Chianti contro Poste: "Boicottiamo tutti i servizi"

Comuni, comitati civici, cittadini ancora una volta alleati e in prima linea nella battaglia contro Poste per chiedere l’eliminazione del piano di razionalizzazione che dal 7 settembre porterà alla chiusura e alla riduzione di 5 uffici postali nei Comuni di San Casciano, Tavarnelle, Greve, Barberino. Una nuova ondata di proteste è in arrivo a difesa degli sportelli della Romola, Marcialla, San Donato, Vico d’Elsa e Lucolena. A promuoverla le comunità e le amministrazioni comunali del Chianti, decise a non abbassare la guardia


Cittadini e Comuni del Chianti tentano il tutto per tutto contro Poste. Non cedono all’idea di vedersi abbandonati, di lasciarsi sottrarre un servizio ritenuto indispensabile per la tenuta sociale della comunità, fondamentale soprattutto nelle aree decentrate e montane dove risiede un’alta percentuale di popolazione anziana. Mentre lo spettro della data di chiusura degli sportelli, fissata per il 7 settembre, si avvicina la protesta contro il piano di razionalizzazione che vede la chiusura di 54 uffici in tutta la Toscana tra cui tre nell’area del Chianti non solo è decisa a salire ma ad assumere tinte forti e sempre più estese e diffuse. Per il destino di Lucolena, località montana del Comune di Greve in Chianti dove alla vigilia di Ferragosto si è tenuta un’assemblea nella sala del Circolo Arci, il sindaco Paolo Sottani nutre forte preoccupazione. “Un giorno di apertura settimanale - commenta - corrisponde in realtà ad una chiusura mascherata perché non assolve minimamente ai servizi della frazione che risulta priva di sportelli bancari e di qualsiasi altro servizio pubblico”. L’azienda ha deciso infatti una riduzione di orario da tre a un solo giorno di apertura al pubblico. “Lucolena é la frazione più montana del nostro territorio – prosegue il sindaco - e dovrebbe avere un'apertura almeno di diciotto ore alla settimana; come si fa ad ignorare che l’ufficio postale più vicino dista a 12-17 Km dalla frazione e a non riconoscere la funzione sociale dello sportello e la necessità di mantenere lo stesso livello del servizio; ribadisco che l'ufficio postale è l'unico della frazione, non sono presenti filiali bancarie e servizi analoghi”. Su richiesta dei cittadini il sindaco grevigiano scriverà al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi per ribadire le motivazioni a sostegno della non chiusura dell’ufficio di Lucolena. A temere il rischio di isolamento, soprattutto per le fasce deboli della popolazione, è anche il sindaco di Barberino Val d’Elsa, Giacomo Trentanovi, pronto a sostenere l’iniziativa di protesta che i cittadini e il Consiglio di frazione di Marcialla, presieduto da Simone Lisi, hanno messo in piedi per mercoledì 19 agosto dalle ore 10 in occasione della fiera annuale legata alla festa patronale in piazza Brandi. “Perché la politica non dà cenno di voler cambiare le cose? – si domanda il sindaco Trentanovi - perché non ascoltare una voce di protesta reale e concreta che nasce dai cittadini e dai suoi bisogni? La nostra speranza è l’ultima a morire. Non manca molto ma crediamo ci sia ancora il tempo di rivedere la questione e perché questo accada siamo convinti ci voglia una volontà politica. Abbiamo sempre mostrato apertura al dialogo e al confronto a soluzioni alternative che non si limitassero a chiusure, siamo ancora disponibili, ma non accettiamo più la sordità imbarazzante che hanno mostrato fino a questo momento la politica, le istituzioni, eccezione fatta per la Regione Toscana e il Presidente Rossi, l’unico ad essersi messo al fianco dei Comuni e a sostenere le ragioni delle comunità”. Gli uffici postali inseriti nel piano di chiusura sono quelli di Marcialla (Barberino Val d'Elsa), San Donato in Poggio (Tavarnelle Val di Pesa) e La Romola (San Casciano Val di Pesa), mentre la riduzione di apertura interessa Lucolena (Greve in Chianti) e Vico d'Elsa (Barberino Val d'Elsa).

Dopo aver annunciato l’intenzione di occupare il presidio postale di via Treggiaia, i cittadini della Romola hanno aderito numerosi alla fiaccolata organizzata ieri sera dal consigliere comunale Sandro Matteini cui hanno partecipato anche i rappresentanti del Comitato civico contro la chiusura degli uffici postali. “Poste, noi non dormiamo – ha dichiarato il consigliere comunale Matteini - continuiamo la nostra protesta, convinti di subire una grave perdita di servizio pubblico, insieme a noi, anche la Regione, Anci, Uncem e il Comune, che ha intrapreso un nuovo ricorso al Tar, la via giudiziaria rimane la nostra possibilità più concreta di fermare questa decisione insensata". Il caso del Chianti contro Poste approda anche in Europa. Il consigliere comunale si è mosso infatti per attivare una procedura di petizione al Parlamento Europeo "che tutti possono sottoscrivere e condividere dal sito ufficiale". Insieme alle comunità, i sindaci del Chianti continuano a ribadire la loro contrarietà al piano di chiusura degli uffici postali, sulla base del solo calcolo di economicità del servizio. Il primo cittadino di Tavarnelle David Baroncelli lancia un appello ai cittadini. “Dobbiamo fermare Poste e questo piano scellerato – dichiara il sindaco - che rischia di isolare le nostre comunità e privare di un servizio fondamentale soprattutto le fasce deboli della popolazione come gli anziani, invito i cittadini a cessare ogni rapporto con Poste togliendo libretti e chiudendo conti correnti, dobbiamo essere noi a lasciare sola l'azienda e non il contrario". Anche il sindaco di Barberino Val d'Elsa, Giacomo Trentanovi rilancia la battaglia a tutela dello sportello di Marcialla. "Chiedo ai cittadini - di fare la loro parte con un gesto concreto, li invito a sottoscrivere la disponibilità a togliere ogni risparmio da Poste e a non usufruire più dei servizi erogati dall'azienda". Anche a Greve, nonostante il clima ferragostano, il sindaco Paolo Sottani, è deciso ad alzare i torni della protesta. "La nostra battaglia corre sul binario legale, come abbiamo fatto in precedenza, e utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione, nel rispetto della legge, per bloccare questo piano in accordo con la Regione Toscana, Anci, Uncem, i Comuni e le rappresentanze associative dei Comuni”.

Redazione Nove da Firenze