​Coronavirus e mascherine: "assisto mio padre a casa e non ne troviamo alcuna"

La preoccupazione di un insegnante: "si sarebbe dovuto pensare ad una distribuzione mirata"


Dovrebbero essere giorni decisivi per una distribuzione capillare, anche in Toscana, delle mascherine di protezione dal Coronavirus o Covid-19. Il presidente Enrico Rossi ha spiegato che, nella nostra Regione, la produzione viaggia al ritmo di 100 mila esemplari al giorno. Intanto però dall’inizio di questa emergenza sono tante le persone, anche gravemente malate, che né hanno potuto finora indossarne una, né vedono i loro cari che le assistono a casa, poterne fare uso.

E considerando i tempi di incubazione del virus, tutto questo non può non preoccupare per i propri genitori o nonni. Fino al caso ad esempio di Francesco Muratore, insegnante, che vive a casa con il padre, di 77 anni, affetto da Parkinson dal 2014. “Non che questa malattia esponga, di per sé, a maggiori rischi connessi al Coronavirus”, racconta Francesco. “Ma l’età è quella che è e mio padre è una persona che ha bisogno continuamente di assistenza. Da almeno due settimane cerchiamo, io o mia sorella, o mia madre, di procurarci una mascherina, ma non c’è stato modo. Non si capisce bene nemmeno in questa fase a chi dovremmo rivolgerci. Ci rendiamo conto che la richiesta è enorme, però a una distribuzione più mirata ci si sarebbe potuto pensare. Invece è stata la corsa a chi se la prendeva per primo. E poi -continua Francesco- ancora non si capisce quali mascherine vanno bene, quali sono certificate, se sono usa e getta e così via. Spero però che la mia testimonianza serva a sensibilizzare le autorità sanitarie su questo problema. Tremo al pensiero che fino a 10 giorni fa, fino al blocco cioè delle scuole, io ancora facevo su e giù in treno, per andare a insegnare a Figline Valdarno. Siamo in estrema apprensione per mio padre, e anche per mia madre, data l’età. Entro e esco di casa per fare portare loro la spesa o andare in farmacia, ma vivo nel terrore di contagiarli senza saperlo. Ho fatto il giro farmacie ma non si trovano. Dove è possibile trovarle? E quelle che hanno le persone che vediamo per strada, sono davvero sicure? Vorrei tanto che si pensasse, quando saranno diffuse maggiormente, anche al ruolo di noi care giver”. 

Marco Bazzichi