Moschea, Agostini (Pd): "Accelerare il percorso di realizazzione"

On. Morganti (Eld): “Si trovi luogo alternativo a Borgo Allegri”


FIRENZE — "L'aumento del numero di persone che si recano alla Moschea rende impellente la necessità di un adeguato luogo di preghiera, interculturalità e integrazione. Un luogo che risponda a caratteristiche ampliamente emerse già dal 2012, attraverso il percorso di partecipazione realizzato dalla Regione Toscana". Così la presidente della commissione Pace Diritti umani Susanna Agostini (Pd). "A maggio scorso - racconta Agostini- siamo stati in visita ufficiale nella moschea di Firenze, come consiglieri facenti parte della commissioni pace, diritti umanie e cultura, ne abbiamo appurato l'importante azione culturale e formativa, che va oltre il luogo di preghiera, praticato da tanti nostri concittadini. A luglio abbiamo festaggiato la chiusura dell'anno scolastico della scuola di arabo alla quale fanno riferimento tanti bambini che oltre alla cultura italiana desiderano mantenere vive le proprie radici. I membri delle commissioni siamo stati accolti all'interno del garage di Borgo Allegri, dalla vicepresidnte della comunità islamica Silvia Allach e dall’imam Izzedin Elzir. I due rappresentanti, illustrando le attività che vedeno protagonisti molti frequentatori , ci hanno ben spiegato il ruolo di riferimento di un luogo di incontro e condivisione, per i musulmani che già vivono a Firenze come per coloro che arrivando da lontano, spesso da luoghi di conflitto, persone sconvolte da guerre fraticide e cercano di ricomporre il loro stato d'animo anche attraverso l'incontro della comunità, con fratelli che possono aver presente e curare la loro sofferenza. Non stupisce quindi se in questo momento di tragici eventi internazionali, il numero delle persone che si ritrovano in Borgo Allegri è in costante aumento. Siamo tutti interessati affinchè si realizzi il luogo anche consolatorio, per persone ceh sono o stanno per diventare parte integrante della nostra comunità. Un pezzo di Firenze, adeguato, tranquillo e spazioso,sito di elaborazione ed incontro spirituale e non solo, sopratutto per le donne. Sono infatti le donne più degli uomini che vivono la meschea come sede di condivisione e luogo della conversazione e dello scambio delle conoscenze e delle storie vissute. Le donne che se non vanno in moschea spesso stanno chiuse nelle loro case, non incontrano persone e non imparano neppure a aprlare l'italiano. Ciò è stato più che confermato dal percorso partecipativo denominato “Una moschea per Firenze. È possibile parlarne senza alzare la voce?“ avviato nel maggio 2011 e conclusosi nel febbraio 2012, e che ha coinvolto la città in un esperimento di partecipazione senza precedenti in Europa contribuendo alla definizione di criteri e raccomandazioni per produrre una decisione condivisa sul tema della realizzazione di una moschea in città. Anche noi come rappresentanti istituzionali, siamo stati coinvolti in più riprese dalla associazione culturarale Socialab".

Claudio Morganti, europarlamentare indipendente dell’Eld, torna sulla questione di un luogo di culto a Firenze per la comunità musulmana, «alternativo a quello di Borgo Allegri», ribadendo che «debba essere in una zona a poca densità di popolazione, per evitare degrado tra i cittadini e soprattutto che sia completamente autofinanziato. Spero – sottolinea Morganti – che non ci siano forzature da parte dell’Imam fiorentino, Izzedin Elzir, per la costruzione di una vera e propria moschea a Firenze con tanto di minareto visto che una simile in Toscana già esiste», chiarisce Morganti riferendosi alla moschea di Colle Val d’Elsa. «Mi piacerebbe – prosegue – che da parte della comunità musulmana e da parte dell’Imam in particolare ci fossero più condanne per le continue stragi e persecuzioni verso i cristiani che continuano senza fine nei Paesi musulmani oppure verso i fratelli musulmani che non permettono ai loro figli e alle proprie mogli di poter vivere all’occidentale».

"Vale la pena ricordare come da sempre Firenze – aggiunge ancora la presidente Agostini - sia un riferimento noto alla storia dei popoli per essere crocevia delle religioni e delle culture , non è dunque più sostenibile che qui non si riesca entro breve a realizzare una moschea, presente a in tante altre importanti città d'Italia. La comunità islamica in nemmeno 20 anni ha raggiunto le oltre 30mila persone provenienti da tanti diversi paesi, sono uomini, donne , filgi di terza generazione , sono ormai nostri concittadini. Come avviene ovunque, la costruzione di una moschea a Firenze va sostenuta come luogo di preghiera, di interculturalità e di integrazione. Sono stati e restano frequenti gli incontri tra noi consiglieri comunali e rappresentanti della comunità musulmana, siamo sempre più spesso sollecitati a mantenere il nostro impegno di sostegno alla realizzazione della moschea fiorentina. Non fa onore a nessuno che i giornali riportino proteste che potrebbero assumere comportamenti di esclusione e apertura di un conflitto fra comunità dal sapore raziale. Diventa quasi paradosso che in piazze come quella dei Ciompi, vivo nei pressi ne posso parlare con cognizione, si possa alternativamente fare un articolo sulla movida, il giorno dopo sul disagio interculturale ed un altro sulla riqualificazione della stessa piazza. Ma questa è la bellezza di Firenze, di un centro storico vivo e vivace che ancora resiste. E' urgente dunque accellerare i tempi, velocizzare l'identificazione del luogo in grado di garantire e rispondere alle opportune richieste della comunità. La quale, per ciò che le compete, dovrà essere nella condizione di ottemperare all'acquisto della struttura. Che, se non si dovrà trattare di una sede di proprietà comunale, l'acquisto dovrà essere discusso con il soggetto detentore che se non fosse lui stesso disponibile, come nel caso dell'aula bunker, potrebbe diventare un allungamento esagerato dei tempi necessari. Varrà quindi la pena di riconsiderare anceh questa, che poteva sembrare una buona soluzione e che, vista l'urgenza, anche da parte dell'amministrazione comunale si possa rivagliare tutte le opportunità disponibili nell'ambito delle dismissioni in atto. Ci sentiamo comunque impegnati a dare l'aiuto politico necessario affinchè siano velocizzati tutti gli adempimenti necessari per un rapida risposta ai bisogni della comunità islamica ed alla serenità di tutti i cittadini"

Redazione Nove da Firenze