Mps: azioni a picco dopo il ritorno in borsa

Due risparmiatori grossetani ottengono parziale soddisfazione dinanzi alla Consob che condanna la Banca al risarcimento di € 32 mila. Associazione Vittime del Salva Banche: utilizzare parte degli utili di Bankitalia per indennizzare chi ha subito danni dalle Banche


In occasione del ritorno sul mercato dei titoli emessi e garantiti da Banca Mps, agli ex i portatori di obbligazioni subordinate erano state assegnare le azioni in cambio dei loro bond subordinati, spesso al 50% del  valore originario. Adesso e azioni sono scese ancora di prezzo. "Ma questa ulteriore perdita di valore potrebbe non essere riconosciuta in un eventuale giudizio poiché la scelta di mantenerle in portafoglio è stata del risparmiatore, e non è conseguenza diretta della conversione del bond in capitale" spiega Giuseppe D’Orta, responsabile Tutela del Risparmio dell'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori.

Due risparmiatori grossetani (pensionati) hanno acquistato nel lontano dicembre 2007- gennaio 2008, su suggerimento degli funzionari di MPS, obbligazioni della Banca per circa 100 mila euro (con due ordini da 50 mila euro). Solo col dissesto della Banca, nel novembre 2017, si sono resi conto di non aver acquistato- come da sempre facevano, delle normali obbligazioni ma dei titoli subordinati emessi in Lussemburgo e riservati alla clientela retail. Nell’arbitrato svolto dinanzi alla Consob l’arbitro per le controversie finanziarie ha rilevato che la scheda del prodotto e l’ordine di acquisto della banca erano ingannevoli e non consentivano ad un risparmiatore privo di conoscenza finanziaria la corretta identificazione del titolo e quindi dei rischi connessi. L’arbitro ha anche rilevato la genericità della scheda MIFID peraltro non raccolta in occasione dell’ordine del gennaio 2018. La banca è stata quindi condannata a versare la somma di euro 32.500,00 a titolo di ristoro della perdita subita. Somma che i due grossetani hanno accettato in acconto perché, tramite Confconsumatori Grosseto, avvieranno un giudizio civile teso ad accertare il maggior danno da loro subito anche per la mancata percezione dei frutti dell’investimento.

"Apprendiamo che nel 2017 la Banca centrale ha registrato il record di attivi in portafoglio. Doveroso quindi che gli utili di Bankitalia vengano utilizzati per indennizzare i risparmiatori traditi dalle Banche, dal momento che appare indiscussa e accertata anche dalla Commissione d'inchiesta sulla Banche la mancata vigilanza di Palazzo Koch sugli istituti che hanno mandato sul lastrico migliaia di risparmiatori. Visto che parte di questi utili record andrà allo Stato - sostiene Letizia Giorgianni, presidente dell'Associazione Vittime del Salva Banche- quest'ultimo potrà sottoscrivere titoli infruttiferi da girare ai risparmiatori danneggiati nei crack delle 7 banche coinvolte: Banca Etruria, Banca Marche, Carife, Carichieti, Banche Venete e Mps: obbligazioni agli obbligazionisti, comprendendo tutti i soggetti esclusi dai paletti voluti dal precedente governo e warrant agli azionisti. Inutile che Visco sbandieri utili record quando poi sotto la propria gestione è avvenuto il più ampio disastro bancario di cui la storia non abbia memoria a causa della propria inefficienza". 

Redazione Nove da Firenze