Coronavirus, le proposte dei consiglieri comunali di Firenze

Bundu e Palagi (SPC): "Provvedimenti urgenti per i carcerati". Draghi (FdI): "Sospensione di due mesi per le rate dei debitori che non si possono pagare per la crisi". Asciuti (Lega): "Ripristinare normali corse del trasporto pubblico per garantire le distanze di sicurezza"


La situazione di emergenza Coronavirus è al centro dell'attività dei consiglieri comunali di tutta Italia e Firenze non fa eccezione. 

Sinistra Progetto Comune interviene sulla questione, il grande problema delle carceri. “In situazioni dove l'emergenza è purtroppo la normalità – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – con le carceri sovraffollate, con l'impossibilità di non sfiorare i compagni di cella con i quali son rinchiusi 21 ore al giorno (l'indice di sovraffollamento a Sollicciano è di 155% nel settore maschile e 195% nel settore femminile); con persone detenute che potrebbero usufruire dei domiciliari ma non hanno una casa dove andare; con altre che potrebbero scontare i reati minori con pene alternative al carcere; con quelli che potrebbero usufruire di una riduzione di pena di 45 giorni per ogni semestre di pena scontata, se la persona detenuta ha un comportamento in linea con l'intento rieducativo (e non punitivo) del carcere, ma non hanno una casa; con bambine e bambini che vivono e crescono dietro le sbarre (nella visita a Natale a Sollicciano c'erano 4 bambini sotto i 2 anni) all'interno del carcere con le loro mamme, ma gli istituti a custodia attenuata per detenute madri (Icam) previsti per legge, non sono, come dovrebbero essere, su tutto il territorio nazionale; con la sospensione dei colloqui per coronavirus (misura sì precauzionale in questo momento ma che potrebbe essere gestita in sicurezza, così come vengono gestiti tutti gli altri esterni che entrano per lavorare ogni giorno in carcere)...

Per tutto questo – aggiungono Bundu e Palagi – e altro ancora, pensiamo che vadano presi dei provvedimenti urgenti, che lo Stato e i Comuni mettano a disposizione delle strutture per accogliere chi ha il diritto, perché la legge lo prevede, di scontare la pena fuori dalle mura del carcere, affinché l'emergenza nell'emergenza non diventi una tragedia per le bambine e i bambini in carcere e per chi non ha la possibilità economica di disporre di un tetto dove andare. Ricordiamo la nostra mozione 689, approvata in Consiglio comunale, che impegnava ad avviare quanto prima un percorso di fattiva collaborazione con il carcere di Sollicciano per la realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di vita e il reinserimento sociale delle detenute e dei detenuti, progetti finanziati con fondi sia europei che regionali; a dare piena attuazione alla delibera della Giunta comunale n. 52 del 15.2.2018:

“Cooperazione sociale di Tipo B – Approvazione nuovo schema di protocollo d’intesa” per favorire, anche attraverso la progettualità e le concrete possibilità occupazionali offerte dai soggetti firmatari, l’inclusione lavorativa ed il reinserimento dei detenuti in misura alternativa, fattori essenziali per prevenire problematiche sanitarie o psicologiche e per consentire al detenuto di attivare quel processo di elaborazione personale relativo al reato, al quale la carcerazione invece dovrebbe mirare; a fare individuare quanto prima dalla Direzione competente unità immobiliari di proprietà del Comune da mettere a disposizione della Direzione del carcere di Sollicciano e da destinare al trattamento di semilibertà; a garantire la piena funzionalità dei corsi di studio, anche di scuola secondaria di primo e secondo grado, con l’ausilio di personale formato, per incentivare la frequenza di chi è detenuto, anche per offrire loro un futuro professionale e lavorativo e facilitarne un efficace reinserimento nella società, una volta scontata la pena detentiva; a lavorare con tutti i soggetti interessati, interni ed esterni al carcere, per una mappatura delle opportunità per i detenuti e quale strumento per fare proposte ai detenuti inattivi e per sviluppare nuove progettualità: un quadro dettagliato degli strumenti a disposizione dei detenuti (servizi sanitari, scuola, attività lavorative, formative, culturali, sportive, religiose, spazi comuni) e delle opportunità interne alla popolazione detenuta (competenze che un detenuto può mettere a disposizione degli altri);
Invita inoltre il sindaco
A riferire in Consiglio Comunale, entro la fine del 2019, per quanto in premessa;
A verificare personalmente, in particolare, che le suddette richieste (alcune di queste già rientravano negli impegni assunti in passato con gli atti consiliari di cui in premessa) vengano avviate e/o
realizzate al più presto, condividendo un idoneo cronoprogramma con il Consiglio;
A invitare il Ministro della Giustizia a valutare l’ipotesi di individuare, a seguito di un percorso di approfondimento con i soggetti competenti, un luogo alternativo a Sollicciano ove trasferire il
carcere giudiziario, separandolo così dal carcere penale e garantire in tal modo quanto sancito dall’art. 27 della Costituzione. 

Alessandro Draghi, capogruppo di Fratelli d'Italia, lancia una proposta per alleviare il disagio econimico di alcune categorie. “Da Fiorello a Jovanotti, da Trump a Macron, si moltiplicano vip e capi di stato che lanciano appelli a rimanere in casa, o a non venire in Italia; tassisti, ristoratori ed albergatori registrano cali tra il 70 e il 90 % e se la crisi sanitaria non finirà presto essa si trasformerà in recessione economica – dichiara Alessandro Draghi, capogruppo di Fratelli d'Italia a Palazzo Vecchio – fra di questi operatori, tra l'altro, alcuni sono anche debitori del Comune di Firenze. “Il mancato pagamento di due rate anche non consecutive comporta la decadenza dalla rateazione e l'obbligo di pagamento entro 30 giorni in unica soluzione del debito residuo”, questo prevede l'art. 9 del regolamento per la riscossione coattiva dell'entrate del Comune di Firenze.

In una domanda di attualità, oggi in Consiglio comunale, chiederò se è intenzione sospendere l'art. 6 del regolamento per la riscossione coattiva dell'entrate per almeno 60 giorni per dare ossigeno a privati ed imprese; nel 2014 grazie a Fratelli d'Italia e al consigliere Torselli, Firenze abbandonò Equitalia e internalizzò il servizio coattivo di riscossione dei crediti: l'obiettivo di allora è lo stesso di oggi, cercare di umanizzare il sistema: i furbi devono continuare a pagare – conclude Draghi – ma bisogna considerare che esistono coloro che per cause di forza maggiore, inaspettate e di cui non si conosce la fine, avranno problemi non solo a pagare le rate ma a portare il pane a casa alle proprie famiglie, qualcuno potrebbe, saltando due rate trovarsi a pagare il debito totale, e in una situazione tale come potrebbe?”.

"La riduzione a orario feriale invernale non scolastico per i bus e i tram decisa per questa settimana comporta meno corse e più affollate. Molti cittadini ci segnalano che è impossibile mantenere sui mezzi pubblici la distanza di sicurezza di un metro. Per questo chiediamo che venga ripristinato il normale orario: più corse con meno passeggeri a bordo". Questa la dichiarazione del consigliere del gruppo Lega Andrea Asciuti.

"La sicurezza dei nostri cittadini passa anche da misure come questa, il sindaco intervenga su Regione e aziende per convincerle a ripristinare il normale orario" aggiunge Asciuti.

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Redazione Nove da Firenze