Nardella: "Bekaert, esclusa la Città metropolitana"

Il sindaco di Firenze polemico con il ministro Di Maio: "Rifiutata la nostra presenza al tavolo istituzionale". "Mercatini? In futuro solo oggetti Made in Italy"


(DIRE) Firenze, 17 mag. - Sulla vicenda di Bekaert "voglio esprimere rammarico come sindaco della città metropolitana. A Di Maio avevo chiesto di partecipare al tavolo istituzionale, ma a oggi è stata rifiutata la nostra presenza". Lo ha affermato il sindaco di Firenze, Dario Nardella, intervenendo alla rassegna stampa di Italia 7. "A noi interessa dare una mano, non fare politica - ha aggiunto -, e interessa ridare anche sbocco ad una area legata a doppio filo con Bekaert. Chissà che il ministero non accetti la nostra presenza. Al momento non ci fanno sedere al tavolo ministeriale e siamo in attesa ancora di una spiegazione". Il sindaco ha fatto sapere di essere in costante contatto con i lavoratori del sito di Figline Valdarno. "La cosa più importante è adesso consentire a qualsiasi soggetto interessato alla reindustrializzazione di farsi avanti - ha precisato -. Anche a me risultano due, tre gruppi non solo italiani, ma anche stranieri interessati al sito e alla esperienza dei lavoratori, ma è passato anche troppo tempo e bisogna che arrivi qualche segnale forte". L'invito di Nardella è "a non strumentalizzare per interesse politico la situazione" dei lavoratori.

Nardella, parlando a Italia 7, ha trattato di numerosi argomenti, tra cui i mercatini: "Nei prossimi anni, ne abbiamo già parlato con l'assessore Del Re, arriveremo al punto di pretendere che nei nostri mercatini turistici non si vendano più oggetti, souvenir che non siano made in Italy e made in Tuscany. Ci deve essere proprio una regola" per chi vuole avere un banco.  Quando dico che servono scelte coraggiose - ha aggiunto - intendo anche questo. Del resto ho fatto in passato battaglie piuttosto impegnative, ad esempio se i fiorentini non trovano un fast food in piazza del Duomo è perché mi sono battuto perché questo non avvenisse".

Sul fronte elettorale, Nardella ha detto tra l'altro: "Punto a vincere se possibile al primo turno non perché voglio giocare un ruolo nel Pd, ma per un altro motivo, perché il secondo mandato è decisivo per la trasformazione della città. I cittadini sanno che se il sindaco del secondo mandato ha una investitura chiara, netta e immediata potrà fare scelte coraggiose e forti". Se invece si arriva al ballottaggio il sindaco eletto, ha aggiunto, "deve passare due, tre anni a rimettere insieme i cocci di una città divisa. Per questo è bene per Firenze avere un mandato forte e chiaro, qualsiasi sia il sindaco che dovesse uscire dal primo turno". Invece, ha sottolineato, "non capisco il senso politico del ragionamento che alcuni fanno di portare Nardella al ballottaggio per il gusto di imporre ai fiorentini altre due settimane di campagna elettorale. Non mi pare una grande ambizione per i miei avversari".

A livello nazionale, ha detto ancora il sindaco, "Il Pd deve essere sempre pronto" in caso di voto anticipato "e ci sono anche le condizioni per superare i 5 Stelle in queste elezioni Europee. Sarebbe un risultato psicologico molto forte. Certo non basta, perché questo sistema elettorale non è più maggioritario". È necessario, ha concluso Nardella, "costruire delle alleanze e a oggi non si vedono le condizioni per delle grandi coalizioni che possano governare".

Redazione Nove da Firenze