Capitale della cultura 2021: rinviata al 30 giugno la presentazione del dossier

Il Sindaco di Volterra scrive al Ministro Franceschini e propone un patto fra le città candidate e Parma. Salgono a 69 gli aderenti al Comitato di Pisa


Con un decreto emanato dal Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo è stato ulteriormente modificato il bando per il conferimento del titolo di Capitale italiana della cultura per l’anno 2021: la scadenza per la presentazione dei dossier di candidatura, prevista per oggi 13 marzo, è stata prorogata al 30 giugno del 2020. Il rinvio al 30 giugno della data di presentazione del dossier di candidatura come Capitale Italiana della Cultura 2021 da parte del MIBACT era prevedibile, vista la situazione che si sta determinando a livello internazionale.

Fino a questo momento, Volterra ha già svolto un lavoro importante nella stesura del dossier, il quale sarebbe potuto essere spedito al MIBACT. Tuttavia, avendone la possibilità, si continuerà a lavorare ai contenuti, alle idee e ai progetti consolidandoli sempre più fin dalle prossime settimane. Il Sindaco propone che tale possibilità sia data anche alle città che già hanno consegnato il dossier; che anche a queste, cioè, siano concessi gli stessi tempi messi in campo dalla proroga. Come espresso dal Sindaco di Volterra in una lettera indirizzata al ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini, ad Antonio Decaro, Presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani e al Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, sarebbe importante se il MiBACT intervenisse per capire se sussistono le condizioni per rendere Parma la Capitale Italiana della Cultura del prossimo anno, favorendo così il rilancio della città, attraverso il dispiegamento effettivo delle risorse, degli eventi e delle manifestazioni di Capitale della Cultura. A questo riguardo, occorre avere notizie precise rispetto ad un eventuale spostamento di Parma Capitale al 2021 che porterebbe con sé un necessario automatismo nello spostamento al 2022 del titolo da assegnare quest'anno per Capitale italiana della Cultura relativamente alle città che hanno già manifestato l'interesse a candidarsi.

“Per rispetto di quanti hanno svolto un grande lavoro”, dichiara il Sindaco di Volterra Giacomo Santi, “bisogna avere rassicurazioni in maniera chiara e precisa su tempi e modalità dello slittamento di un anno, e in particolare che tutte le città che avevano espresso la volontà di candidarsi per il 2022 non rientrino nella competizione per l’anno in oggetto, ma slittino a loro volta nel 2023. Anche questo è un modo concreto per darsi un abbraccio, per ripartire insieme, per essere al centro della futura rinascita del nostro paese e del mondo intero, attraverso cura, cultura, arte e bellezza. Ognuno farà la propria parte, insieme”.

«Il Comune di Pisa, insieme al Comitato promotore - dichiara l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani - ha già elaborato il dossier di candidatura che era pronto per essere presentato oggi. Questi ulteriori mesi di proroga saranno l’occasione per coinvolgere ulteriormente le associazioni culturali della città, gli enti del comitato promotore che può essere ancora allargato e creare nuove occasioni di condivisione. Ovviamente quando questa emergenza sanitaria nazionale sarà alle spalle».

L’articolo 2 del decreto modifica anche i termini procedurali riferiti ai lavori della Giuria, che esaminerà le candidature regolarmente pervenute entro l’11 settembre 2020 selezionerà un massimo di 10 progetti finalisti ed entro il 12 ottobre raccomanderà al Ministero, corredando la proposta da una relazione motiva, il Comune, la Città Metropolitana o l’Unione dei Comuni più idonea a essere insignita del titolo di “Capitale italiana della cultura” per l’anno 2021.

Redazione Nove da Firenze