Bio Street Good, a Palazzo Vecchio le start up Biologiche del futuro

Indagini di mercato, target di riferimento, studio del brand, food cost e menù, promozione del marchio attraverso i Social e le App dedicate


 Cibo biologico, giovani e nuove modalità di consumo per coniugare tradizione enogastronomica italiana e innovazione in termini di professionalità, luoghi ed offerta. Tutto questo in una start up ad hoc.

 Vincono i ragazzi dell'Università Ca' Foscari di Venezia con il progetto Foodpath incoronato oggi come la migliore proposta di start up per Bio Street Good, l'iniziativa promossa da EcorNaturaSì ed Apab. 

A Firenze gli studenti del master in "cultura del cibo e del vino" di Ca' Foscari si aggiudicano 30 mila Euro messi a disposizione da EcorNaturaSì per l'inizio della loro start up biologica.

L'assessore all'Ambiente Alessia Bettini in apertura della mattinata ha sottolineato l'importanza della cultura Bio non solo nell'ambito alimentare ed economico, ma da intendersi come ciclo vitale che tiene insieme varie componenti. Bettini ha ricordato il tema del cambiamento climatico portando ad esempio i fenomeni atmosferici che hanno interessato, e danneggiato, Firenze negli ultimi anni riconoscendo così il ruolo di salvaguardia che risiede nell'agricoltura biodinamica.
A chiusura della premiazione, Alessia Bettini ha invitato i presenti a credere nei progetti e nelle filosofie presentate "ognuno di voi ha peculiarità che meritano di essere valorizzate. Se il domani siete voi, l'Italia ha un grande futuro".

Il presidente della Giuria di esperti, Marco Burani, imprenditore nel settore Bio, ha riconosciuto la genialità delle proposte esposte nei 10 minuti a disposizione di ciascun gruppo e sottolineato come i progetti "Non sono destinati a restare in un cassetto. Possono essere sviluppati anche scambiando pareri e confrontando tra i partecipanti alcuni aspetti significativi che ognuno ha colto partendo dal proprio bagaglio di studi". La Giuria ha ritenuto il progetto FoodPath dell'Università Ca' Foscari meritevole per aver centrato il tema ed essere risultato sostenibile e funzionale.
Ottima anche la prova degli studenti fiorentini classificatisi al secondo posto con il progetto ChichiBio che ha visto collaborare gli istituti Peano, Buontalenti e Cellini-Tornabuoni. Al terzo posto il progetto StritGood, sempre dell'Università di Venezia.

Il progetto Bio Street Good promosso da EcorNaturaSì – il principale distributore di prodotti biologici e biodinamici in Italia - assieme all’istituto di formazione APAB ha portato in Sala d'Arme i progetti di start up cui hanno lavorato gli studenti delle Università Cattolica di Milano e Ca' Foscari di Venezia, nonché gli alunni degli istituti superiori fiorentini Peano, Cellini-Tornabuoni e Buontalenti, questi ultimi nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro realizzata grazie al contributo della Fondazione CR di Firenze, con la collaborazione dell'associazione per l'agricoltura biodinamica, sezione Toscana.

Durante il percorso progettuale agli studenti è stata presentata da EcorNaturaSì la filiera del biologico specializzato, con lezioni in aula e visite nei punti vendita per approfondire gli aspetti legati alla commercializzazione e alla conoscenza dei prodotti biologici da parte dei consumatori. Durante il percorso realizzato in alternanza scuola lavoro, gli studenti degli istituti superiori si sono cimentati in simulazioni di attività lavorative, con il supporto di tutor con competenze didattiche e formative.

“Già dal 2015 NaturaSì promuove nelle scuole primarie e secondarie di primo grado il progetto ‘Coltivare la Terra per Coltivare i Pensieri’, che mira a coinvolgere i più giovani per stimolarli a riappropriarsi di un rapporto autentico con la terra e creare una comunità tra scuole, aziende agricole e famiglie - spiega Roberto Zanoni, direttore generale di EcorNaturaSì - per la prima volta EcorNaturaSì affianca giovani di istituti superiori e di diverse università italiane nella progettazione e realizzazione di una start up volta a favorire l'avvicinamento dei giovani al mondo del lavoro, in un percorso che mette in primo piano la conoscenza di una filiera economica sostenibile e l'importanza del cibo biologico per l'uomo e per l'ambiente”.

“I prodotti d’eccellenza dell’agricoltura biologica e le raffinate competenze gastronomiche – commenta Carlo Triarico, direttore dell’Istituto di Formazione APAB - rappresentano una nuova prospettiva professionale per le nuove generazioni. Occorre innovazione, inventiva e competenza imprenditoriale per farne un elemento esemplare dell’offerta alimentare italiana, che unisce la maestria dei contadini con quella dei cuochi".

L’iniziativa ha ricevuto il sostegno della Fondazione CR Firenze e Oma Osservatorio dei Mestieri d'Arte che hanno messo a disposizione il loro modello di alternanza scuola lavoro Hands4work, ed una rete virtuosa di prestigiosi istituti scolastici fiorentini.

Redazione Nove da Firenze