Coronavirus, Toscana zona arancione da mercoledì

Ecco cosa prevederà. Giani: "Prima riusciremo a invertire la curva del contagio, prima potremo riprendere la normalità". Nardella: "Ci faremo trovare pronti per affrontare al meglio questa nuova fase a Firenze". Biffoni: "Trovo una discussione senza senso quella di cercare 'il colpevole'". L'amarezza di Cna e Confartigianato. Razzanelli: "Colpo mortale per l'economia di Firenze"


"Il Ministro della Salute mi ha comunicato che da mercoledì la #Toscana sarà zona #arancione. Visti i dati, ho acconsentito. Impegniamoci tutti per fermare la diffusione del #COVID19: prima riusciremo a invertire la curva del contagio, prima potremo riprendere la normalità". Così in un tweet di stasera il presidente della Toscana Eugenio Giani, che così ufficializza quello che ormai si sapeva ufficiosamente dal tardo pomeriggio.

Con ogni probabilità, in attesa delle indicazioni ufficiali da parte del Ministero, possiamo anticipare che da mercoledì 11 novembre bar, ristoranti, locali, pub, gelaterie e pasticcerie saranno sempre chiusi ma potranno continuare a vendere cibo da asporto dalle 5 alle 22 o consegnarlo a domicilio.

Tra le altre misure, il divieto di spostamento tra Comuni diversi a parte che per motivi di lavoro o studio e quello di raggiungere altre regioni.

Le prime indiscrezioni erano state confermate dal sindaco di Firenze Dario Nardella che sui social ha scritto: "Purtroppo il contagio non si è fermato e tutta la Toscana diventerà zona arancione a partire da mercoledì. Ci faremo trovare pronti per affrontare al meglio questa nuova fase a Firenze. Conto sulla responsabilità e sull’impegno di tutti voi".

Questa la sintesi del sindaco di Prato Matteo Biffoni: 

"Da mercoledì la Toscana sarà zona arancione. Domani il provvedimento sarà ufficializzato dal ministero della Salute. Intanto, per provare a rispondere a chi sta scrivendo, alcune informazioni importanti:

🚫Non sono permessi spostamenti fuori Regione o Comune se non per lavoro, salute, comprovata necessità (con autocertificazione).

🚫Chiudono le attività di ristorazione, bar e pasticcerie. Resta la possibilità di asporto (dalle 5 alle 22) e consegna a domicilio

🚫Divieto tassativo di circolazione dalle 22 alle 5

👩🏽🏫 Didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, garantita la scuola in presenza per elementari e medie. Restano in presenza anche nidi e materne

👉Ancora chiusi i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi".

Lo stesso Biffoni poi nel corso del suo post dice una cosa importante: "Trovo una discussione senza senso quella di cercare "il colpevole": la movida, i giovani, i più maturi, i bambini, i circoli. Siamo una comunità, tutto dipende dal comportamento di ciascuno di noi, ognuno di noi è parte di quello che succede. Esistono solo comportamenti corretti e sbagliati, non categorie di colpevoli. Forza!".

AGGIORNAMENTO ORE 20,30. “La retrocessione in zona arancione della Toscana non ci stupisce. Anzi. Purtroppo ci aspettiamo che a breve possa esserci un ulteriore peggioramento delle misure di contenimento del virus anche per la nostra regione. Quello che ci allarma più di tutto è questo muoversi a tentoni e un navigare a vista senza alcuna lungimiranza da parte del Governo. Siamo nel pieno di questa seconda ondata che dall'8 marzo tutti quanti temevano. Ci sono stati 7 mesi potenzialmente utili per lavorare sul trasporto pubblico, sulla sanità e sulla scuola e a pagarne le conseguenze sono come sempre i lavoratori della sanità costretti a turni massacranti e il mondo delle imprese che si trova a fronteggiare un nuovo lockdown mascherato. Come sempre chi lavora viene influenzato in maniera devastante dall'incapacità di chi governa e che non si assume le responsabilità prendendo decisioni più orientate al consenso che dalla reale efficacia.” E' quanto dichiarato dal presidente di Confartigianato Firenze Alessandro Sorani.

“Non possiamo che subire l’escalation dei colori, ma chiediamo fin da subito che a maggiori restrizioni corrispondano strumenti crescenti nel ristoro delle imprese”.

Così Giacomo Cioni, presidente di CNA Firenze Metropolitana all’annuncio del passaggio della Toscana in fascia di rischio arancione.

Chiediamo un piano di aiuti non per i prossimi due mesi, ma con una programmazione che arrivi fino a giugno. Aiuti concreti e immediatamente operativi, per le nostre imprese e per i nostri dipendenti. Ricordo che l’artigianato sta ancora aspettando la cassa integrazione di luglio, agosto, settembre e ottobre. Il governo deve versare immediatamente quanto dovuto per il pagamento nelle casse di Ebret. Noi imprenditori abbiamo già difficoltà nel pagare la quota di stipendio di nostra competenza: non siamo ormai più in grado di anticipare anche la Cassa integrazione” prosegue Cioni.

Contributi a fondo perduto per tutti, in base alla diminuzione di fatturato (e non in base ai codici Ateco), tasse per cassa e con pagamento da sospendere fino alla fine del 2021, aiuti per gli affitti da giugno a dicembre e per i mutui: ecco le prime richieste di CNA.

“Spostare da gennaio a marzo la moratoria sui mutui non è assolutamente una medicina. Quel che serve è che che Governo, ABI e Consorzi Fidi si coordino per definire un’azione indispensabile per le imprese: la rinegoziazione di tutti i mutui per diminuire (in base alla diminuzione di fatturato registrata ed attesa da ogni impresa) la rata mensile, allungando la vita del mutuo, senza spese ulteriori e a bassi interessi” conclude Cioni.

“La notizia che anche la Toscana è in zona arancione è un colpo mortale per l’economia di Firenze. Chiudere i bar ed i ristoranti e tutte le attività – spiega il consigliere di Forza Italia Mario Razzanelli – è una follia, è la decisione più sbagliata che si potesse prendere. Quando cesserà questo lockdown avremo oltre un milione di disoccupati in Italia. Certe decisioni rischiano di far morire tutto il Paese”.

Redazione Nove da Firenze