Bekaert: la cooperativa non convince i sindacati

Preferirebbero un imprenditore del settore, magari col sostegno Invitalia. Anche la Lega Valdarno accanto ai lavoratori


Lunedì mattina verrà illustrato, in un incontro pubblico, il piano industriale che Legacoop avrebbe predisposto e già trasmesso al ministero dello Sviluppo economico per rilevare lo stabilimento Bekaert di Figline Valdarno attraverso una cooperativa. Sono oltre duecento i lavoratori rimasti ancora in vertenza, che in questi giorni si sono ritrovati fuori dai cancelli dello stabilimento, per affrontare insieme lattesa e mantenere alta lattenzione. La speranza è che si faccia chiarezza il 24 ottobre al Ministero dello Sviluppo economico, in merito agli interessamenti registrati per la reindustrializzazione del sito figlinese. Il tempo, intanto, scorre inesorabile: il 31 dicembre scadrà per tutti la cassa integrazione, reintrodotta per un anno, e l'azienda, in base all'accordo dell'ottobre 2018, ha già avviato le procedure di licenziamento collettivo e messa in mobilità.

La Fim-Cisl non parteciperà all’appuntamento di domani in attesa di conoscere il piano per la cooperativa nell’incontro al Mise, fissato per il 24 Ottobre. "In quella sede ascolteremo con la dovuta attenzione anche il piano della cooperativa; toccherà poi a Bekaert e al Mise scegliere la soluzione migliore per i lavoratori.La Fim ribadisce di non avere nessuna contrarietà a priori sul ricorso alla cooperazione in situazioni di questo tipo; anzi, la riteniamo una forma nobile di rispondere alle esigenze del mondo del lavoro.Nello specifico della Bekaert però, per la particolarità e la complessità del prodotto, con l’altissimo costo della materia prima e il confronto con grandi multinazionali, crediamo che non sia assolutamente fattibile una cooperativa per rispondere al problema che abbiamo davanti e lo diremo anche al ministero.Chiediamo e chiederemo anche il 24, che ci sia piuttosto da parte del governo un impegno a sostenere eventuali imprenditori che conoscano il mercato, anche attraverso una fase iniziale in cui Invitalia possa accompagnare il piano industriale" spiega Alessandro Beccastrini, segretario generale Fim-Cisl Toscana.

"Abbiamo seguito sin dall'inizio la vertenza Bekaert, siamo convinti che esistano ancora margini per far ripartire questa prestigiosa azienda, ma occorre l'intervento forte del Ministero dello Sviluppo Economico e del ministro Patuanelli. Patuanelli agisca, non vorremo che rappresentasse per la Bekaert quello che Di Maio ha rappresentato per la Whirlpool. Che sia presente il 24 ottobre al tavolo tecnico in programma al Ministero" ha dichiarato il Consigliere regionale Marco Casucci (Lega). "La Bekaert è una questione essenziale per il nostro territorio, per i lavoratori, le loro famiglie e tutto l'indotto. Approveremo tutti i provvedimenti a sostegno dei lavoratori perché non ci possiamo permettere che questa azienda chiuda. E' necessario che il 24 ottobre, al Ministero, il Governo garantisca una proroga della cassa integrazione e siano indicati investitori che possano far ripartire lo stabilimento. Uno di questi credo debba essere Invitalia che, essendo riconducibile al Governo, possa immettere liquidità fresca per far ripartire la macchina produttiva. Dopodiché in un paio d'anni trovare un investitore privato interessato a portare avanti l'attività" manda a dire il Consigliere comunale di Figline-Incisa Valdarno Silvio Pittori (Lega Salvini). "Ho depositato una mozione che passerà all'esame del Consiglio il prossimo 25 ottobre. Sarei felicissimo di poterla ritirare perché significherebbe che c'è un futuro per lo stabilimento figlinese. Avevo lavorato in questo stabilimento quando era ancora targato Pirelli. Quando si cedono stabilimenti ci si dimentica che al loro interno non ci sono soltanto macchinari e impianti ma ci sono le vite dei lavoratori e delle loro famiglie. Le vertenze industriali diventano ancora più complesse quando approdano al Ministero perché è lontano dai territori e ragiona spesso sui numeri. Sarebbe forse più efficace dare più poteri alle Regioni per cercare di risolvere le crisi industriali" sottolinea il Consigliere comunale di Montevarchi Andrea Pesucci (Lega). "Abbiamo presentato una mozione sposata da tutte le forze politiche lo scorso 30 settembre. E' stato il primo atto di una serie per cercare di ridare vita e vigore ad una vertenza che era stata un po' dimenticata" spiega il Consigliere comunale di San Giovanni Antonio Guidelli (Lega), nonché lavoratore Bekaert da 34 anni. "Il dramma riguarda non soltanto gli oltre 200 lavoratori dello stabilimento ma un intero indotto, quindi circa un migliaio di persone, sia dalla parte fiorentina che aretina del Valdarno. Come Lega abbiamo sempre dato un messaggio importante stando vicino ai lavoratori. Mi auguro che anche le istituzioni comunali diano segnali importanti, perché, se il 24 ottobre dovesse andare storto il tavolo programmato al Ministero, in Valdarno deflagrerebbe una bomba sociale" dice il Commissario della Lega Valdarno aretino Simone Badii.

Redazione Nove da Firenze