Ballottaggio a Prato, Spada sfida Biffoni: "La partita inizia da 0-0"

Il candidato del centrodestra parte di rincorsa e cerca i voti delle liste civiche, dei 5 Stelle e degli astenuti: "Noi siamo la novità, vogliamo cambiare un sistema". Atteso Salvini


(DIRE) Prato, 29 mag. - Il ballottaggio del 9 giugno "sarà un voto completamente libero perché non controllabile tramite preferenze". Il candidato del centrodestra a Prato Daniele Spada lancia la sfida al sindaco Matteo Biffoni mettendo una discreta dose di polemiche (e pepe) in vista del secondo turno. "Il voto libero c'è stato alle europee", dove la Lega ha spiccato il volo: 34% dei consensi e primo partito in città.

Primato che non si è ripetuto nelle amministrative, con il Carroccio che, al passo del gambero, è arretrato di quasi 12 caselle (22,8%). Un delta su cui Spada piazza il carico pesante: "Crediamo che il voto di una parte dell'elettorato sia stato purtroppo condizionato da pressioni fatte dalla rete tentacolare che l'amministrazione e il Pd in questi anni ha steso in città". Per Spada, quindi, "chi ha votato convintamente Biffoni e il Pd ha il nostro totale rispetto. Però pensiamo che ci sia una buona percentuale di persone, e in alcuni casi ci è stato anche detto, che si è sentito in obbligo di farlo, perché la rete del Pd e delle sue liste collegate ha portato tanti a non esprimere in maniera convinta il proprio voto di opinione. A loro va il nostro appello". Spada, incalzato dalle domande dei giornalisti, circoscrive 'l'accusa', definendola "una forma lecita di pressioni psicologiche" che hanno portato ad "una sorta di controllo delle preferenze, andando casa per casa ad indicare chi votare".

"Salvini? Credo proprio che tornerà" a Prato in vista del ballottaggio", assicura Daniele Spada, che suona la carica: domenica scorsa "abbiamo vinto la prima partita e siamo andati in finale. Qualcuno dice di aver quasi vinto al primo turno. Se 'lo frigge', perché adesso si riparte dallo zero a zero", perché "non è il secondo tempo, ma una partita nuova".

Poi, la strategia: "Oggi parleremo e ci confronteremo con le liste che hanno programmi simili ai nostri e confidiamo, per lo meno con alcune di esse, di arrivare ad un accordo già stasera".

Sono circa 10.800 voti in meno, un gap che però Spada in parte proverà ad assottigliare strappando l'intesa con Marilena Garnier, Aldo Milone, Emilio Paradiso. Tre liste civiche dal sapor di centrodestra che insieme contano un bacino di 7.800 voti. Il tutto sapendo che nella politica, e al secondo turno, l'aritmetica nell'epoca del consenso fluido è cattiva consigliera. Servirà altro, in sostanza. Come l'appoggio del Movimento 5 Stelle. Non tanto del partito, ma del suo elettorato, come chiarisce subito Spada: "I 5 Stelle non danno e non daranno indicazioni di voto. Lo sappiamo e rispettiamo la loro decisione". Per questo "non li andremo a cercare". Tuttavia, ecco il cuore del ragionamento, "credo che il loro elettorato possa essere sensibile alla novità che rappresentiamo, alla nostra voglia di cambiare un sistema che negli ultimi anni hanno sempre osteggiato. Siamo convinti che la possibilità di dare un senso nuovo alla città possa riscontrare il loro favore". Spada, infine, si rivolge anche al 'partito' degli astenuti: "Il 9 giugno si tratta di sposare un progetto di città, la continuità dei rendering e dei progetti campati per aria o la concretezza delle nostre proposte. Credo sia un buon motivo per andare a votare".

Redazione Nove da Firenze