Sanità: non si placa la polemica sulla rimozione della Calamai

I vertici regionali di Forza Italia Mugnai e Marchetti: «il licenziamento della dirigente è una sconfessione del ventennio di Rossi». Il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi) proporrà ai capigruppo del Centrodestra di presentare una mozione congiunta di sfiducia


Firenze– “Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi venga a riferire in aula riguardo il licenziamento della responsabile del dipartimento alla Salute, Monica Calamai. Vogliamo sia fatta piena chiarezza sulla vicenda”. Così il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Andrea Quartini a margine della conferenza stampa avvenuta questa mattina nella sede del Consiglio in via Cavour 4 a Firenze.

«Dopo quasi vent’anni che Enrico Rossi, prima da assessore e poi da governatore, di fatto è il Gran Burattinaio della sanità toscana ormai lo si sa: quando annaspa esce di senno e si rende protagonista di gesto di puro discontrollo che più hanno a che fare con la sua indole che col buon senso amministrativo. Nel caso specifico della rimozione di Monica Calamai dal verticissimo della sanità regionale, Rossi altro non fa che sconfessare l’impostazione che lui stesso ha impresso al settore e di cui Calamai è stata senz’altro la più attenta esecutrice. Politicamente prendiamo atto del tafazzismo del governatore che fa dei suoi bracci armati di lungo corso dei capri espiatori». La considerazione arriva dai vertici regionali di Forza Italia per bocca del Coordinatore regionale onorevole Stefano Mugnai e del Capogruppo in Regione Maurizio Marchetti che così commentano la rimozione di Monica Calamai da capo della direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione Toscana. «Negli anni – ricordano Mugnai e Marchetti – Rossi ha scelto Calamai per i ruoli chiave negli spazi apicali più delicati della Toscana. La manager si è sempre rivelata di tale efficacia nell’applicazione delle direttive di Rossi sulla sanità da aver ottenuto l’effetto schiacciasassi ovunque sia stata collocata. Livorno, Arezzo, Careggi poi in particolare e ora l’assessorato sono stati teatri di fughe eccellenti sotto la sua guida. La serialità di certe dinamiche difficilmente è un caso. In tutto ciò, però, per Rossi ha sempre rappresentato quasi una alter ego. Diciamo – riflettono i vertici regionali degli azzurri toscani – che Calamai, ovunque è stata collocata, ha prodotto alla sanità toscana tutti i danni che Rossi le ha chiesto di produrre. Lei così come gli altri protagonisti del cordone sanitario di cui il governatore si è sempre circondato e le cui sorti ha legato a filo doppio con le sue». «E infatti qui siamo al tramonto, come dimostrato anche dai Governance Poll pubblicati l’altro giorno dal Sole24Ore in cui il gradimento del presidente della Toscana precipita. Poteva Rossi tramontare da solo? Figuriamoci. Dopo di lui, secondo lui, ci dovrà essere il diluvio. Invece ci saremo noi, Forza Italia e il centrodestra, a rimboccarci le maniche per riaggiustare quanto lui, non le sue falangi, ha la responsabilità politica di aver sciupato», concludono Mugnai e Marchetti.

“La responsabile non può essere soltanto la dotto.essa Calamai, che certo non ha fatto un buon lavoro perché ha lasciato problemi ovunque, proporrò dunque ai capigruppo del Centrodestra di presentare una mozione congiunta di sfiducia al Presidente Rossi -dichiara il Consigliere regionale Paolo Marchesch (Fdi)- In Consiglio ho elencato gli ennesimi gravissimi errori che hanno messo in crisi l’efficienza e la credibilità di Careggi e della sanità toscana. Il siluramento della dott.ssa Calamai è l’ennesimo tentativo di Rossi di recuperare l’inesorabile caduta della sanità toscana.Della Calamai non ricorderemo molto se non il fatto che dove è stata ha generato conflitti, strascichi e veleni, ma certamente non assolve la direzione politica che le è stata imposta dal duo Rossi-Saccardi che, loro sì, saranno ricordati per aver prodotto i 5 anni più terribili della storia della sanità toscana. Ma non è ancora finita per medici infermieri e operatori del settore, che hanno patito per la propria professionalità, ma sopratutto per i pazienti, che hanno sofferto gravi disservizi. Manca un anno e poi davvero, quando la Sinistra andrà a casa, inizierà la fase del rilancio delle nostre eccellenze mediche fin troppo umiliate” conclude Marcheschi.

Redazione Nove da Firenze