Coronavirus Toscana, i dati del 10 novembre: +2223 casi e 54 decessi

Eseguiti 14248 tamponi. +48 nei posti letto Covid,+8 in terapia intensiva. Pontedera, Covid a Villa Sorriso: "Anziani stanno bene, garantito benessere ospiti sotto direzione Asl". Lucca: sopralluogo del presidente Giani al “Campo di Marte” per i 150 nuovi posti letto per i malati di virus


In Toscana sono 67.413 i casi di positività al Coronavirus, 2.223 in più rispetto a ieri (1.746 identificati in corso di tracciamento e 477 da attività di screening). I nuovi casi sono il 3,4% in più rispetto al totale del giorno precedente. L'età media dei 2.223 casi odierni è di 47 anni circa (il 13% ha meno di 20 anni, il 24% tra 20 e 39 anni, il 34% tra 40 e 59 anni, il 21% tra 60 e 79 anni, l’8% ha 80 anni o più).

I guariti crescono dell’1,8% e raggiungono quota 19.451 (28,9% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 1.241.973, 14.248 in più rispetto a ieri. Sono 7.336 i soggetti testati (escludendo i tamponi di controllo), di cui il 30,3% è risultato positivo. A questi si aggiungono i 1.593 tamponi antigenici rapidi eseguiti oggi. Gli attualmente positivi sono oggi 46.314, +4,1% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.824 (48 in più rispetto a ieri), di cui 242 in terapia intensiva (8 in più).

Oggi si registrano 54 nuovi decessi: 27 uomini e 27 donne con un'età media di 83 anni. Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 18 a Firenze, 5 a Prato, 5 a Pistoia, 3 a Massa Carrara, 7 a Lucca, 5 a Pisa, 6 a Livorno, 4 a Arezzo, 1 a Grosseto.

Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale - relativi all'andamento dell'epidemia in regione.

Si ricorda che a partire dal 24 giugno 2020, il Ministero della Salute ha modificato il sistema di rilevazione dei dati sulla diffusione del Covid-19. I casi positivi non sono più indicati secondo la provincia di notifica, bensì in base alla provincia di residenza o domicilio.

Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri. Sono 19.862 i casi complessivi ad oggi a Firenze (558 in più rispetto a ieri), 5.860 a Prato (205 in più), 5.528 a Pistoia (189 in più), 3.670 a Massa (89 in più), 6.328 a Lucca (171 in più), 9.113 a Pisa (431 in più), 4.891 a Livorno (201 in più), 6.622 ad Arezzo (232 in più), 2.873 a Siena (79 in più), 2.111 a Grosseto (68 in più). Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni.
Sono 952, quindi, i casi riscontrati oggi nell'Asl Centro, 892 nella Nord Ovest, 379 nella Sud est.

La Toscana si trova al 7° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 1.807 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 1.591 x100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 2.274 casi x100.000 abitanti, Pisa con 2.175, Firenze con 1.964, la più bassa Grosseto con 952.

Complessivamente, 44.490 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi (1.786 in più rispetto a ieri, più 4,2%). Sono 38.769 (3.273 in più rispetto a ieri, più 9,2%) le persone, anche loro isolate, in sorveglianza attiva, perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl Centro 14.041, Nord Ovest 14.704, Sud Est 10.024).

Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 1.824 (48 in più rispetto a ieri, più 2,7%), 242 in terapia intensiva (8 in più rispetto a ieri, più 3,4%).

Le persone complessivamente guarite sono 19.451 (335 in più rispetto a ieri, più 1,8%): 1.308 persone clinicamente guarite (stabili rispetto a ieri), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all'infezione e 18.143 (335 in più rispetto a ieri, più 1,9%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Sono 1.648 i deceduti dall'inizio dell'epidemia cosi ripartiti: 607 a Firenze, 90 a Prato, 123 a Pistoia, 217 a Massa Carrara, 182 a Lucca, 150 a Pisa, 106 a Livorno, 90 ad Arezzo, 37 a Siena, 29 a Grosseto, 17 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 44,2 x100.000 residenti contro il 69,2 x100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (111,4 x100.000), Firenze (60,0 x100.000) e Lucca (46,9 x100.000), il più basso a Grosseto (13,1 x100.000).

PONTEDERA. Intanto il Covid si è insinuato, nonostante le rigide misure di sicurezza sanitaria adottate, anche nella Rsa Villa Sorriso. Ma gli anziani ospiti stanno bene e gli operatori continuano a lavorare per il loro benessere, sotto la direzione della Asl. “E' una situazione complessa, ma sotto controllo: viene gestita dal personale della Asl insieme al personale della nostra cooperativa, con professionalità e fiducia nel futuro” commenta Stefania Lupetti, presidente della Cooperativa S.p.e.s., del consorzio Co&So, che gestisce Villa Sorriso.

La residenza, che ospita 36 per anziani, era rimasta “immune” alla prima ondata di Covid-19, la scorsa primavera, ma ora è stata investita dai contagi. Sia gli ospiti sia il personale risultati positivi sono in buone condizioni di salute, stabili e costantemente monitorati.

I casi di contagio sono stati scoperti con tempestività. Quando un operatore si è assentato per un malessere, con lievi sintomi non riconducibili immediatamente al Coronavirus, S.p.e.s. ha adottato tutte le precauzioni e verifiche del caso per arrestare l'eventuale avanzamento del contagio e contenerlo così il più possibile: sono stati effettuati i tamponi a tutto il personale e a tutti gli ospiti, e questo ha permesso di individuare i contagi, anche in assenza di sintomi, e quindi di predisporre cure e assistenza adeguate. Appena si è verificato il primo caso, sono stati subito avvisati i familiari degli ospiti, i quali si sono dimostrati solidali ed hanno rinnovato la loro fiducia nella conduzione di Villa Sorriso, constatando che i rigidi protocolli erano sempre stati rispettati, e che era stato fatto tutto il possibile per tenere il virus fuori dalla Rsa.

Villa Sorriso è stata una delle prime strutture in Toscana a decidere a inizio marzo, la sospensione di tutte le visite e l'ingresso dei fornitori, ancora prima dell'ordinanza della Regione, e a fare scorte di mascherine e altri dispositivi di protezione per gli operatori. Ed è stata la prima, quando sono emerse le prime criticità nei giorni scorsi, a chiedere alla Asl di entrare provvisoriamente nella gestione della Rsa, per il periodo dell'emergenza. “E' una decisione che abbiamo preso per il bene e la sicurezza degli anziani e degli operatori” afferma Lupetti. Anche in emergenza sanitaria però non vengono meno l'affetto e le attenzioni verso gli anziani, per tutelare al massimo il loro benessere psicofisico.

Il coordinatore è in constante contatto con i familiari degli ospiti per tenerli aggiornati giorno per giorno sulla situazione, e rassicurare i parenti degli anziani negativi al Covid sulla permanenza nella struttura in assoluta sicurezza. Gli operatori della cooperativa anche in questa delicata situazione, non fanno mancare l’affetto agli anziani, in modo che questi non si sentano disorientati né abbandonati dalle figure che sono per loro familiari.

“La situazione è costantemente monitorata. Abbiamo reclutato ulteriore personale, e attivato anche un supporto psicologico per i nostri operatori, sia quelli al lavoro sia quelli a casa. Questi ultimi sperano di poter tornare il prima possibile ad occuparsi dei loro anziani” conclude Lupetti.

 LUCCA. Fino a 150 posti letto per l’emergenza Covid potranno essere realizzati nel padiglione “A” della Cittadella della Salute “Campo di Marte” e si andranno ad aggiungere ai circa 50 (di cui 12 di terapia intensiva-subintesiva) già pronti ad essere attivati in caso di necessità nei padiglioni “C” ed “O”.

E’ emerso dal sopralluogo effettuato oggi (10 novembre 2020) a Lucca dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, accompagnato dagli assessori regionali Stefano Baccelli e Monia Monni e dal direttore della protezione civile regionale Giovanni Massini.

“Edifici dismessi come questo padiglione del Campo di Marte – ha detto il presidente Giani - si prestano ad essere utilizzati per far fronte alla pandemia molto meglio degli ospedali da campo o di strutture da realizzare ex novo. Grazie alla protezione civile per aver individuato in tutta la Regione, in questo caso insieme all’Asl, queste strutture in cui ricavare nuovi posti letto. Entro dicembre-gennaio vogliamo che ci siano a disposizione spazi in cui ci siano i muri, come qui a Lucca, e solo come extrema ratio utilizzeremo tende o tensostrutture. L’obiettivo è quello di realizzare complessivamente 1.500 posti letto aggiuntivi per l’emergenza COVID distribuiti nei territori delle tre Asl toscane.

Dopo il sopralluogo di stamani (10 novembre) con il direttore dell’Asl Maria Letizia Casani, con il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini e con l’ufficio tecnico dell’Azienda sanitaria, firmerò un’ordinanza per riattivare qui fino a 150 nuovi posti letto attrezzati per l’emergenza Covid”.

Giani ha parlato anche del personale necessario per attivare i nuovi posti letto:

“In queste settimane ho dato indicazione ai nostri dirigenti di attivare le procedure più rapide per assumere nuovi operatori. Negli ultimi 6 mesi per la sanità toscana ne abbiamo assunti, tramite Estar, ben 5 mila a tempo indeterminato (anche se alcuni come trasformazione da tempo determinato), tutti con selezioni autorizzate dal governo nazionale. Sappiamo infatti che puntare sulle risorse umane significa motivare anche chi in questi mesi ha dato tutto se stesso per fronteggiare l’emergenza. Siamo quindi la regione italiana che in questo periodo ha acquisito più personale ma assumeremo ancora”.

Giani ha anche parlato del ruolo delle cliniche private, della fascia arancione per la Regione, del vaccino e dei comportamenti corretti che la cittadinanza deve tenere:

“Anche le cliniche private possono avere un ruolo importante in questa fase: in generale l’idea è che possano occuparsi delle attività ordinarie, in modo da liberare spazi per i ricoveri Covid negli ospedali pubblici.

Sulla fascia arancione, con il ministro Speranza mi sono sentito nella giornata di ieri. Sappiamo che è questa l’impostazione dell’ultimo dpcm: misurare attraverso dati oggettivi il livello di intensità con cui il Covid deve essere affrontato nelle varie regioni. E’ un criterio che dobbiamo accettare, anche se capisco le osservazioni dei cittadini toscani che vengono sottoposti ad ulteriori limitazioni. Oggi ci sono notizie incoraggianti sull’arrivo del vaccino anti-Covid, ma prima di arrivare a questo, presumibilmente nei primi mesi del 2021, dobbiamo fronteggiare la situazione attuale. Quindi, se i dati lo richiedono, è giusto che ci siano le restrizioni previste in questa fascia intermedia arancione.

Chiudo ricordando che è importante l’impegno delle istituzioni, e noi stiamo facendo tutto ciò che possiamo, ma fondamentali in questo frangente sono i comportamenti individuali di ciascuno di noi. Dobbiamo avere la consapevolezza che dobbiamo stare distanziati ed evitare tutti quei contatti e quelle situazioni che possono portare ad una diffusione del virus”.

“Nei nostri ospedali - ha poi evidenziato il direttore dell’Azienda USL Toscana nord ovest Maria Letizia Casani - abbiamo ancora alcuni margini, ma la situazione è sicuramente delicata perché i positivi stanno aumentando in maniera importante.

Il piano aziendale per far fronte pandemia prevede alcuni step.

Adesso stiamo incrementando tutti i posti letto Covid disponibili negli ospedali della rete aziendale (intanto ne abbiamo previsti circa 70 in più).

Lo step successivo sarà la riduzione dell’attività chirurgica, in maniera da aprire ulteriori posti letto che garantiscano la presa in carico della patologia Covid che sta aumentando. In questo senso sicuramente verranno sempre e comunque garantiti gli interventi urgenti e quelli legati alle patologie oncologiche. Con i nostri professionisti stiamo però cercando di capire cosa è possibile mantenere, nei vari ospedali, dell’attività programmata no Covid. La rimodulazione dei servizi è una necessità, considerata anche la difficoltà che abbiamo in questo momento (ed è un problema che non riguarda solo la nostra Azienda) a reperire il personale medico ed infermieristico di cui avremmo bisogno.

Ribadisco inoltre, come già evidenziato in più circostanze, che la risposta verrà fornita da tutta la nostra rete ospedaliera, anche perché questo è l’unico modo per assistere in maniera adeguata la cittadinanza”.

“Sui nuovi posti letto a Campo di Marte – ha aggiunto la dottoressa Casani - il nostro ufficio tecnico sta già lavorando per il riutilizzo del padiglione A, che deve essere risistemato ed adeguato, anche con interventi di un certo rilievo. I 150 posti letto potranno essere ricavati al piano terzo ed al piano quarto dell’edificio.

Da evidenziare poi che abbiamo un serbatoio di posti letto, una cinquantina, che avevamo preparato ed in parte anche utilizzato già a marzo-aprile e che possono essere rimessi in funzione in qualsiasi momento in caso di necessità, appena reperito il personale necessario”.

Insieme alla dottoressa Casani erano presenti per l’Asl, tra gli altri, il direttore sanitario Francesco Bellomo, il coordinatore della rete ospedaliera Michela Maielli, il direttore di Zona Distretto della Piana di Lucca Luigi Rossi e il direttore del dipartimento tecnico e patrimonio Nicola Ceragioli.

Il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini era ccompagnato nel sopralluogo dagli assessori Ilaria Vietina, Stefano Ragghianti e dal consigliere delegato alla sanità Cristina Petretti.

Redazione Nove da Firenze