Coppie di fatto e unioni civili: sabato prossimo anche a Firenze la mobilitazione nazionale

In Consiglio regionale mozione a sostegno del ddl Cirinnà, approvata a maggioranza con i voti del Pd, eccetto quello del consigliere Bambagioni, e del M5S; astenuta Sì – Toscana a sinistra, contro hanno votato Lega Nord, Forza Italia e FdI


Firenze– In vista della discussione in Senato sul ddl Unioni Civili, in calendario nei giorni 26, 27, 28 gennaio, sabato 23 la manifestazione #SVEGLIAITALIA, organizzata in piazza della Repubblica a Firenze, organizzata da diverse associazioni nazionali a sostegno del DDL Cirinnà sulle unioni civili, su cui si attende la discussione in Senato. Non una, ma tante piazze in tutta Italia per raggiungere il traguardo dell’uguaglianza. In vista della discussione in Senato di una proposta di legge per il riconoscimento delle coppie formate da persone dello stesso sesso, anche Firenze ha risposto all'appello lanciato dalle associazioni nazionali Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, MIT e partecipa alla mobilitazione nazionale con una manifestazione colorata e rumorosa chiedendo a Parlamento e Governo di accompagnare il Paese verso l'obiettivo dell'uguaglianza. Dalle tante piazze italiane e toscane sarà rivolto un appello a Governo e Parlamento affinché si legiferi per il riconoscimento di dignità e di diritti anche a gay, lesbiche e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese, alle loro famiglie, ai loro figli e figlie, come da tempo accade nel contesto europeo e internazionale.

ELENCO PROVVISORIO DELLE MANIFESTAZIONI TOSCANE IN PROGRAMMA:

  • Arezzo: ore 15, piazza San Jacopo 
  • Firenze, ore 15, piazza della Repubblica 
  • Livorno: ore 15, corteo da Piazza Attias fino a piazza del Municipio 
  • Lucca: ore 15, corteo da piazza del Giglio a piazza Anfiteatro 
  • Massa: ore 16, piazza del Mercato 
  • Pistoia: ore 17, piazza Gavinana 
  • Viareggio: ore 16, piazza Mazzini

"Sabato sarò ad Arezzo.Ci sarò con le associazioni senesi che da sempre si impegnano. Ci sarò con tanti cittadini che chiedono al nostro Paese di svegliarsi, perché il tempo per dimostrare di essere un Paese civile sta per esaurirsi”. Così Susanna Cenni, parlamentare del Pd alla Camera, interviere per esprimere il suo sostegno alla mobilitazione in programma sabato 23 gennaio in Piazza San Jacopo ad Arezzo, per dare forza al traguardo dell'uguaglianza promossa da Arcigay Arezzo "Chimera Arcobaleno", Arcigay Siena "Movimento Pansessuale" e Famiglie Arcobaleno con il supporto della Rete "Articolo 3" e della Rete. “Nei prossimi giorni l’aula del Senato - prosegue Cenni - comincerà a votare il testo Cirinnà, perché finalmente dopo anni e anni di attese, di testi scritti e mai usciti da una commissione, una proposta di legge giunge in aula. Avrei personalmente preferito una norma che consentisse sia il matrimonio, che l’adozione anche a persone dello stesso sesso. Sono convinta che l'amore tra due persone, le regole e le modalità che si scelgono per amarsi, convivere e sostenersi a vicenda nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia, appartengano solo alla sfera individuale degli e delle interessate. Penso che il compito dello Stato sia quello di riconoscere queste scelte e di non interferire nella dimensione personale”. “La laicità dello Stato è questo e molto altro – spiega la parlamentare del Pd - e che occorre fermarsi fuori dalla soglia delle scelte personali, sempre. E la Bibbia, l’unica Bibbia di chi siede in Parlamento si chiama Costituzione. Mi rendo anche conto della delicatezza del tema figli e adozioni. Ho l’abitudine di coltivare il dubbio e l’ascolto, quindi comprendo anche i dubbi che alcuni stanno esplicitando sulla singola questione. Se tutti ci ascoltassimo e ci dedicassimo alla comprensione forse i dubbi di tanti troverebbero risposta negli approfondimenti, ad esempio nell’appello di centinaia di docenti di diritto, giudici e magistrati italiani che ci ricordano come Strasburgo con la sentenza del 21 luglio 2015 ha condannato l’Italia per "inottemperanza all’obbligo positivo di dare attuazione ai diritti fondamentali alla vita privata e alla vita familiare delle coppie dello stesso sesso", e precisano, qualora fosse ancora necessario che non si tocca affatto il tema della maternità surrogata, vietato nel nostro Paese, ma che soprattutto quei bimbi, figli di uno dei componenti delle coppie interessate, esistono e non possono e non devono essere cancellati dalla norma, e che anzi, devono avere protezione e tutela. La Stepchild adoption fa proprio questo ed è bene ricordare che c’è sempre la valutazione di un giudice a consentire ogni forma di adozione”. “Con il testo Cirinnà – conclude Cenni - Siamo a un passo dal raggiungere un risultato importante, che non sarà perfetto, ma è un avanzamento. Un Paese civile non si ferma, va avanti. In tante piazze saremo insieme per dire questo e per ricordare che l’amore, quello di coppia e quello genitoriale, non può mai far paura. Io ci sarò, senza se e senza ma. Ci sarò anche perché sono una donna, una donna di sinistra".

“Dobbiamo approvare la legge sul contrasto all’omofobia e alla transfobia, da troppo tempo è rimasta dimenticata”: così Giovanni Fittante, segretario regionale di Italia dei Valori Toscana, commenta lo stallo, che dura dal 29 aprile 2014, di questo ddl. “C’è bisogno di diffondere una cultura di rispetto nei confronti delle persone omosessuali e transessuali, dobbiamo salvaguardare i loro diritti” – prosegue Fittante – “Negli episodi di violenza e discriminazione omofobici e transfobici il movente sta proprio nell’orientamento sessuale della vittima”. Pertanto, come ha anche sostenuto la senatrice di Italia dei Valori Alessandra Bencini in un recente intervento in Senato, è necessario riprendere in mano questo ddl, non solo introducendo una circostanza aggravante, ma bensì estendendo i reati puniti dalla Legge Mancino-Reale anche alle discriminazioni e alle violenze fondate sulla sessualità o sull’identità di genere della vittima. “Approvare una legge così delineata significherebbe diminuire paure e diversità allargando i diritti. A questo sarebbe certo funzionale anche un’approvazione del ddl sulle unioni civili”: concludono i due esponenti Idv toscani.

«Tra pochi giorni affronteremo in Parlamento, iniziando dal Senato, la legge sulle unioni civili e sono felice della presa di posizione dei sindaci dell'empolese Valdelsa a sostegno della iniziativa parlamentare che come PD, non da soli, stiamo portando avanti in Parlamento -interviene anche la senatrice Laura Cantini- Questa iniziativa ci aiuta e ci sprona ad andare avanti. Ancora una volta la nostra area si caratterizza per coesione, coraggio e lungimiranza». E’ un appuntamento importante perché in Italia servono riforme e atti concreti in tutti i campi, anche in quello dei diritti civili. Infatti l'Italia negli ultimi venti anni si è fermata a causa di veti incrociati e leggi che non hanno consentito una reale governabilità. Il paese si è bloccato e in tanti campi siamo divenuti il fanalino di coda in Europa. Ecco perché oggi bisogna superare lo stallo e passare dalle parole ai fatti. Il testo che arriva in aula è il frutto di un lungo lavoro di mediazione e di limatura, per evitare che anche questa volta la discussione diventi, come solo in Italia avviene, occasione per conflitti e guerre di religione. Purtroppo la discussione di questi ultimi giorni pare prendere proprio questa brutta piega. Infatti tutto il dibattito si sta accanendo su un punto della legge, quello che riguarda la possibilità di adozione del figlio legittimo del partner. Cioè riconoscere con lo strumento giusto, quello della legge, un diritto che oggi viene contemplato in tutta Europa e praticamente anche in Italia a tutte le coppie che ricorrono al giudice. Cioè la norma che abbiamo scritto nel cosiddetto testo Cirinnà sulla stepchild adoption è già una mediazione: infatti non si riconosce a queste coppie la possibilità di ottenere l’assegnazione dei bimbi posti in adozione. Inoltre la legge non modifica le norme sulla maternità surrogata, queste pratiche sono e restano vietate in Italia dalla legge 40. Sono pratiche a cui ricorre una piccolissima minoranza di coppie andando all’estero, e tra l’altro prevalentemente eterosessuali. Perciò, nessuno scontro tra laici e cattolici, ma solo la volontà di consentire che i diritti più elementari, come quelli della assistenza e della cura, possano essere goduti da tutti e in particolare dai bambini così come i doveri possano essere estesi a tutti coloro che svolgono funzioni genitoriali».

Esprimere piena condivisione dei contenuti del disegno di legge Cirinnà, che regola le unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina le convivenze. Questo l’obiettivo della mozione illustrata all’Aula dalla consigliera regionale Alessandra Nardini, Pd. “Si auspica – ha detto – la tutela dei diritti dei cittadini che ancora non vengono riconosciuti”. Nardini si è soffermata a parlare della “stepchild adoption”. “Credo che su questo argomento non si debba tornare indietro. Si tratta della possibilità, per il compagno/a del padre/madre naturale, di adottare un figlio dell’altro, per concedere tutele e garantire il diritto alla continuità affettiva. Questi bambini vanno tutelati”. E ancora, ha proseguito Nardini: “Non si introduce l’adozione per le coppie omosessuali, né si incentiva l’utero in affitto. Si tratta di un istituto giuridico che in Italia esiste già dal 1983, ma viene applicato solo alle coppie eterosessuali e che, con il ddl Cirinnà, si estende anche a quelle omosessuali”. Il documento, al termine del dibattito consiliare, è stato approvato a maggioranza con i voti del Pd, eccetto quello del consigliere Paolo Bambagioni, e del M5S. Il gruppo Sì - Toscana a Sinistra si è astenuto, contro si sono espressi Lega Nord, Forza Italia e FdI.

“I diritti sono dei singoli – ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli – e non delle categorie. Parlare dei diritti delle coppie di fatto è secondo me un errore. Ci sono i diritti dei singoli, degli uomini e delle donne a prescindere dall’orientamento sessuale. Se si parla dei diritti di coppia si crea discriminazione per chi coppia non è”. “Con il Cirinnà – ha aggiunto Donzelli – si va a stabilire il principio che si può smantellare il ‘favor familiae’, perché è superato dai tempi di oggi. Siccome però, per tenere in piedi il sistema dal punto di vista economico e sociale, è necessario poter prevedere dei nuclei fondanti dal punto di vista sociale, occorre una proposta per dare alle coppie che non sono famiglia dei figli”.

“Questa mozione – è intervenuta la consigliera Elisa Montemagni, Lega Nord - non è di competenza regionale”. “Bisogna lavorare per tutelare il minore prima di tutto. Chi pensa ai diritti dei bambini, del padre e della madre?”.

“Ci siamo astenuti oggi in Consiglio Regionale sulla mozione portata dal PD sul tema delle unioni civili per un semplice motivo: esprimeva pieno sostegno al disegno di legge attualmente al Senato, un testo pasticciato che già rappresenta un gioco al ribasso del Governo e che è minacciato di ulteriore impoverimento, con lo stralcio della stepchild adoption” affermano Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì Toscana a Sinistra. “Ogni giorno che passa, la proposta di legge Cirinnà perde pezzi, peggiora, si svuota”. “Il rischio è che, una volta approvato così com’è, si chiuda per un tempo indefinito ogni ulteriore dibattito sul pieno riconoscimento dei diritti civili tra coppie omosessuali ed eterosessuali”. “La nostra è una battaglia diversa, cioè quella dell’estensione a tutti i cittadini, indipendentemente dall’orientamento sessuale, dell’istituto del matrimonio civile, con tutti i diritti e gli obblighi ad esso correlati”. “Su questa battaglia ancora non ci arrendiamo”. “Vogliamo un Paese in grado di allinearsi alle posizioni più avanzate degli altri partner europei, è successo in passato su altri temi quali il divorzio e la chiusura degli Istituti pischiatrici ed è la richiesta che ci arriva dalla stessa società civile”. Aggiungono Fattori e Sarti: “Questo è un paese in cui mancano gli asili nido o in cui gli asili costano troppo, è un paese in cui manca qualsiasi garanzia di continuità di reddito per le donne che non hanno un lavoro garantito”. “Alla destra che parla di attacco alla famiglia diciamo che il vero nemico della famiglia è questa mancanza di welfare e non certo i matrimoni o le adozioni di coppie omosessuali”. “Queste posizioni sono frutto di pregiudizio e di arretratezza culturale.” Concludono Fattori e Sarti: “Questo sabato ci sarà una grande mobilitazione nazionale in tantissime piazze d’Italia, e noi ci saremo, con tanto di orologi e sveglie”. “E’ infatti convocata una manifestazione per dare la sveglia ad un mondo politico che fino ad ora ha fatto finta di non vedere e non sentire, in un grave silenzio che pone l’Italia come fanalino di coda in Europa su questa questione”. “La Regione Toscana si faccia davvero protagonista in questa battaglia, in continuità con la propria tradizione di civiltà e rispetto dei diritti di tutti gli individui.”

Redazione Nove da Firenze