Carcere di Sollicciano, ora d'aria sospesa per danni strutturali

Per precauzione sarebbero stati chiusi tutti i passeggi


 "Nel carcere di Sollicciano è stata sospesa l’ora d’aria. Da parecchi giorni, infatti, a causa di un crollo strutturale in uno dei passeggi sono stati chiusi tutti e tredici i passeggi interni" segnala Massimo Lensi, Associazione Progetto Firenze. 

"Donne e uomini ristretti nel carcere fiorentino sono quindi costretti a rimanere al chiuso delle celle per ventiquattro ore anche nel periodo delle ondate di caldo intenso, senza la possibilità di usufruire delle quattro ore d’aria previste dal regolamento. Dopo il crollo, avvenuto qualche giorno fa e un sopralluogo dei tecnici del Prap, la direzione a titolo precauzionale ha deciso di chiudere tutti i passeggi e non solo quello dove è avvenuto il cedimento strutturale". 

"Fonti interne al carcere riferiscono che la situazione sta diventando critica. Il clima oltre che caldo per motivi meteo è intriso d’irritazione e preoccupazione. Una situazione pericolosa in un’istituzione totale come il carcere dove sussiste il controllo operato dall’alto sui soggetti membri e qualsiasi alterazione alla difficile vita quotidiana provoca un’inevitabile reazione. A volte imprevedibile. Già i percorsi di rieducazione e risocializzazione sono difficili nel carcere fiorentino, ma è certo che l’ulteriore aggravamento delle sue condizioni strutturali non aiuta né i detenuti, né la direzione, né il corpo della polizia penitenziaria né gli operatori".

Progetto Firenze ritiene necessario "lanciare un forte allarme e chiedere alle autorità competenti di risolvere con urgenza il problema, ripristinando velocemente la normale procedura di accesso all’ora d’aria nei passeggi. Il carcere è parte della città, e come tale deve essere considerato da tutti, cittadini e autorità competenti. Il carcere per uscire dal ghetto in cui si trova deve essere vissuto insieme".

"Ogni estate per il carcere di Sollicciano è un problema. Un anno dopo se possiamo gioire per il funzionamento dei ventilatori, che lo scorso anno furono donati e che non potevano funzionare per le difficoltà connesse al sistema elettrico della struttura, quest'anno una nuova, e forse ancor peggiore, situazione coinvolge tutte e tutti i detenuti, di ogni sezione: i passeggi, dove alcune ore al giorno potevano uscire, sono stati repentinamente chiusi dopo il crollo in un solo cortile del muro. - afferma il Capogruppo di Firenze riparte a sinistra, Tommaso Grassi - Grave la situazione che perdura da qualche settimana, e obbliga a rimanere in cella senza poter uscire."
"Si tratta di condizioni inaccettabili in un carcere che possa definirsi dignitoso. Non si comprende come mai ben consapevoli delle temperature a cui le celle, piccole e sovraffollate, possono arrivare a toccare si sia voluto chiudere tutti i passeggi in via precauzionale. Impossibile non supporre che la permanenza al chiuso di uomini e donne possa avere anche ripercussioni negative sul clima dei rapporti sia di chi è detenuto che verso il personale che ci lavora, sia che questo sia della polizia penitenziaria, che sanitario o educativo. Si tratta quindi di una vera emergenza che non va in alcun modo sottovalutata dalle autorità."
"Chiediamo quindi a Comune, Regione e istituzioni carcerarie di attivarsi immediatamente per risolvere la situazione che stanno vivendo uomini e donne, recluse per i loro reati, ma a cui è riconosciuto il diritto di quattro ore al giorno poter uscire. Al Comune ricordiamo che il carcere è parte del nostro territorio e come tale chi vi è recluso ha diritto all'attenzione dell'amministrazione comunale in questi momenti. Non è certo nuovo il problema strutturale al carcere di Sollicciano, ma non può neppure essere la scusa per paura di non saper gestire adeguatamente la sorveglianza, che già deve subire una drastica riduzione rispetto all'organico e il cui personale risulta minore nel periodo estivo, per sottrarre un diritto ai detenuti e obbligarli a rimanere nei pochi metri quadrati a disposizione nelle celle con questo caldo torrido."

Redazione Nove da Firenze