Carceri: il digiuno di Corleone riprende lunedì e martedì

Il garante dei detenuti della Toscana accoglie con favore le numerose dichiarazioni di solidarietà. “Il presidente Enrico Rossi mi ha comunicato che ha programmato una visita a Sollicciano”. Grassi, Verdi e Trombi (Frs): “Pieno sostegno alla iniziativa che ha posto nuovamente all'attenzione di tutti, il tema”


Si è conclusa la prima fase dell’iniziativa lanciata dal garante regionale dei detenuti, Franco Corleone, per sollecitare l’attenzione sulle questioni della riforma del carcere e in particolare sul disagio psichico. Un digiuno per sensibilizzare, contribuire a salvare la riforma che ha chiuso gli Opg e offrire attenzione a chi è detenuto e ha problemi psichiatrici. “Sono molto soddisfatto per le tante espressioni di solidarietà, condivisone e apprezzamento che si sono manifestate in questi giorni. Sia da parte di cittadini che di associazioni e personalità”, dice Corleone: dai consiglieri comunali di Livorno (Andrea Raspanti e Giovanna Cepparello) e di Firenze (Stefano Di Puccio), dal cappellano di Sollicciano don Vincenzo Russo, a Paolo Hendel e l’associazione ‘Progetto Firenze’, al presidente della Camera penale di Livorno, Nando Bartolomei. Il garante è molto soddisfatto anche dell’interessamento manifestato dal presidente della Regione, Enrico Rossi, “che ha programmato una visita a Sollicciano proprio per superare i ritardi nell’attivazione di un’articolazione psichiatrica che non dovrà essere una sezione carceraria, ma un luogo con gestione sanitaria prevalente, se non esclusiva – spiega Corleone – . In questo modo, si attuerà nei fatti la previsione che incomprensibilmente è rimasta nel cassetto”. Il garante ha annunciato che lunedì e martedì sosterrà altri due giorni di digiuno, “per mantenere viva l’attenzione su una vicenda che non può essere confinata nel silenzio. Siamo tutti in attesa – chiude Corleone – della pubblicazione dei decreti che sono sopravvissuti alla decimazione, per verificare quanto di positivo comunque vi sia”.

“Intendo manifestare la mia piena condivisione degli obiettivi dell’iniziativa del garante regionale dei detenuti, Franco Corleone, che ha intrapreso un’azione nonviolenta, digiunando per tre giorni, allo scopo di sollevare l’attenzione sulla drammatica situazione delle carceri in Toscana -dichiara Vincenzo Russo, Cappellano di Sollicciano- Come cappellano del carcere di Sollicciano vivo con sgomento il cronicizzarsi di situazioni di degrado che in qualunque altro luogo della città sarebbero considerate da tutti intollerabili. A fronte dei pur lodevoli sforzi compiuti ogni giorno dalla direzione, dal personale addetto e dai volontari, i problemi strutturali restano enormi, la rieducazione impraticabile e l’assistenza sanitaria, già insufficiente, è drammaticamente inadeguata a fronteggiare il disagio psichico che colpisce necessariamente chi si trova ristretto in condizioni lesive della dignità umana”.

“Esprimiamo pieno sostegno all’iniziativa del garante regionale dei detenuti, Franco Corleone, che ha fatto tre giorni di digiuno e altri due ne farà nella prossima settimana per sensibilizzare la politica, le istituzioni e l'opinione pubblica sulla situazione delle carceri. La approvazione farsa della riforma carceraria del nuovo governo – sottolineano i consiglieri di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi, Donella Verdi e Giacomo Trombi – ha deluso chi ha creduto potesse essere data una svolta sul tema, a partire dal sovraffollamento, alla tutela dei casi psichici e alle misure alternative e attenuate della custodia carceraria. Speriamo che con gli strumenti a disposizione e con una applicazione puntuale la situazione non sia destinata a degenerare. La sicurezza, concetto abusato negli ultimi anni, si concretizza anche nel reinserimento nella società di coloro che escono dal carcere dopo aver scontato la propria pena, e dalla riduzione dei casi di recidiva, non solo nel risultato di trovare un posto per chiunque delinque dentro le strutture carcerarie, casomai, come qualcuno vorrebbe, a vita. Così ci si dimentica dea funzione rieducativa della detenzione, del costo sociale ed economico che ogni carcerato ha sulle tasche della popolazione e del diritto costituzionale, anche se in carcere, di avere dignitose condizioni di vita. Urgono risposte a livello nazionale ma anche locale dopo che lo scorso anno, in occasione della seduta del Consiglio in carcere, l'allora esecutivo aveva promesso tanti interventi, solo in parte realizzati. Bisogna capire su Firenze, dal nuovo Ministro cosa sarà salvato e cosa cestinato delle promesse del precedente esecutivo? Noi, nel frattempo, chiederemo al Presidente Ceccarelli e agli altri capogruppo – concludono gli esponenti di Firenze riparte a sinistra – che avvenga entro l'anno la relazione del garante comunale in Consiglio, prevista dallo statuto, come momento di riflessione e indirizzo alla giunta sul tema del carcere e della struttura di Sollicciano”.

Redazione Nove da Firenze