Coronavirus, Giani deciso: "Piano straordinario per l'economia toscana"

Il presidente del Consiglio regionale: "Tavolo permanente contro la crisi". Il governatore Rossi: "Continueremo a controllare e prevenire. La sanità toscana sta dando il meglio di sé". Confcommercio: “Emergenza per tutte le imprese, non solo per quelle delle zone rosse”


"In Toscana ci siamo attenuti ai consigli che vengono dal mondo scientifico senza lisciare il pelo alla paura come molti hanno fatto e continuano a fare, commettendo un grave errore. Noi continueremo a controllare e prevenire come abbiamo fatto fin dall'inizio, con razionalità e nervi saldi".

Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, rispondendo alle domande dei giornalisti sul Coronavirus in occasione delle inaugurazioni cui ha partecipato presso i presidi ospedalieri di Nottola e della Fratta nelle province di Siena e di Arezzo. Il presidente si è sottoposto, come tutti, al pre triage di controllo prima di fare il suo ingresso nei due ospedali: misurazione della temperatura corporea, lavaggio delle mani e risposta ad alcune domande su eventuali contatti avuti con soggetti a rischio.

"Sul Coronavirus - ha aggiunto - si è molto esagerato, producendo ansia ed angoscia e creando molti danni, anche se non siamo di fronte alle pestilenze medievali o all'epidemia di Spagnola. È invece importante non allarmare, non rimuovere, non sottovalutare, non creare confusione e paura. Credo che la situazione in Toscana sia sotto controllo anche se non abbiamo seguito chi diceva che dovevamo chiudere tutto e tenere tutti a casa. Erano richieste illogiche di fronte alle quali abbiamo preferito usare la logica. La sanità toscana sta dando il meglio di sé e tutti i giorni ci confrontiamo con il nostro sistema sanitario e con i sindaci, emettendo ordinanze che ci permettono di tenerlo efficiente ed in grado di rispondere ad ogni nuova esigenza di salute".

“In poche ore abbiamo organizzato un incontro con i rappresentanti delle categorie economiche, per fotografare la situazione attuale e trovare insieme delle soluzioni per uscire da una crisi che impone responsabilità ad ognuno di noi”. Parola del presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, che sta rispondendo all’emergenza coronavirus incontrando i rappresentanti delle categorie economiche.

“Ci troviamo a fare i conti non solo con una emergenza sanitaria, comunque affrontata con serenità ed equilibrio, ma anche con un’emergenza economica; di fronte a questa – ha spiegato Giani - dobbiamo rispondere con un tavolo di carattere permanente, mantenendo i nervi saldi e affrontando la crisi uniti. Occorre definire un piano straordinario per l’economia toscana, perché dal turismo al commercio fino alla manifattura dobbiamo sostenere le nostre aziende. Servono un aggiornamento delle scadenze fiscali, la sospensione degli adempimenti fissati dalle scadenze bancarie e un frazionamento degli affitti per gli immobili che costituiscono esercizi commerciali. Questi sono solo alcuni degli interventi ipotizzati: da questa crisi dobbiamo uscire insieme, per la tenuta del sistema economico toscano”.

Questo il messaggio accorato del presidente dell’Assemblea toscana, che spaziando da alcune misure urgenti, emerse dal confronto con gli addetti ai lavori – dagli affitti dei negozi al credito e alle imposizioni fiscali – ha assicurato che il Consiglio regionale, nelle ultime tre sessioni di lavoro, non mancherà di fare la propria parte.

E incalzato dalle domande dei giornalisti, che hanno affrontato anche il tema del crollo delle donazioni di sangue, Giani ha parlato di “cultura da diffondere, soprattutto tra i giovani”. “Io sono un donatore – ha affermato – un piccolo gesto che vivo e testimonio come un dovere civico, tale per ogni persona in buona salute”.

“Non esistono zone rosse nell’economia nazionale, le possibili conseguenze legate all’emergenza Covid-19 gravano indistintamente su tutte le imprese italiane, non solo su quelle delle aree geografiche più colpite dalla malattia. Per questo motivo, chiediamo con forza che il Governo estenda al resto del Paese i provvedimenti presi a sostegno delle sole imprese ubicate nelle zone rosse”. La richiesta parte dalla Confcommercio Toscana, che nel fine settimana ha riunito in via straordinaria la sua Giunta per discutere di quanto va accadendo in questi giorni e sollecitare Governo e istituzioni locali a sostenere anche il sistema economico regionale, messo a dura prova.

“Più che le misure –giustissime- adottate per arginare il contagio, è la psicosi ad aver messo ko le nostre imprese. Il Governo in primis è responsabile di aver gestito l’emergenza Coronavirus in maniera superficiale dal punto di vista comunicativo, con risultati controproducenti per l’economia sul breve e medio periodo”, spiega la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini.

La presidente di Confcommercio Toscana ribadisce dunque “l’inadeguatezza dei provvedimenti governativi, adottati come se gli effetti economici negativi del Coronavirus fossero circoscrivibili a poche zone, senza considerare che invece si stanno ampliando a macchia d’olio a tutto il Paese”. Poi invita le imprese toscane a “drizzare la schiena e guardare avanti con ottimismo. Ma Governo e istituzioni devono fare di tutto per ripristinare rapidamente la normalità. Abbiamo vissuto altre emergenze sanitarie, dovremmo aver imparato a separare l’inutile allarmismo dalla necessità e urgenza delle prescrizioni utili a salvaguardare la salute dei cittadini. Ora che il danno è purtroppo fatto, dobbiamo ricostruire la fiducia e rimettere in moto il Paese. E servirà che anche l’Unione europea faccia la sua parte”.

L’associazione di categoria chiede quindi, anche a livello locale, una serie di misure urgenti per contenere la pervasività della crisi economica generata dall’emergenza epidemiologica e aggravata da una comunicazione non sempre coordinata e per molti versi allarmistica, che ha generato un effetto psicosi fra i consumatori: “chiediamo di aumentare la dotazione del Fondo Regionale di Garanzia per sostenere le imprese nel loro bisogno contingente di liquidità”, dice il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, “chiediamo inoltre la sospensione dei mutui, del pagamento delle bollette di luce e gas e di tutti i tributi locali, da Cosap a Imu, Tari e Tosap, cosa che la legge permette di fare alle amministrazioni comunali fino addirittura a 144 mesi. Da valutare anche ammortizzatori sociali e altre misure a sostegno delle aziende e dei lavoratori autonomi colpiti dal calo o addirittura dal blocco improvviso dell’attività, non solo nel turismo ma anche in altri settori economici”. Il decreto varato dal Governo ignora totalmente, per esempio, il settore della somministrazione, “eppure anche in Toscana ci sono ristoranti e bar che hanno perduto fino all’80% ed oltre degli incassi”.

“In generale”, conclude Marinoni, “vorremmo che la Regione Toscana procedesse con la richiesta dello stato di calamità, atto dovuto per riconoscere ufficialmente la gravità della situazione per l’economia regionale e l’assoluta necessità di sostegno per tutto il sistema economico italiano”.

Redazione Nove da Firenze