Coronavirus e settore benessere: “Se l'attività è in regola, zero rischi di contagio"

Confartigianato Firenze: "I nostri imprenditori sono da sempre tenuti a rispettare le prassi stabilite dalla legge per evitare la trasmissione di patogeni o agenti contaminanti"


“Gli imprenditori del settore benessere sono da sempre tenuti a rispettare le prassi stabilite dalla legge per evitare la trasmissione di patogeni o agenti contaminanti e, oltre alle norme previste a livello nazionale, seguono percorsi di formazione specifici per adeguarsi ai protocolli igienico-sanitari imposti dalle ASL territoriali. Questo significa che se l'attività è in regola non c'è alcun rischio di contagio” E' quanto dichiarato da Claudio Barbetti, presidente degli acconciatori di Confartigianato Imprese Firenze sull’emergenza sanitaria da Coronavirus che impone comportamenti di massima cautela anche nella scelta dei servizi alla persona.

“Per questo vogliamo ricordare l’importanza di rivolgersi a operatori in regola con le norme di settore sia dal punto di vista della formazione obbligatoria sia per quanto riguarda i requisiti igienico-sanitari dei locali nei quali l’attività viene svolta. E’ il caso delle attività legate alla cura del corpo, come le imprese dei settori acconciatura ed estetica. I saloni di acconciatura ed i centri estetici sono i luoghi in cui vengono maggiormente rispettate le misure di igiene e sicurezza, a beneficio nostro e della nostra clientela”.

“La nostra attività – è soggetta a norme stringenti, sia di livello nazionale che regionale/provinciale, che impongono non solo la pulizia, la disinfezione e la sterilizzazione di strumenti e attrezzature, ma anche l’igienizzazione dei locali e degli ambienti specifici di lavoro. Le misure di sicurezza adottate dalle imprese del settore – fa rilevare Confartigianato Benessere – rappresentano una garanzia per i clienti, non solo in presenza di emergenze di tipo sanitario. E questo deve rappresentare una costante e precisa indicazione a scegliere con consapevolezza ed evitare di affidarsi a soggetti che operano abusivamente, in locali non adibiti allo scopo e in assenza dei requisiti professionali previsti dalla legge”.

Redazione Nove da Firenze