Tutti in Cassa integrazione: ma chi paga?

Nessuno dei 22.600 lavoratori in cassa o mobilità in deroga dal 1° gennaio ha percepito o percepirà a breve 1 euro.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
14 marzo 2013 13:16
Tutti in Cassa integrazione: ma chi paga?

La cassa cresce (+180,19%) esplode la deroga, mancano le risorse e i tempi burocratici sono intollerabili anche per le scelte improvvide del governo uscente. Nessuno dei 22.600 lavoratori in cassa o mobilità in deroga dal 1° gennaio ha percepito o percepirà a breve 1 euro. Con 14. 955.590 ore la cassa integrazione in Toscana segna nel primo bimestre un nuovo record. Esplodono sia la cassa ordinaria che raddoppia a 2.210.000 ore contro 1.53.133 ( +109,9%) la straordinaria che raggiunge 4.985.753 ore contro le 1.872.341 del 2012 (+ 166,3%) e la deroga che con 7.759.072 ore richieste* va oltre la triplicazione rispetto al 2012 ( *221,65%) con un dato di richiesta che era di 2.412.236 ore. Quest'ultima fattispecie che interessa oltre 22.600 lavoratori compresi gli oltre 1.000 in mobilità in deroga, cioè lavoratori che avendo terminato ogni ammortizzatore hanno ancora potenzialmente accesso a qualche mese di sussidio è l'aspetto più increscioso. Come noto a fronte di una serie di “blocchi” operati da Ministero del Lavoro per l'indisponibilità delle sia pur insufficienti risorse stanziate nelle settimane scorse, il Governo, sotto la pressione di sindacati e regioni aveva provveduto a sbloccare prima i mesi residui del 2012, anche se non del tutto, e poi 2 settimane fa i mesi dal 2013 ad oggi. Senonchè, il via libera con gli adempimenti burocratici necessari alle regioni per quest'ultimo periodo è di Martedi 12 e il risultato, tenuto conto dei tempi di smaltimento delle 4.926 domande pervenute e dei tempi burocratici dell'INPS, sempre più a corto di personale, che in alcune provincie vanno dai 2-3 o più mesi dall'approvazione al materiale pagamento, si verificherà il fatto che un lavoratore senza salario da Gennaio possa percepire la retribuzione se va bene 6-7 mesi dopo. Una situazione intollerabile che sta dando luogo comprensibilmente ad una esasperazione crescente e a fenomeni di disperazione che talvolta sfociano in drammatici fatti di cronaca. Non bastasse, il Ministero aveva incomprensibilmente diramato una direttiva, respinta dalle regioni anche nella giornata di ieri, secondo cui gli accordi, anziché in sede aziendale avrebbero dovuto obbligatoriamente essere sottoscritti in sede istituzionale con il comprensibile appesantimento burocratico. Rimane inalterato inoltre, il drammatico tema dell'esiguità delle risorse: nella nostra regione risultano ad oggi impegnate più del doppio di quelle attribuite. In questa incertezza alcune associazioni di categoria in alcune provincie con un comportamento che stigmatizziamo e che è stato censurato durante la riunione della tripartita regionale del 12 u.

s. alla presenza di tutte le rappresentanze di categoria, col pretesto dell'incertezza hanno avanzato la irricevibile pretesa di una firma liberatoria da ogni rivendicazione salariale da parte dei lavoratori in caso di respinta della domanda. Nell'ordine è necessario: 1) lo sblocco delle risorse deliberate ( circa un altro 50% di quanto materialmente stanziato) e non reso disponibile: 2) un nuovo stanziamento a copertura del 2013 non inferiore a 1,5 miliardi di Euro stante la condizione della crisi; 3) il rinvio dell'entrata in vigore degli effetti della riforma del mercato del lavoro che anzi chiediamo di modificare; 4) un piano straordinario di azione nelle sedi INPS, molte delle quali sotto organico e per il quale il sindacato della F.P.

CGIL si è dichiarato disponibile; “Riteniamo che questa sia l'emergenza- dichiara Daniele Quiriconi, Responsabile del Mercato del Lavoro per la Segreteria regionale della CGIL-, lo diciamo da mesi e non se ne parla: men che meno ne parla una politica ripiegata su rispettabilissimi temi e su un ridicolo politicismo, compreso quello dei nuovi arrivati, che se ne infischia della disperazione sociale provocata dalla crisi, e racchiude il suo orizzonte in una dimensione puramente autoreferenziale.”

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