Chiusura locali di via dei Benci: ma chi deve controllare la Movida?

Confcommercio Firenze: “I gestori non possono trasformarsi in guardie”


FIRENZE — Firenze, 30 dicembre 2013 - "I gestori dei locali notturni non possono ricoprire il ruolo di 'guardie', assumendosi così responsabilità e doveri che spettano, per legge, agli organi preposti alla vigilanza". Così Confcommercio Firenze riguardo al protrarsi della chiusura di alcuni locali di via dei Benci. "Le gravi prescrizioni imposte dalla magistratura non devono far riflettere solo i gestori, ma anche l'amministrazione comunale, che continua a voler affidare ai proprietari ruoli impropri. E' inutile continuare a ripetere che la responsabilità di ciò che succede lungo la strada è degli esercenti". "L'intervento bis della magistratura - proseguono da Confcommercio Firenze, - rappresenta una sconfitta per l'amministrazione, che non ha saputo o potuto prevenire un fenomeno che può, certo, esser gestito da una parte grazie all'impegno dei gestori al rispetto delle regole e, dall'altra, grazie ad un diverso atteggiamento da parte degli amministratori, chiamati a considerare nella giusta ottica la funzione sociale dei locali e, ovvio, ad intervenire là dove vengono commesse infrazioni". "Tutti i 'patti per la notte' che potremmo inventarci non saranno efficaci se non supportati da un costante controllo da parte delle forze dell'ordine". "Se poi - la conclusione, - vogliamo discutere di provvedimenti condivisi tra Comune e gestori, noi siamo prontissimi a fare la nostra parte".

Questo l’intervento del capogruppo di Forza Italia-PdL Marco Stella: “Apprendiamo da una intervista sulla stampa cittadina che l’assessore Biagiotti chiede ai gestori dei locali notturni ‘proposte per nuove modalità di divertimento, che non siano quelle di stare a consumare alcolici in strada’.
Come abitudine di questa amministrazione si tende a scaricare tutte le responsabilità sulle attività, e questo è inaccettabile oltre che offensivo nei confronti di imprese e lavoratori.
Non accettiamo che gli imprenditori dei locali della cosiddetta movida vengano dipinti come degli irresponsabili che hanno come unico scopo quello di servire alcolici ai ragazzi e come modalità di gestione della propria attività quella di far bere fuori dai locali.
Come si può dire che l’unica proposta arrivata dai gestori dei locali sia stata quella di far bere alcolici per strada?
Biagiotti chieda scusa ad una intera categoria di imprenditori e lavoratori che invece da anni cerca di promuovere responsabilità nell’uso di bere alcolici e che ha sempre dimostrato voglia di relazionarsi con l’amministrazione comunale per la gestione della movida, come dimostra la firma del Patto per la notte.
Il Comune, non avendo idee su come affrontare la questione, scarica tutto sulle attività commerciali, come se fossero queste il problema: per noi invece le attività sono una risorsa per la città che danno posti di lavoro e producono benessere.
Il problema di come conciliare il diritto dei residenti a dormire sonni tranquilli e quello delle attività commerciali a svolgere il proprio lavoro è complesso e non si risolve certo con la firma di un patto.
Ci domandiamo quali siano le idee dell’Assessore-Consigliere Biagiotti su come gestire la movida. Perché se si chiede idee agli altri bisogna prima dire le proprie, soprattutto se si ha il compito di amministrare una città.
In otto mesi da Assessore non abbiamo sentito nessuna idea da parte della Biagiotti, a questo punto visto che ancora non si è dimessa da Consigliera Provinciale ma ha mantenuto il doppio incarico di Assessore al Comune di Firenze e Consigliera in Provincia le consigliamo vivamente di tornare a fare a tempo pieno la Consigliera Provinciale e di dimettersi da assessore, nessuno sentirà la sua mancanza”.

Redazione Nove da Firenze