Balneari toscani verso la stagione estiva tra speranza e paura

Domani a Tirrenia manifestazione Confcommercio: "Non distruggete le spiagge italiane". Giani incontrerà i sindaci di 41 Comuni costieri. Marchetti (FI): "Non tutta la costa è uguale, serve un lavoro su misura per il territorio"


Il settore del turismo balneare è in fermento. La stagione estiva è alle porte e la preoccupazione invece che diminuire in molti casi aumenta. La Regione lo sa e il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, annuncia che incontrerà i sindaci delle località coinvolte. "In Toscana ci sono 41 comuni - ha detto Giani - , per la gran parte piccoli, che ad oggi non riescono a immaginare quale sarà il loro futuro. Incontrerò i sindaci, per ascoltare le loro proposte e per dare impulso alle iniziative necessarie per la ripresa economica di quei territori".

Anche le forze di opposizione sono molto attente a questo argomento. «Non tutta la costa è uguale. Ci sono zone dove l’applicazione dei protocolli Inail-Iss rende antieconomico riaprire e spinge giocoforza gli operatori o al fallimento, o a procedere con licenziamenti. Soprattutto in assenza di sostegni e interventi di mitigazione del danno economico. Bisogna che la Regione si metta a tavolino con gli operatori e studi con loro protocolli ‘toscocompatibili’ ovvero che rendano praticabile la ripartenza in tempi certi e brevi secondo norme modellate sulla realtà locale»: l’appello arriva dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che in mattinata ha a lungo ragionato con operatori del turismo costiero.

«Per gli stabilimenti balneari un conto è il fronte mare, un conto è la profondità dell’arenile. Soprattutto laddove negli anni si è lasciata andare l’erosione costiera, esisono segmenti dell’asse litoraneo nei quali la spiaggia si assottiglia. Spiaggia ‘a passo corto’ più distanziamento tra postazioni più distanziamento tra stabilimenti… quanti ombrelloni piantano, alcuni operatori? Dieci? Si fanno riaprire così? E’ da irresponsabili», attacca Marchetti.
Qualcosa di simile vale per bar e hotel: «Che ne dovranno fare degli spazi comuni? E del personale di servizio ai tavoli decimati dalle norme anticontagio o al banco bar, per esempio? Oltre a imporre regole, assolutamente indispensabili per quanto riguarda igiene, sanificazione e dispositivi anticontagio – sottolinea Marchetti – bisogna dare soluzioni».

«Giorni fa – ricorda Marchetti – la giunta aveva annunciato di avere aperto un tavolo con balneari e operatori di Hotel, ristorazione e catering, il cosiddetto segmento Horeca. L’idea affermata dall’assessore Bugli era quella di avere un protocollo made in Tuscany con cui riaccendere i motori di queste attività. Che fine ha fatto quel lavoro? Uno dei soliti annunci senza gambe? Male. Altre Regioni, tra cui l’Emilia-Romagna, hanno stilato loro protocolli ad hoc. Qui senza regole ‘toscocompatibili’ sarà il disastro».

Intanto domani alle ore 11 al Bagno Roma di Tirrenia (Pisa) ci sarà una manifestazione dei balneari al grido "Non distruggete le spiagge italiane". Saranno presenti: Fabrizio Fontani (Presidente ConfLitorale Confcommercio), Stefania Frandi (Presidente Toscana Sib Confcommercio) Michele Conti (Sindaco di Pisa), Federico Pieragnoli (Direttore Confcommercio Pisa), rappresentanza di balneari.

Redazione Nove da Firenze