misure sostenibili: certo non è pensabile il green pass per il caffè al bancone in un paese come l'Italia dove si prendono 30 milioni di caffè. Controllare tutti sarebbe impossibile”. E' il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli ad esprimere grandissima preoccupazione: “Da qualche settimana piovono disdette ad alberghi e strutture turistiche, ristoranti e pubblici esercizi, adesso queste ulteriori regole restrittive significano semplicemente il tracollo totale per alcune tipologie di attività come le discoteche e quanti organizzano eventi e feste all’interno dei propri locali (per accedere ai quali servirà la terza dose di vaccino o, in alternativa, il tampone negativo aggiuntivo alle due dosi).

Ci sono investimenti e contratti difficilmente recuperabili, che si tradurranno in un bagno di sangue economico. Per questo, la prima richiesta che ci sentiamo di avanzare ora, senza entrare nel merito di valutazioni tecniche-scientifiche che non ci competono, è quella di prevedere urgenti misure economiche compensative che possano attenuare le disastrose ricadute di questa situazione sulle imprese”.

“Gli imprenditori faranno con coscienza la loro parte, come stanno facendo ormai da quasi due anni, continuando ad adottare tutte le misure necessarie a rendere locali e negozi luoghi sicuri per la salute pubblica, sopportando enormi sacrifici economici e organizzativi” - sottolinea il presidente di Confcommercio Stefano Maestri Accesi: “Purtroppo abbiamo capito che per uscire dall’incubo Covid il vaccino da solo non basta, per questo come federazione abbiamo chiesto alla Regione Toscana di intensificare l'impegno per potenziare il sistema del contact tracing e isolare subito i casi positivi, tenendo sotto controllo le future varianti. Dobbiamo scongiurare anche solo l'idea di bloccare di nuovo un intero paese, dopo tutto quello che abbiamo già passato. Gli strumenti per far convivere salute e lavoro ci sono, vanno utilizzati in modo esteso e capillare”.

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