Cinema: “I morti non muoiono” di Jim Jarmush

Il regista americano incontra la cultura zombie. Horror, ironia e denuncia sociale in una “classica” storia di morti viventi. Un cast stellare: Bill Murray, Steve Buscemi, Danny Glover e Tilda Swinton


Il tema dei morti viventi ha avuto a partire dal film di George Romero del 1968, una straordinaria fortuna dando origine a molti film e a serie televisive di culto. Questo sottogenere cinematografico è stato attraversato da letture drammatiche e anche da interpretazioni comiche. Adesso la visione di Jarmush con “I morti non muoiono “ sembra muoversi in un ambito che pur partendo da un istituzionalizzato e classico contesto horror, procede con ironia verso una metafora della civiltà contemporanea. L’abuso spropositato delle risorse del pianeta ha provocato la frattura della calotta polare e lo spostamento dell’asse terrestre. Questo comporta un cambiamento irreversibile del ciclo giorno/notte, una schizofrenia acuta degli animali e, ben più sconcertante, il risveglio dei morti dal riposo eterno. A Centerville, piccola cittadina dell’Ohio, prima scompaiono gli animali, poi i morti cominciano a uscire dalle tombe. A difendere l’ordine ci sono soltanto Cliff Robertson (Bill Murray), capo della polizia, e gli agenti Mindy Morrison (Chloë Sevigny) e Ronnie Peterson (Adam Driver), coadiuvati dall'eccentrica direttrice delle pompe funebri (Tilda Swinton.)

I cittadini di Centerville sono costretti a chiudersi in casa per sopravvivere mentre gli zombie oltre a nutrirsi di esseri umani ripetono ciò che facevano in vita: cercano cellulari e game boy, chardonnay e caffè, accessori di moda e giocattoli. L'escalation di violenza è inarrestabile ma per il regista americano il tutto diviene il pretesto per una metafora pessimista, per un messaggio politico ben preciso. La nostra è una civiltà di morti viventi che stanno distruggendo lentamente la terra. Il film disegna una parabola discendente verso una fine ineluttabile, ritmata da una graffiante ironia. “I morti non muoiono “è un film particolare che ha un andamento lento, ottimi attori e molte citazioni dei classici film degli Zombie. Ma Jim Jarmush arrivato relativamente tardi a occuparsi del tema dei morti viventi non riesce del tutto a convincere. Il film, pur ricco di omaggi cinefili e battute geniali, non riesce del tutto a decollare. Il ritmo non è sempre adeguato e la storia risulta un'ennesima rivisitazione di un tema che neppure la genialità del regista americano riesce a rivitalizzare.

Alessandro Lazzeri