Coronavirus: 1.929 i nuovi casi, ma sono 51 i nuovi decessi

Domenica 22 novembre 2020 età media è di 50 anni. 686 positivi nella sola Asl Toscana nord ovest. Sportello Cup sanitario di Aulla cinque operatori su sette positivi. E altri tre al Noa


In Toscana sono 94.705 i casi di positività al Coronavirus, 1.929 in più rispetto a ieri (1.229 identificati in corso di tracciamento e 700 da attività di screening). I nuovi casi sono il 2,1% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono del 6,1% e raggiungono quota 39.765 (42% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 1.457.791, 17.481 in più rispetto a ieri, di cui l’11% positivo. Sono invece 7.590 i soggetti testati oggi (escludendo i tamponi di controllo), di cui il 25,4% è risultato positivo. A questi si aggiungono i 2.246 tamponi antigenici rapidi eseguiti oggi. Gli attualmente positivi sono oggi 52.724, -0,8% rispetto a ieri. I ricoverati sono 2.083 (11 in meno rispetto a ieri), di cui 298 in terapia intensiva (2 in più). Oggi si registrano 51 nuovi decessi: 25 uomini e 26 donne con un'età media di 85,5 anni. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale - relativi all'andamento dell'epidemia in regione. L'età media dei 1.929 casi odierni è di 50 anni circa (il 9% ha meno di 20 anni, il 21% tra 20 e 39 anni, il 35% tra 40 e 59 anni, il 23% tra 60 e 79 anni, il 11% ha 80 anni o più).

Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri. Sono 26.703 i casi complessivi ad oggi a Firenze (611 in più rispetto a ieri), 8.334 a Prato (144 in più), 8.152 a Pistoia (164 in più), 5.938 a Massa- Carrara (119 in più), 9.376 a Lucca (233 in più), 12.974 a Pisa (273 in più), 6.641 a Livorno (115 in più), 8.808 ad Arezzo (152 in più), 3.936 a Siena (60 in più), 3.288 a Grosseto (58 in più). Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni. Sono 919 quindi i casi riscontrati oggi nell'Asl Centro (somma delle province di Firenze, Prato, Pistoia), 740 nella Nord Ovest (Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Livorno), 270 nella Sud est (Arezzo, Siena, Grosseto). La Toscana si trova al 7° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 2.539 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 2.287 per 100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 3.234 casi per 100.000 abitanti, Pisa con 3.096, Massa-Carrara con 3.047, la più bassa Siena con 1.473.

L'Asl Tse "traccia" ormai la totalità dei positivi e dei loro contatti nell'arco di 24 ore. Una percentuale che è la migliore della Toscana dove la media è del 91%. Con un lavoro che in realtà è più pesante: mentre in Toscana la media dei contatti per caso è di poco superiore a 2, nella Asl Tse è tra 2,5 e 2.8. La percentuale è 99% e non 100% a causa anche dello "sfalsamento temporale" dovuto al fatto che i casi della sera antecedenti la mezzanotte non possono oggettivamente essere tracciati il giorno stesso ma vanno alla mattina dopo.
Un lavoro che ha impegnato 184 operatori sanitari nelle tre centrali: 21 a Grosseto, 31 a Siena e 132 ad Arezzo. Nelle prime due centrali lavorano quasi esclusivamente i medici scolastici mentre in quella di Arezzo è rilevante il ruolo dei laureandi in medicina e scienze della prevenzione e scienze infermieristiche che hanno contratti con orari settimanali diversi: ragione per cui il numero di 132 scende a 88 operatori equivalenti a 36 ore settimanali.
Il perfezionamento dei protocolli di lavoro sta progressivamente portando alla chiusura delle centrali di Siena e Grosseto e al concentramento delle attività in quella per l'intera Asl che è stata attivata nel polo fieristico di Arezzo.

"Ormai da alcuni giorni - commenta Maurizio Spagnesi, Direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl Tse - tracciamo tutti i nostri casi nell'arco delle 24 ore. Determinante è stata la scelta aziendale di puntare con forza sul tracciamento. Abbiamo iniziato prima che altrove con centrali presso gli ospedali e poi, e mi riferisco al polo fieristico di Arezzo, è stata decisa l'attivazione di una grande centrale per l'intera azienda. I risultati si sono fatti vedere presto e adesso possiamo anche contare su un'effettiva diminuzione dei casi e dei contatti, determinata dalle limitazioni alla circolazione delle persone e dalla ripresa della didattica a distanza nelle superiori e nelle ultime classi delle medie. Stiamo anche raggiungendo - conclude Spagnesi - l'azzeramento dei casi positivi anche asintomatici e con tampone negativo in attesa della certificazione di guarigione da parte del Dipartimento".

Daniela Cardelli, Direttrice del Dipartimento delle professioni tecnico sanitarie, della riabilitazione e della prevenzione della Asl Tse, spiega le ragioni del risultato della centrale : "abbiamo velocizzato i protocolli di lavoro. Un coordinatore arriva mezz'ora prima degli operatori ed "estrae" dal sistema i casi su cui farli lavorare. Tempi più veloci e materiali "puliti". Un caso richiede adesso tra i 50 e i 60 minuti. Abbiamo dedicato tempo ed energia al lavoro di apprendimento. Con ottimi risultati: i primi operatori non solo sanno fare il loro lavoro ma ci stanno aiutando nella fase di turoraggio dei nuovi arrivi". Vicini al 100% dei casi trattati in 24 ore e allo zero per gli irreperibili. "Ormai - precisa Cardelli - ne abbiamo al massimo 1 o 2 per zona. La soluzione al problema è stata duplice: con la collaborazione dei colleghi che gestiscono Cup e prenotazioni siamo in grado di incrociare i dati e quindi di avere contatti telefonici aggiornati. Qualora questo non fosse sufficiente, chiediamo la collaborazione dei Sindaci. In questo modo il problema irreperibili si è drasticamente ridimensionato".

“Al Cup di Aulla su 7 lavoratori sono ben 5 i contagiati. Ci dispiace aver fatto le Cassandre della situazione ma la nostra denuncia sull’insufficienza dei dispositivi di protezione individuale usati e sulla mancanza totale di controlli all’accesso è stata profetica. E, per favore, che nessuno provi a insinuare che si tratta di un caso, che lo hanno preso tutti fuori dal posto di lavoro. La diffusione del virus in quegli spazi è facilitata in caso di contatto con un positivo. Ed è quello che è successo. Quattro lo hanno scoperto prima, perché manifestavano anche dei sintomi. Una quinta lavoratrice ha chiesto il tampone per scrupolo e ha scoperto di esserlo, seppure asintomatica. Perché non si effettua un controllo per tutti gli operatori che sono stati a contatto con i positivi?” A portare alla luce il caso dello sportello prenotazioni dell’Usl Toscana nord ovest ad Aulla è il referente della Uiltrasporti per il settore, Angelo Lieti. “Purtroppo non è il primo caso. Era già successo pochi giorni fa al Noa, con tre lavoratori positivi. Avevamo deciso di non infierire sul momento, di chiedere soltanto all’azienda di prendere delle contromisure idonee a tutela dei dipendenti delle cooperative e aziende esterne. Ma il nuovo focolaio di Aulla ci spinge inevitabilmente a intervenire - prosegue Lieti -. Non possono restare invisibili, nascosti nel sottosuolo dell’emergenza come se fossero carne da mandare al macello. In alcuni distretti si stanno sacrificando, lottando contro il virus con uno zoccolo e una ciabatta, tanto per essere chiari. Un esempio su tutti: il plexiglass allo sportello è troppo basso e sta diventando inutile perché le persone, per paura di sedersi dove poco prima è stato un altro utente, restano in piedi e a quel punto il respiro passa agevolmente oltre la barriera parafiato e il contagio è molto più facile, sopratutto se allo sportello arriva chiunque senza nessun controllo all’ingresso. Non solo. C’è interferenza fra lavoratori Asl e del Cup e a questo proposito siamo sicuri che siano adottate tutte le garanzie di sicurezza? Il datore di lavoro in base al decreto sulla sicurezza ha l’obbligo della sorveglianza... Quindi chi si assicura dei protocolli quando c’è contatto fra lavoratori di due aziende?” La Uiltrasporti torna a chiedere nuove misure di sicurezza e garanzie per i lavoratori del Cup e delle pulizie nelle strutture sanitarie: “Protezioni individuali a partire dalle mascherine, accessi contingentati e su appuntamento, tute di protezione. E ovviamente la promessa internalizzazione”.

Complessivamente, 50.641 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (405 in meno rispetto a ieri, meno 0,8%). Sono 49.888 (288 in meno rispetto a ieri, meno 0,6%) le persone, anch'esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (ASL Centro 17.881, Nord Ovest 21.310, Sud Est 10.697).

Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 2.083 (11 in meno rispetto a ieri, meno 0,5%), 298 in terapia intensiva (2 in più rispetto a ieri, più 0,7%). Per quanto riguarda i ricoveri per “Covid-19”, negli ospedali dell’Azienda USL Toscana nord ovest sono in totale 538(ieri erano 534), di cui 74 (ieri erano 75) in Terapia intensiva. All’ospedale di Livorno 115 i ricoverati, di cui 14 in Terapia intensiva. All’ospedale di Lucca 108 i ricoverati, di cui 17 in Terapia intensiva. All’ospedale Apuane 107 ricoverati, di cui 24 in Terapia intensiva. All’ospedale Versilia 112 ricoverati, di cui 11 in Terapia intensiva. All’ospedale di Pontedera 47 ricoverati, di cui 5 in Terapia intensiva. All’ospedale di Cecina 27 i ricoverati, di cui 3 in Terapia intensiva. All’ospedale di Pontremoli 22 i ricoverati.

Le persone complessivamente guarite sono 39.765 (2.294 in più rispetto a ieri, più 6,1%): 2.440 persone clinicamente guarite (156 in più rispetto a ieri, più 6,8%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all'infezione e 37.325 (2.138 in più rispetto a ieri, più 6,1%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Oggi si registrano 51 nuovi decessi: 25 uomini e 26 donne con un'età media di 85,5 anni. Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 17 a Firenze, 5 a Prato, 5 a Pistoia, 8 a Massa-Carrara, 8 a Pisa, 2 a Livorno, 3 a Arezzo, 2 a Siena, 1 residente fuori Toscana. Sono 2.216 i deceduti dall'inizio dell'epidemia cosi ripartiti: 817 a Firenze, 137 a Prato, 171 a Pistoia, 262 a Massa-Carrara, 222 a Lucca, 230 a Pisa, 137 a Livorno, 116 ad Arezzo, 60 a Siena, 44 a Grosseto, 20 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione. Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 59,4 per 100.000 residenti contro il 81,6 per 100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa-Carrara (134,4 per 100.000), Firenze (80,8 per 100.000) e Pistoia (58,5 per 100.000), il più basso a Grosseto (19,9 per100.000).

Redazione Nove da Firenze