​Cosa sono i certificates? Tutto quello da sapere

Cosa sono i Certificates? Conviene investire su questi strumenti finanziari? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi? I Certificates possono essere considerati titoli? Su quale mercato sono negoziati? Quali sono le fonti normative disciplinanti? 


Sono davvero tantissimi i quesiti che ruotano intorno ai certificates. Scopriamo in questa guida tutto quello che c’è da sapere su questi interessanti strumenti finanziari che hanno assunto nel tempo un’importanza crescente ed un’attenzione da parte degli investitori.

Certificates: possono essere considerati contratti?

Contratti o titoli negoziati? I certificates sono titoli e strumenti finanziari che nel tempo hanno acquisito una certa rilevanza all’interno del panorama degli investimenti.

E, per l’anno 2019, in effetti le previsioni degli analisti sono davvero ottimistiche. Per questo, è interessante capire cosa sono e come funzionano.

Come leggiamo sul sito specializzato MeteoFinanza.com, i certificates sono una tipologia di strumento finanziario derivato cartolarizzato che viene emesso da banche d’investimento.

A seconda dei diversi obiettivi di investimento, i soggetti risparmiatori possono investire i propri capitali optando per i certificates, che possono essere indicizzati ai prezzi dei diversi sottostanti (azioni, valute, commodity, etc.).

In generale, sono proprio i piccoli investitori che preferiscono investire su questi strumenti finanziari derivati che soddisfano innumerevoli esigenze, a seconda dei diversi scenari macroeconomici.

Infatti, tra le diverse ragioni alla base del successo dei certificates vi è la possibilità di investire anche esigue somme di capitali per poi puntare all’acquisto di un’ampia gamma di attività.

Come Funzionano i Certificates?

Ogni investitore che decide di investire in certificates si accolla il rischio derivante dalla capacità della banca di investimento di onorare il debito.

Nel caso di default, il certificato emesso dall’intermediario creditizio viene liquidato anticipatamente. I dividendi vengono utilizzati dalla stessa banca emittente per acquistare le opzioni accessorie.

Inoltre, non bisogna dimenticare che i certificates, a differenza dei fondi comuni di investimento, prevedono commissioni di gestione pari a 0 e la gestione del sottostante è passiva.

Pertanto, ben si comprende che i certificates sono derivati cartolarizzati rischiosi e poco adatti agli investitori, che hanno una bassa propensione a perdere capitali.

Per questo una raccomandazione potrebbe essere quella di diversificare sempre gli investimenti e di prestare massima attenzione se si opta per il disinvestimento anticipato.

In questo caso, ogni risparmiatore va incontro al rischio di subire ingenti penalizzazioni e perdite sul capitale investito.

Questi strumenti finanziari sono adatti a tutti i risparmiatori che hanno un orizzonte di investimento di medio-lungo termine.

Investire in Certificates: quali sono le principali tipologie?

Quali sono le principali tipologie di certificates? Borsa Italiana ha suddiviso questi derivati cartolarizzati in due principali macroclassi:

  • classe A, certificati con replica lineare del sottostante
  • classe B, certificati con possibilità di acquistare opzioni.

Per quanto concerne le opzioni, occorre sottolineare che esse sono ascrivibili alle seguenti:

  • Open End, un derivato cartolarizzato senza scadenza,
  • Alpha: certificato che consente di ottenere un rendimento pari al gap di prestazioni degli asset sottostanti,
  • Quanto, certificato che permette di annichilire il rischio del tasso di cambio in caso in cui gli asset abbiano valute diverse dalla moneta unica,
  • Cap, certificato che consente all’investitore di ottenere il massimo rendimento.

Esistono altre tipologie di certificato da tenere in considerazione.

Certificati a leva

Essi si distinguono in minifutures e in turbo.

I minifutures consentono al risparmiatore di acquisire il diritto di compravendere un sottostante ad un prezzo prestabilito ad una data scadenza. Per evitare perdite ingenti che eccedono un certo limite, è possibile ricorrere al meccanismo di Stop loss.

Il prezzo dei certificati turbo è determinato dallo scostamento tra lo strike price e quello attualizzato all'Euribor overnight maggiorato di uno spread.

Certificates a capitale totalmente protetto

L’investitore ha la possibilità di ottenere un rimborso pari alla variazione assoluta della quotazione del sottostante rispetto al valore iniziale.

Certificates a capitale non protetto

Il certificato a capitale non protetto replica linearmente l’andamento ed il trend del sottostante per valori inferiori a quello iniziale.

Digital Certificates

I digital certificates sono una tipologia di certificati sia a capitale condizionatamente protetto che a capitale protetto. Nel primo caso, la salvaguardia del capitale investito si verifica solo se sussistono solo determinate condizioni.

Nel secondo caso, ogni risparmiatore per mantenere aperta la posizione finanziaria ottiene la somma investita al netto dei premi da pagare all’intermediario.

Certificati: su quale mercato sono negoziati?

Dove sono negoziati i certificati? Il SEDEX, acronimo di Securities Derivative Exchange o Mercato Telematico dei Securitised Derivatives, è il mercato gestito da Borsa Italiana.

Esso è segmentato in:

  1. segmento covered warrant plain vanilla (covered warrant che consistono in un’opzione call o put)
  2. segmento investment certificates (certificati che replicano l’andamento del sottostante senza effetto leva)
  3. segmento covered warrant strutturati/esotici (combinazioni di opzioni call e/o put o che includono opzioni esotiche);
  4. segmento leverage certificates (certificati che replicano l’andamento dell’attività sottostante con effetto leva).   

Redazione Nove da Firenze