Emergenza Coronavirus: disabili e anziani sempre più soli

Rafforzata l’assistenza domiciliare telefonica del Pronto Badante. Decolla ovunque il servizio di consegna a domicilio di beni di prima necessità per anziani. Amministratore di sostegno, le novità per promuoverne la conoscenza e la diffusione


Firenze, 26 marzo 2020 – C’è un’altra emergenza nell’emergenza. A dare l’allarme è Danilo Massai, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche interprovinciale di Firenze Pistoia: «Chiediamo massima attenzione e collaborazione da parte di Comuni, Aziende Usl, Società della Salute – spiega -. Siamo molto preoccupati della situazione in cui si trovano e si troveranno persone disabili sole nel proprio domicilio, specialmente se anziani. Il rischio reale è che rimangano emarginate senza assistenza e sostegni. Tanto più se i familiari o il personale sanitario di riferimento risultassero positivi e dunque costretti all’isolamento. Occorre quanto prima per questi casi – prosegue - una rete di presa in carico e vigilanza. Per questo ritengo che sia necessario aumentare il numero di infermieri e Oss a servizio domiciliare. Le associazioni di volontariato potrebbero per esempio concordare con i Comuni e le Aziende Usl uno specifico piano di intervento. Infine, ricordiamoci anche dei disabili sensoriali, in particolare dei non udenti: non tutti sono in possesso delle tecnologie adeguate per comunicare».

Pronto Badante

Si rafforza, in questo periodo di emergenza sanitaria da Coronavirus, la presa in carico domiciliare telefonica degli anziani in difficoltà. Tutte le attività di assistenza, informazione e tutoraggio sono state infatti potenziate, tramite un costante monitoraggio telefonico, effettuato dai soggetti del terzo settore direttamente coinvolti nel progetto. Gli anziani potranno ricevere, inoltre, tutte le informazioni necessarie per la consegna a domicilio della spesa alimentare, dei farmaci o di altra loro utilità. La rete messa in campo, per stare sempre più vicino agli anziani fragili e alle loro famiglie, grazie all’impegno quotidiano del terzo settore, consente di rispondere il più rapidamente possibile alle eventuali richieste di aiuto, che dovessero emergere in questi giorni di misure restrittive, varate per contrastare la diffusione del contagio del virus.

“Il Pronto Badante risponde più che mai alle nuove esigenze dettate dal momento difficile che viviamo a causa del Coronavirus - dichiara l’assessore al diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio sanitaria Stefania Saccardi -. Si consolida lo spirito del progetto, che è quello di stare vicino agli anziani in difficoltà, che chiamano per chiedere un aiuto concreto ed esprimere le loro richieste legate a necessità quotidiane, che non possono affrontare da soli. La prosecuzione del progetto, che in questi giorni è stato temporaneamente rimodulato tenendo conto dell’emergenza in corso, consentirà di stabilizzare gli interventi sull’intero territorio regionale, continuando a sostenere le famiglie e a offrire un adeguato supporto socio assistenziale agli anziani fragili”.

Tutti gli interventi previsti dal progetto sono stati rinnovati per un ulteriore anno a partire da ieri, mercoledì 25 marzo, con il decreto dirigenziale n. 4299 del 17 marzo scorso. Tra le varie azioni già avviate si segnala il proseguimento sia dell'erogazione del contributo economico attraverso l'attivazione del libretto famiglia, sia delle attività di tutoraggio amministrativo, anche se queste ultime sono effettuate, al momento, solo telefonicamente vista l’emergenza sanitaria in atto.
L’obiettivo del progetto Pronto Badante è quello di sostenere la famiglia nel momento in cui si presenta la prima fase di fragilità dell'anziano, garantendole un adeguato punto di riferimento per avere informazioni sui percorsi socio-assistenziali presenti sul territorio e un sostegno economico per l'attivazione di un rapporto di assistenza familiare con una/un badante. Uno dei principali elementi di forza del progetto è l’avere attivato una rete di protezione a supporto della famiglia e della persona anziana con il coinvolgimento del volontariato, dei soggetti del terzo settore, in stretta collaborazione con il sistema territoriale dei servizi pubblici. Il sistema di rete messo in campo coinvolge al momento 278 soggetti: 123 associazioni di volontariato, 93 cooperative sociali, 27 associazioni di promozione sociale, 27 patronati, 8 altri soggetti onlus, e la collaborazione con Inps per acquisizione e gestione dei libretti famiglia. Il progetto, che prevede un investimento di 3 milioni e 300 mila euro, è rivolto a persone anziane di età uguale o superiore a 65 anni, residenti in Toscana, che si trovano per la prima volta in un momento di difficoltà, fragilità o disagio e che non hanno già in atto un progetto di assistenza personalizzato con i servizi territoriali. Per il dettaglio dei servizi offerti è possibile consultare il link dedicato al progetto.

Decolla il progetto "Spesa a domicilio"

Aumentano i volontari e le associazioni, crescono i giorni di consegna, ha preso il via la collaborazione con la Società della Salute

Il servizio “Spesa a domicilio” del Comune di Borgo San Lorenzo, organizzato con Misericordia, Caritas, Punto Famiglia e ora anche con il supporto di AVIS e Progetto Accoglienza, grazie alla disponibilità di alcuni punti vendita e di tutte le Farmacie presenti sul territorio comunale, sta dando una buona risposta. A questa opportunità si è aggiunto anche il servizio per le persone fragili della Società Della Salute che a Borgo San Lorenzo ha trovato una collaborazione con il progetto comunale così da permettere di coordinare i volontari e ottimizzare la consegna della spesa a domicilio.

La Zona Distretto Livornese (Comune di Livorno, Collesalvetti e Capraia Isola), grazie anche alle risorse messe a disposizione dalla Regione Toscana per l'emergenza Covid19 (DGRT 322/2020), ha attivato, in via straordinaria,il servizio per la consegna a domicilio di beni di prima necessità, come alimenti, farmaci o altri prodotti essenziali, alle persone anziane, conosciute o meno dai servizi territoriali, che sono invitate a non uscire dalla propria abitazione o che, a causa di precarie condizioni di salute, di autonomia o di solitudine, non possono provvedere autonomamente, non potendo contare su risorse familiari. Il servizio sarà svolto in collaborazione con gli Enti del Terzo settore che hanno aderito all’iniziativa partecipando ad una specifica manifestazione di interesse promossa dalla Zona Distretto Livornese. È sufficiente chiamare il numero telefonico 329.6898856 attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 ed il martedì e giovedì anche dalle 15.30 alle 17. Nei giorni e orari indicati un incaricato raccoglierà le richieste e i numeri di telefono o gli indirizzi mail cui gli anziani che necessitano del servizio potranno essere ricontattati. Le richieste accolte saranno poi inoltrate alle Associazioni che prenderanno contatti con la persona per compilare la lista della spesa e per la successiva consegna. Il costo della spesa o dei farmaci dovrà essere corrisposto dall'utente al momento della consegna della spesa mentre la consegna è gratuita. I cittadini che si trovano in quarantena disposta dal Dipartimento di Prevenzione per evitare la diffusione del contagio da Covid-19 e che sono privi di reti familiari e/o amicali per attivare il servizio si potranno rivolgere alla Protezione civile chiamando il numero 0586/824000 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 ed il martedì e giovedì anche dalle 15.30 alle 17.

Le novità della Legge regionale 4 marzo 2020, n. 18

Si ampliano i servizi rivolti ai cittadini più fragili grazie a una ulteriore valorizzazione della figura dell’amministratore di sostegno, creata per affiancare le persone la cui capacità di agire sia stata limitata o compromessa. E’ quanto prevede una recente Legge regionale (la numero 18 del 4 marzo scorso), approvata dal Consiglio della Toscana e promulgata dalla Giunta. Tra le novità si segnalano l’implementazione di sportelli informativi, la produzione e la diffusione di materiale informativo da parte dei servizi sociali e socio sanitari territoriali sull’istituto dell’amministrazione di sostegno, la promozione di attività formative rivolte a persone che intendono svolgere l’incarico di amministratore di sostegno e per l a cui formazione vengono messe a disposizione 123 mila euro per gli anni 2020 e 2021. L'amministratore di sostegno (nato con la legge 6 del 2004) è una figura nominata dal giudice tutelare per coadiuvare la persona priva, in tutto o in parte, della propria capacità di agire a causa di infermità fisica o psichica e, quindi, incapace di curare autonomamente i propri interessi, non soltanto quelli economici. L'amministratore di sostegno può sostituire la persona inabile oppure assisterla.

“Nel rispetto della normativa già esistente, con questa Legge regionale intendiamo promuovere l’effettiva conoscenza dell’amministratore di sostegno ai potenziali beneficiari e alle loro famiglie, in modo capillare in tutti i territori di cui sono competenti le Asl. E’ un lavoro di rete, tra pubblico e privato, su cui dobbiamo continuare a investire, per tutelare senza sosta le persone rese più vulnerabili dalla propria disabilità - ha dichiarato l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi -. Chi è in difficoltà deve essere maggiormente protetto, anche giuridicamente, facendo sempre più rete, non solo con le istituzioni e le autorità direttamente coinvolte, ma anche con le associazioni di volontariato e il terzo settore, il cui impegno quotidiano è encomiabile”.

“Una legge, frutto di condivisione, ascolto e partecipazione, che più delle altre sta dalla parte dei più deboli per aiutare chi ne ha bisogno - ha commentato Stefano Scaramelli, presidente della terza Commissione consiliare Sanità e Politiche sociali -. L'amministratore di sostegno costituisce un efficace strumento di protezione delle persone prive, in tutto o in parte, dell’autonomia di agire, offrendo loro garanzie per la qualità di vita. Un ruolo che prevede azioni in nome e per conto del beneficiario, ovvero di chi perde in parte o del tutto la propria autonomia, supportandolo nelle scelte e tenendo conto delle sue attese in collaborazione con i servizi socio-sanitari. Arriva l'albo regionale, con declinazioni territoriali, più sportelli informativi, nuove iniziative per far conoscere e spiegare la figura dell’amministratore di sostegno".

Redazione Nove da Firenze