Cormorani neri a Firenze

Cartolina insolita ma sempre più frequente quella che si mostra agli occhi di chi osserva i lungarni fiorentini

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
05 novembre 2026 15:03
Cormorani neri a Firenze
immagine creata con l'aiuto dell'IA

Una cartolina insolita ma sempre più frequente quella che si mostra agli occhi di chi osserva i lungarni fiorentini. La fotografia di copertina immortala un gruppo di cormorani neri arroccati sulla pescaia di Santa Rosa, a pochi passi dal cuore storico di Firenze, con lo storico profilo di Ponte alla Carraia e le colline di San Miniato a fare da sfondo scenografico.

Sentinelle sulla cascata

Disposti in fila lungo il ciglio della pescaia, dove l'acqua dell'Arno accelera e crea una barriera naturale, questi uccelli acquatici sfruttano la corrente a proprio vantaggio. 

La pescaia è il punto strategico perfetto: l'acqua in movimento attira e destabilizza i piccoli pesci, rendendoli una preda facile per l'agile e fulmineo nuoto subacqueo del cormorano.

Insieme a loro, immancabili, si scorgono anche alcuni gabbiani, pronti a contendersi i resti della caccia.

Un nuovo equilibrio urbano

La presenza di questi carismatici "pescatori" proprio nel centro cittadino testimonia la ricchezza biologica che il fiume Arno riesce ancora a ospitare. Tra l'architettura rinascimentale e lo scorrere lento delle acque, i cormorani neri hanno trovato a Firenze un habitat ideale, trasformando un angolo di storia urbana in un autentico palcoscenico naturalistico a cielo aperto.

I cormorani neri a Firenze 

I cormorani neri sono diventati una presenza frequente e vistosa a Firenze a partire dagli anni 2000, consolidandosi come abitanti fissi del panorama urbano nell'ultimo ventennio. La loro diffusione nell'entroterra toscano e lungo il corso dell'Arno ha seguito una cronologia ben precisa, legata a dinamiche ecologiche nazionali: 

  • Anni '70 e '80 (La rarità): Agli inizi del Novecento la specie rischiava quasi l'estinzione in Italia. Fino agli anni '80 i cormorani erano uccelli prettamente marini o costieri, avvistabili nelle zone interne della Toscana solo molto raramente e come individui isolati durante i voli migratori. 
  • Anni '90 (L'espansione e i primi dormitori): Grazie alle leggi di tutela internazionale e al progressivo calo dell'inquinamento nelle acque interne, la specie ha iniziato una forte espansione in tutta Italia, colonizzando i fiumi del Nord e iniziando a risalire l'Arno dalle coste.

    In questo periodo si sono formati i primi roost (dormitori invernali comunitari) nell'entroterra. 

  • Anni 2000-2010 (La colonizzazione urbana): È in questo decennio che il cormorano è diventato una figura familiare a Firenze. Gli uccelli hanno scoperto che il tratto cittadino del fiume offriva un habitat perfetto: cibo abbondante (a causa dell'introduzione di specie ittiche alloctone), correnti ideali create dalle pescaie per cacciare e alberi alti nei parchi (come le Cascine) per riposare al sicuro. 
  • Oggi: Negli ultimi anni la popolazione svernante è aumentata notevolmente in tutta la provincia.

    Molti esemplari sono diventati ormai stanziali, modificando le proprie abitudini e restando a Firenze anche durante i mesi estivi. 

Dal punto di vista dell'avifauna, il cormorano non ha tolto il posto ad altri uccelli pescatori (come l'airone cenerino o il martin pescatore) perché utilizza una tecnica di caccia completamente diversa (chiamata "separazione delle nicchie ecologiche"): 

  • L'airone caccia all'agguato, immobile nell'acqua bassa vicino alle rive.
  • Il martin pescatore si tuffa dall'alto per catturare piccolissime prede in superficie.
  • Il cormorano nuota attivamente in acque aperte e profonde, inseguendo i pesci in apnea anche per diversi metri sotto la superficie. 

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