Rubrica — Fiorentina

Bati50: ieri i 50 anni del mito viola

Foto di Alessandro Zani
Foto di Alessandro Zani

Ieri pomeriggio Piazza della Signoria era un mare tinto di viola. Tutti aspettavano il “Numero Nueve”, tutti aspettavano Batistuta


Pomeriggio pieno di emozioni e ricordi stupendi. Persino Batistuta si è commosso. Gli mancava la città che ha dato tanto all’ex attaccante argentino, sia sotto il profilo sportivo che soprattutto sotto quello umano.

Cori infiniti e senza sosta per uno, se non il più forte centravanti della storia del calcio. Nove anni indimenticabili, indelebili a Firenze. Nove come il numero sulla sua vecchia maglia gigliata.

Capitano dentro e fuori dal campo. Un leone col cuore morbido.

“Sono quasi 20 anni che non gioco e l’amore nei miei confronti non è mai cambiato. Questo mi impressiona e lo sento molto. Essere festeggiato così davanti ai miei genitori per me è una gioia doppia. Racconto sempre quanto bene mi vogliano qua, ma non riesco a trasmetterlo. Oggi lo hanno potuto toccare con mano”

Simeone? “Giovanni è un ragazzo serio e professionale. Lavora duramente. Spero che segni di più. Tra me e suo padre c’è un legame speciale. Abbiamo vissuto momenti belli e brutti insieme”

Sulla Fiorentina? “Ho parlato con Stefano qualche mese fa. Non aveva troppe pretese dalla squadra, se non quella di migliorarsi. Adesso navigano a metà classifica, ma sono sempre in corsa per raggiungere la finale di Coppa Italia. Spero che vincano a Bergamo”

Queste le brevi parole spese da Batistuta dopo la festa in Piazza Signoria.

Fiorentina — rubrica a cura di Manuel Cordero

Manuel Cordero

Manuel Cordero — Nato a Firenze nel 1995, è appassionato di giornalismo, di calcio e tifoso

E-mail: fiorentina@nove.firenze.it