Coronavirus: domani termina la consegna delle mascherine

La vicesindaca di Firenze Giachi: “Nella seconda fase, distribuzione mirata ai residenti che ancora non le avevano ricevute ed ai domiciliati”. Scatta l’obbligo di indossarle: da lunedì controlli della Polizia Municipale e sanzioni per chi non rispetta le regole


FOTOGRAFIE — Si concluderà domani, a Firenze, la consegna delle mascherine protettive ai residenti che ancora non le avevano ricevute ed a quanti sono domiciliati nella nostra città ma non residenti anagrafici. In tutto sono arrivate quasi 4 mila richieste: 2500 per posta elettronica ed altre 1500 attraverso l’apposito form pubblicato mercoledì scorso sulla rete civica del Comune.

“La protezione civile – ha spiegato la vicesindaca Cristina Giachi che questa mattina ha partecipato alle consegne con le squadre di volontari – sta effettuando una distribuzione mirata. Chiaramente stanno arrivando ancora richieste che continueremo a soddisfare nei prossimi giorni. Intanto da lunedì si troveranno anche le mascherine distribuite dalla Regione Toscana”. “Resta inteso – ha aggiunto – che i dispositivi di protezione non sono il lasciapassare per uscire di casa come e quando ci pare e sono obbligatorie da lunedì prossimo, così come stabilisce il decreto della Regione Toscana. Non appena ci verranno consegnati gli ulteriori contingenti di mascherine, avvieremo la ulteriore distribuzione a casa per la popolazione ultra 65enne”. In questa seconda fase della distribuzione la protezione civile comunale ha impiegato, oltre ai suoi dipendenti, circa 800 volontari.

La Fondazione CR Firenze ha donato alla Fondazione Opera Diocesana di Assistenza 3 mila mascherine, destinate agli operatori al lavoro nelle strutture gestite dalla Fondazione Oda. “Ringraziamo la Fondazione, che da sempre ci sostiene nella nostra missione di assistenza alle persone disabili. Un aiuto più che mai prezioso in un momento delicato come questo”, ha commentato Don Fabio Marella, presidente della Fondazione Oda.

Il Comune di Pisa ha terminato giovedì la consegna delle mascherine porta a porta a tutti i cittadini, aggiungendo venerdì un ultimo giro di distribuzione ai cittadini che hanno segnalato di non averle ricevute per episodi di furti o disguidi nella consegna. Conclusa con oggi anche la distribuzione presso Palazzo Gambacorti a studenti dell’Università di Pisa fuori sede e lavoratori domiciliati. Oltre alle mascherine consegnate ai residenti di tutto il territorio comunale, sia le 70 mila del Comune che le 202 mila inviate dalla Regione, consegnate ai 48 mila nuclei familiari presenti in città, sono state consegnate altre 1300 mascherine tra studenti, specializzandi, ricercatori e lavoratori domiciliati a Pisa, che si aggiungono alle 2 mila consegnate direttamente a Scuola Sant’Anna, Scuola Normale e Diritto allo Studio, alle 20 mila consegnate inizialmente dal Comune presso supermercati e poste e infine alle 4 mila, della tipologia Fp2, donate ieri all’Aoup, ai medici di famiglia e al personale impegnato in prima linea nelle operazioni di soccorso.

L’ordinanza della Regione Toscana

 Come previsto dall’ordinanza della Regione Toscana, la n. 26 del 6 aprile 2020, una volta terminata la consegna, in tutti i Comuni entra in vigore l’obbligo dell’utilizzo dei dispositivi di sicurezza. L’ordinanza della Regione è stata poi prorogata stabilendo per tutto il territorio regionale l’inizio dell’obbligo a decorrere dal 19 aprile. Da domenica sarà quindi obbligatorio indossarle e da lunedì scatteranno i controlli della Polizia Municipale e le sanzioni per chi non rispetta l’ordinanza regionale.

Obbligo di indossare le mascherine

 L’ordinanza della Regione prevede che i dispositivi di sicurezza siano obbligatori in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico, in presenza di più persone (quindi al supermercato, nei negozi, in banca, negli uffici); sui mezzi del trasporto pubblico locale, ad esempio autobus, e treni, oltre che sui taxi e sulle vetture a noleggio con conducente; negli spazi all’aperto frequentati da più persone, dove naturalmente rimane obbligatorio mantenere la distanza di sicurezza (1,8 metri) per ridurre la possibilità di contagio. Se ci si muove con l’auto, la mascherina va indossata tassativamente prima di scendere dalla macchina, anche se si esce per fare piccole commissioni, come ad esempio andare al bancomat.

Le deroghe all’obbligo

 Le regole si applicano a tutti i cittadini, ma con alcune eccezioni: l’obbligo non si applica ai bambini più piccoli di 6 anni e alle persone che non tollerino l’utilizzo delle mascherine a causa di particolari condizioni psicofisiche attestate da una certificazione rilasciata dal medico. In questi casi, e a maggior ragione, restano comunque in vigore le altre limitazioni, come il distanziamento sociale.

Controlli e sanzioni per chi non rispetta l’obbligo

 Partono lunedì i controlli della Polizia Municipale le eventuali sanzioni. L’ordinanza regionale della Toscana prevede che chi non rispetterà l’obbligo potrà incorrere nelle sanzioni previste dal decreto legge 19/2020 del 25 marzo, in particolare una sanzione amministrativa che varia da 400 a 3 mila euro. Nello specifico la sanzione amministrativa ammonta a 400 euro se viene pagata entro 60 giorni dalla notifica del verbale (si riduce però a 280 euro se viene pagata entro 30 giorni dalla notifica del verbale). Se la violazione è commessa su un veicolo (bus, taxi) la sanzione è aumentata di 1/3, quindi ammonta a 533 euro, se pagata entro 60 giorni dalla notifica del verbale (ridotta a 373 euro se pagata entro 30 giorni dalla notifica del verbale). In caso di reiterata violazione la sanzione amministrativa viene raddoppiata.

Da lunedì consegna gratuita delle mascherine presso farmacie e supermercati

 Da lunedì la Regione Toscana ha informato che prenderà il via la distribuzione gratuita di mascherine per tutti i cittadini presso farmacie e supermercati della Toscana. Attraverso le farmacie convenzionate, pubbliche e private, sarà consegnata una confezione da cinque mascherine a ogni cittadino di età superiore a sei anni, per un numero di trenta mascherine al mese, dietro presentazione della tessera sanitaria o del proprio codice fiscale. Ogni cittadino potrà ritirare una confezione da 5 mascherine alla volta, per un totale da 30 mascherine al mese. Anche nei supermercati, presso uno dei 230 punti vendita di Coop, Conad e Lidl, con cui è stata firmata l’intesa, sarà possibile ritirare una confezione di 5 mascherine alla volta. All’interno o all'esterno di ogni punto vendita, sarà allestita una postazione, debitamente indicata e in grado di consentire il rispetto delle distanza di sicurezza secondo le normative vigenti. Ogni postazione sarà gestita da dipendenti del Servizio sanitario regionale, che forniranno anche tutte le informazioni utili al corretto uso delle mascherine. Negli orari di apertura di market e supermarket, le postazioni per la distribuzione saranno attive dalle 9 alle 16.

In Chianti nasce il filtro per le mascherine

“Da qualche settimana abbiamo avviato una collaborazione con una azienda di San Casciano per realizzare mascherine in questa fase di emergenza da coronavirus. Noi ci mettiamo il polipropilene tre strati, ovvero il tessuto non tessuto che abbiamo in magazzino e che normalmente viene usato in agricoltura. Leggendo le delibere regionali abbiamo capito che potevamo usare questo materiale. E lo abbiamo fatto. Ne abbiamo già prodotte 500 di mascherine e distribuite 350 ai nostri soci e clienti”.

E’ l’intuizione che la Cantina Colline del Chianti, cantina cooperativa con 260 vignaioli associati e produzione nel cuore della Toscana, ha avuto: impiegare un materiale normalmente usato in agricoltura, per le pacciamature, per fare il filtro delle mascherine chirurgiche. Ma da sola la Cantina non avrebbe potuto realizzarle. Così è nata la collaborazione con una azienda di San Casciano, CiPiErre srl, circa 10 dipendenti che si occupano di maglieria per conto terzi e per la propria vendita.

“Sono tutte rigorosamente rispettose dei criteri regionali, del prototipo e delle dimensioni previste dalla Regione Toscana con tre strati di polipropilene”, fa notare Malcolm Leanza, presidente della Cantina Colline del Chianti. “La Regione ha prontamente applicato uno degli articoli del "Cura Italia" dando le linee guida per la realizzazione delle mascherine. E abbiamo deciso di sostenere la realizzazione di un prodotto che usa anche filtri che arrivano dall’agricoltura – spiega Leanza - Non eravamo consapevoli delle caratteristiche del materiale che abbiamo in magazzino. Lo abbiamo capito studiando le ordinanze regionali”. “La lavorazione delle nostre mascherine viene fatta da un laboratorio semindustriale della zona del Chianti che era chiuso e che adesso può tentare una riconversione, anche se minima. Almeno non alimentiamo il mercato folle che è nato in questi giorni a prezzi da sciacalli. Non solo, il tessuto delle maschere è il cotone. La filatura di questo cotone viene fatta in Italia dalla Filartex Spa di San Pancrazio, vicino a Brescia, una delle zone più colpite dal coronavirus. E’ il nostro modo di dare un contributo in questa fase così complessa”.

LO SMALTIMENTO DI GUANTI E MASCHERINE

In questi drammatici giorni di pandemia, chiunque sia uscito di casa per farmaci o cibo avrà fatto l’esperienza d’imbattersi in rifiuti molto “speciali”. Marciapiedi, giardini, scalinate, cortili, sono infatti costellati di guanti e mascherine usati, che poi magari alla prima pioggia, attraverso il reticolo idrografico minore, finiscono con l’alimentare l’enorme problema dell’inquinamento marino. Plasmix, lattice, poliestere, polipropilene: una caterva di materiali “sporchi” che finiranno col deturpare in modo per lo più irreversibile l’ecosistema.

Siamo sorpresi e amareggiati dal constatare che, mentre tutti stiamo cercando di fronteggiare con serietà la più grave crisi sanitaria della nostra storia rispettando rigidamente le regole di distanziamento sociale, sullo smaltimento di guanti e mascherine molti cittadini si stanno lasciando andare ancora a comportamenti assolutamente incivili e inaccettabili; – dichiara Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscananon solo gettare per terra questi presidi sanitari è infatti scorretto e indecente, ma, in caso di contaminazione indiretta, persino pericoloso per il prossimo. A fine uso, raccomandiamo pertanto di sigillare accuratamente in sacchetti dedicati questi accessori che ci stanno diventando così familiari, per poi smaltirli correttamente nell’indifferenziato”.

Redazione Nove da Firenze