Coronavirus e lavoro: le donne hanno sofferto di più

Pari opportunità: la Commissione regionale ha ascoltato la sociologa Franca Alacevich. Presentata la relazione del Cug: in Regione Toscana forte presenza femminile, ma meno ai vertici


Firenze - Dalle prime indagini effettuate appare evidente che le donne hanno sofferto in maniera particolare il lockdown dovuto all’emergenza Coronavirus. Lo sostiene la sociologa Franca Maria Alacevich, docente dell’Università di Firenze, che è stata invitata a intervenire durante la seduta della commissione Pari opportunità della Regione Toscana, presieduta da Rosanna Pugnalini. “Il problema – ha spiegato Alacevich – non riguarda solo il tipo di contratto di lavoro che hanno le donne, e il fatto, gravissimo, che il lavoro di cura è mal distribuito all’interno delle famiglie, in quanto la donna è quella che ha un lavoro meno stabile e con retribuzione inferiore. Ma il fatto che durante l’emergenza sanitaria il carico di lavoro di cura per le donne si è aggravato, visto il maggiore numero di persone presenti in casa, l’impossibilità a ricorrere ad aiuti esterni e l’educazione scolastica dei figli rimasti a casa”. Adesso, secondo la sociologa, è il momento di fare delle proposte, a partire dai contratti. Nei mesi di aprile e maggio sono infatti scaduti oltre 400mila contratti a termine ricoperti dalle donne. Altri punti nodali, quello dei congedi parentali da estendere obbligatoriamente agli uomini e la ricerca di soluzioni per la cura dei figli, che permetta alla donne di tornare a lavorare. “Si è trattato di un contributo prezioso, su cui dovremo riflettere per avanzare proposte concrete”, ha commentato Rosanna Pugnalini.

La commissione, durante la seduta, ha anche approvato all’unanimità la relazione dell’attività della Commissione regionale pari opportunità per l’anno 2019. Infine, Daniela Volpi, presidente del Cug (Comitato unico di garanzia nelle pubbliche amministrazioni) della Regione Toscana ha illustrato la relazione sull’andamento nel 2019. Il Cug, lo ricordiamo, ha il compito di ricongiungere i dati provenienti da vari settori per trarne delle conclusioni in merito all’attuazione delle tematiche di sua competenza: attuazione dei principi di parità e pari opportunità, benessere organizzativo, contrasto alle discriminazioni e alle violenze morali e psicologiche sul luogo di lavoro. Dalla relazione emerge come la Regione Toscana sia un’amministrazione che registra una forte presenza di personale femminile, rispetto a molte altre realtà. Ma nonostante che le dipendenti risultino più istruite degli uomini, l’incidenza delle posizioni organizzative è maggiore almeno in proporzione tra il personale di sesso maschile. Nell’area della dirigenza, poi, questo fenomeno si acuisce in modo deciso, nonostante la componente femminile sia rappresentata anche a livello di strutture di vertice. D’altro canto la Regione Toscana si caratterizza per un elevato ricorso ad istituti che hanno lo scopo di favorire la conciliazione vita-lavoro, ed in particolare la flessibilità oraria, l’orario agevolato per motivi di cura, il part-time, il telelavoro, usufruito nella maggior parte dei casi da donne.

Redazione Nove da Firenze