​Bitcoin: luci e ombre sul successo della criptovaluta

Dopo il boom dello squeeze su GameStop, l’interesse degli investitori sembra essere totalmente catturato da un altro fenomeno straordinario: Bitcoin, la madre di tutte le criptovalute, si prepara ad un altro epocale salto


Bitcoin: luci e ombre sul successo della criptovaluta

Dopo il boom dello squeeze su GameStop, l’interesse degli investitori sembra essere totalmente catturato da un altro fenomeno straordinario: Bitcoin, la madre di tutte le criptovalute, si prepara ad un altro epocale salto.

A fornire al Bitcoin il perfetto trampolino di lancio sembrano voler contribuire colossi come Tesla, MasterCard e Microsoft e, mentre si vocifera di un potenziale coinvolgimento anche della Apple, il BTC sfiora quota 49mila dollari.

Pagare con Bitcoin è una pratica che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo, specialmente in Italia e Europa dove i pagamenti in BTC o satoshi (un’unità di misura del Bitcoin utile per le micro-transazioni, dato che 1 satoshi equivale a 0,00000001 Bitcoin) possono essere legalmente impiegate per le transazioni.

L’impiego di applicazioni riconosciute e affidabili come bitqt si sta radicalmente diffondendo in virtù del fatto che il Bitcoin, così come altre criptovalute, non essendo riconosciuto come moneta a corso legale, non è soggetto a tassazione. A certificarlo è stata la causa C-264/14 della Corte di giustizia dell’Unione Europea, la quale ribadisce l’esenzione dall’IVA sulle transazioni in criptovalute da parte dei privati.

Per le aziende del settore, invece, sono dovute tutte le imposte normalmente previste.

Pagamenti in BTC: da MasterCard a Microsoft

Dopo il tweet di Musk, il quale ha dichiarato di aver investito 1,5 miliardi di dollari sul Bitcoin, è giunta anche la dichiarazione di Raj Dhamodharan, vice presidente esecutivo di MasterCard, il quale ha annunciato che i servizi della società si apriranno alla possibilità di effettuare transazioni in criptovalute sulla propria rete di pagamenti.

«Il nostro cambiamento di approccio e la decisione di aprire alle criptovalute- ha affermato Dhamodharan- permetterà a molti operatori di accettare pagamenti in divisa digitale. Questo consentirà di eliminare le inefficienze consentendo ad acquirenti e venditori di evitare i costi legati al dover andare avanti e indietro tra criptovalute e valute tradizionali per fare acquisti»

E mentre i BTC diventano accessibili anche sulla rete di pagamenti MasterCard, un passo simile lo aveva già compiuto nel 2018, ripristinando il servizio di pagamento dei prodotti sul Microsoft Store con i Bitcoin. Una forte incentivazione alla diffusione delle criptovalute che, stando a quanto prospettano gli analisti di Rbc Capital Markets, potrebbe coinvolgere anche Apple.

La società di rating, infatti, ha aumentato il target price della Mela del 25% prospettando una possibile partecipazione del colosso informatico al settore dei wallet in criptovalute. Una partecipazione che genererebbe una potenzialità di mercato di oltre 40 miliardi di dollari.

L’altra medaglia del successo Bitcoin: i pericoli e gli slogan facili

Il Bitcoin non è solo la prima criptovaluta ad aver visto la luce ma anche un simbolo: le storie sui leggendari investitori in Bitcoin divenuti, a distanza di una decina d’anni, più che milionari esercitano un enorme potere sulle persone in cerca di modi alternativi di ricavare profitti.

Questo ha permesso la creazione di un enorme insieme di realtà fraudolente che fanno leva proprio sul potere simbolico del Bitcoin: al suono di slogan facili come: “Bitcoin sta rendendo le persone ricche… E tu puoi diventare il prossimo milionario” queste frodi e truffe mirano a fare leva sulle ambizioni e sull’ignoranza delle persone per sottrarre loro i risparmi.

Pericolo, questo, sempre maggiore ma che può essere facilmente evitato controllando la liceità dell’azienda. Sebbene il Bitcoin, infatti, non sia riconosciuto come valuta a corso legale, le società che propongono servizi di exchange o wallet digitale devono comunque obbedire alla normativa europea (Direttiva Europea n.156 del 19/06/2018) e registrarsi presso le autorità competenti.

Redazione Nove da Firenze