"Coronavirus, Firenze e Prato unite nella gestione della crisi"

Cocollini e Stanasel (Lega), vicepresidenti dei Consigli comunali delle due città, presenteranno assieme un pacchetto di proposte


“I nostri comuni, che sono il cuore pulsante dell’economia toscana, stanno vivendo un momento di terribile crisi economica. Il comprensibile allarmismo che si è generato in seguito alla diffusione del Coronavirus nel nostro Paese sta provocando una recessione che mette a rischio il futuro delle nostre famiglie e del tessuto imprenditoriale che ci ha reso grandi nel mondo". Così Cocollini e Stanasel (Lega), vice presidenti vicari dei Consigli comunali di Firenze e Prato. "L’irresponsabilità e l’incapacità dimostrata nella gestione dell’emergenza socio-sanitaria dal Governo – proseguono Stanasel e Cocollini – ha gettato il Paese in preda al panico che è diventato ben presto una malattia anche più pericolosa del Covid-19. In questo modo abbiamo perso la già poca credibilità che avevamo agli occhi del mondo e compromesso pesantemente la nostra capacità di attrarre investimenti e di accogliere persone che vogliono venire a vedere le nostre città da tutte le parti del globo. La cartolina delle nostre città è stata così macchiata dallo stereotipo che gli italiani sono diventati un popolo di untori. E questo non lo possiamo accettare. Adesso, è il momento di reagire e di raccontare ad ogni livello che le nostre sono città sicure e che abbiamo la professionalità, la capacità imprenditoriale e la cultura dell’accoglienza che sono i veri anticorpi alla crisi che stiamo vivendo. Oltre a questo, dobbiamo avere la forza di proporre delle misure incisive a sostegno delle famiglie e delle imprese. Noi, con chiarezza e determinazione, presenteremo un pacchetto di proposte nell’interesse dei cittadini che abbiamo l’onere e l’onore di rappresentare. Se davvero abbiamo a cuore – concludono Stanasel e Cocollini – il futuro delle nostre comunità, questo è il momento di dimostrarlo. Viceversa, ci troveremo a commentare le macerie di una grandezza che fu”.

Redazione Nove da Firenze