SPC: "Control Room del traffico? Non esistono Grandi Fratelli buoni"

I consiglieri Bundu e Palagi criticano l'idea del sindaco Nardella che vuole prendere spunto da Mosca per migliorare sorveglianza e sicurezza in città. "Occorre un modello intelligente, trasparente e in mano alla dimensione pubblica". Nuovo affondo su Alia


“La scelta delle parole da parte di questa Amministrazione ci lascia un senso di preoccupazione su quali siano i progetti per la 'sicurezza' della città. L'espressione “Grande Fratello buono” accompagna ora la Control Room. Nel migliore dei casi ci pare si sia di fronte a una condizione di ingenuità, ma l'inconsapevolezza è un lusso non sostenibile per chi governa". Parole dei consiglieri di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi, che proseguono: "Abbiamo già verificato come non ci sia voglia di approfondire il tema dell'utilizzo dei dati da parte di Facebook, a cui verranno regalate molte informazioni promuovendo Whatsapp come strumento per il controllo di vicinato. Adesso un viaggio a Mosca diventa l'occasione per rilanciare un sistema di videosorveglianza e controllo, anche se limitatamente al traffico. La Russia è per gli studiosi un Paese in cui si analizzano le sperimentazioni in negativo delle nuove tecnologie, a danno della tutela dei diritti dell'utenza. Non vogliamo qui entrare nel merito della democrazia russa (anche se sono recenti le polemiche del Partito Democratico, in cui i rapporti della Lega con quel paese era elemento di attacco). Limitiamo a esprimere perplessità per aver letto di un Grande Fratello buono all'ombra del Cremlino...".

Bundu e Palagi passano dalla critica alla proposta: "Occorre un modello di città intelligente, trasparente e in mano alla dimensione pubblica. Nessun grande fratello, ma una rete amministrativa dotata di strumenti adeguati, coordinata a livello internazionale con chi fa delle nuove tecnologie un ambito di sperimentazione fuori dal mercato. Altrimenti – concludono sull'argomento i consiglieri di Sinistra Progetto Comune – il costante controllo dei gesti quotidiani diventa occasione di profitto per le grandi aziende. Il tutto viene fatto per provare ad alleviare il senso di insicurezza della Città? Questo per noi, dati alla mano, ha una matrice sociale e non correlata ai reati (quasi sempre in diminuzione). Anche sulla mobilità e sul traffico andrebbe fatto un ragionamento complessivo, senza limitarsi a rimanere incantanti rispetto a quello che sembrano promettere un'app e una rete informatica”.

Bundu e Palagi intervengono anche su Alia. “La stampa ci informa che Alia cambia logo, cosa già fatta sul sito, mentre a breve dovrà provvedere anche su mezzi, uniformi e sedi. Ma perché – si domandano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune – questo cambiamento, come non ci fossero altre cose da fare? Tanto nella trasmissione di Controradio di pochi giorni fa, quanto sull'articolo di Repubblica di oggi, pare però ci si trovi di fronte a un “mistero”, a cui l'Azienda ritiene di non dover dare risposte. Ma possiamo accettare, da cittadini e azionisti principali, tali silenzi di circostanza? No, e per questo presenteremo un'interrogazione, come fatto qualche giorno fa sul tema delle bioplastiche. Porremo le questioni – sottolineano  – anche la settimana prossima in Commissione Controllo, dove è stata convocata Alia, ma alla città deve arrivare una presa di posizione chiara da parte dell'Amministrazione, oltre a un'individuazione di responsabilità e soluzioni. Non possiamo accettare, come cittadini, come utenti e come azionisti, che le politiche di Alia ci vengano comunicate tramite “voci informali”, concludono Antonella Bundu e Dmitrij Palagi. 

Redazione Nove da Firenze