Car sharing: non sono tutte elettriche le auto da condividere fra privati

Amato (Alternativa Libera): "Inaccettabile che 800 auto non ecologiche possano entrare nel centro storico". Grassi: "L'accesso e la sosta in centro è un privilegio che non può essere regalato dal Comune, tanto meno a mezzi inquinanti"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
18 agosto 2016 00:34
Car sharing: non sono tutte elettriche le auto da condividere fra privati

Una mobilità condivisa, a zero emissioni, basso prezzo e a disposizione di tutti. Questa dovrebbe essere la novità, che permette a piccole e medie imprese, così come a chi vive in città, di risparmiare, ridurre i consumi di carburanti fossili e abbattere l’inquinamento.

“E' inaccettabile che col car sharing si dia la possibilità di far entrare 800 auto non ecologiche nella ztl, meglio autorizzare solo vetture elettriche”. Così Miriam Amato, consigliera di Alternativa Libera, interviene in merito alla possibile proroga al 2020 da parte del Comune del bando del car sharing, che porterebbe da 600 a 1000 le auto a noleggio, di cui solo 200 elettriche. "Il car sharing viene usato in particolare per entrare in auto nella ztl ed è per questo che ha avuto il boom a Firenze - sottolinea la consigliera - e se si autorizzano altre 400 auto lo smog e il traffico aumenteranno in ztl".

Amato rincara la dose: "Ha ragione il Centre for Research on Energy and Environmental Economics and Policy delle Bocconi a contestare il fatto che le auto usate (tranne quelle elettriche) non sono di ultima generazione, dal punto di vista delle emissioni, ma solo Euro 5 invece di Euro 6. E, potendo girare anche in Ztl, in realtà corrono il rischio di aumentare il livello di Co2". E la consigliera annuncia una prossima iniziativa: "Presenterò una mozione in Consiglio perchè si faccia chiarezza sul car sharing - conclude Amato - così che l'amministrazione comunale non faccia l'ennesimo bluff sula politica antismog".

“Prima di concedere la proroga ai gestori fino al 2020 delle concessioni del servizio di car sharing da parte del Comune si sarebbe dovuto procedere a valutare se -interviene il capogruppo di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi- che non possono che far piacere, non fosse stato possibile chiedere modifiche e miglioramenti al servizio stesso nell'interesse di tutti coloro che giornalmente usano questo mezzo per muiversi in città, aumentando gli introiti per le casse comunali rispetto ai guadagni del privato o introducendo tariffe speciali per alcune categorie di utenti e per migliorare la qualità dell'aria rendendo meno inquinante il parco macchine in circolazione.

Si annuncia un aumento della.flotta delle.vetture ma non.sembra esser introdotta alcuna modifica al.sistema esistente: perché non estendere le tariffe praticate dall'operatore Sharen'go per le donne sole la sera o prevedere forme di abbonamento per chi effettua i tracciati casa scuola o casa lavoro ogni giorno? Oppure perché non si è utilizzato il gran risultato fiorentino per porre fine all'accesso e la sosta in centro storico a qualunque tipo di mezzo, peraltro a costo zero per il privato, che con 600euro annui ad auto si.compra un privilegio che non puo’ essere regalato dal Comune, tantomeno a mezzi inquinanti?"

Sostenere lo status quo e rinunciare ad analizzare il rapporto costi/benefici del servizio e di valutare quello che al privato può derivarne sarebbe un errore. E’ per questo che se lo sviluppo di un vero e proprio carsharing che potesse superare il progetto preesistente che aveva solo postazioni fisse e un numero limitato di auto sarebbe stato un obiettivo condivisibile (e lo dimostra che anche nel nostro programma elettorale alternativo a quello di Nardella ne facevamo esplicito riferimento), le auto proposte dal partner privato, però va sottolineato, non sono né nella totalità e neppure le auto destinate al centro storico ad alimentazione o ibrida o elettrica così da consentire il transito salvo casi d’emergenza con alimentazione a impatto ed emissioni zero.

Questo non può che evidenziare come l’aver concesso non più solo l’accesso e il transito ma anche la sosta gratuita alla ZTL per i mezzi senza chiedere neppure un euro in più si trasforma in un mancato disincentivo ad acquistare nuovi mezzi elettrici o comunque ibridi”.

“Peraltro siamo di fronte ad un servizio che sta riscuotendo un ottimo risultato e che sta andando a gonfie vele come riconosciuto dalla stessa amministrazione comunale e quindi questo regalo d’estate è davvero difficilmente comprensibile, anche se presentato sotto forma di proposta. Sopratutto l’accesso al centro storico deve essere tutelato e ridotto al massimo ai mezzi privati e a quelli più inquinanti: perché non è stato chiesto al privato se voleva rendere più appetibile il proprio servizio ai frequentatori del centro, di ampliare o sostituire la propria flotta vetture con mezzi elettrici o a zero emissioni? Così si sarebbe mandato un positivo messaggio culturale e ambientale ai fiorentini e alla cittadinanza. Questa sarà la nostra proposta per il futuro”.

“Se l’uso del carsharing in città e nelle zone dove è libera la circolazione deve sempre più essere incentivato e diffuso per consentire alle famiglie di ridurre i mezzi inquinanti in circolazione o per lasciare sempre più spesso l’auto a casa, nelle zone a traffico limitato deve essere utilizzato per consentire un accesso più agevole se si utilizzano mezzi non inquinanti: altrimenti ci si trova davanti ad un paradosso sulle modalità d’accesso alla ZTL che non sono piu’ basate sulla tipologia di mezzo usato ma si crea una divisione tra chi potendo permetterselo userà il carsharing e inquinando potrà accedere ovunque in centro e chi invece non potrà avere questo privilegio". 

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